FIBER ART - Silvia GIANI  a Palazzo della CORGNA ,

CITTA’ DELLA PIEVE

Antichi saperi manuali incontrano la rigenerazione tessile secondo una tematica espressiva che indaga architettura, geometria, natura, mondo femminile, inoltrandosi in sacralità ed esoterismo.

 

 

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Nel raffinato Piano Nobile di Palazzo della Corgna a Città della Pieve la mostra di Fiber Art rievoca la presenza dei tessuti che ne vestivano gli ambienti attraverso le opere di Silvia GIANI che propone - rielaborando materia tessile di recupero - atmosfere, suggestioni cromatiche, ambiti di riflessione.

Molto spazio creativo è dedicato al tema della città che si trasforma in irreali scenari urbani o ‘abiti’ da indossare come espressioni di ambiti che circondano i nostri corpi coinvolgendoli in atmosfere solari o lunari.

 

 

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3 DONNE – 3 STORIE : ERME NARRANTI



Virginia WOOLF

Isadora DUNCAN

Helena PETROVNA BLAVATSKY

 

 

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Tre figure di donne le cui vite sono accomunate da una forte carica simbolica per la crescita spirituale del mondo ed in particolare di quello  femminile che hanno contribuito a far emancipare.

< L’ abito cucito per ognuna  prova a raccontare le loro vite attraverso cromatismi simbolici e suggestioni tratti dai loro scritti e pensieri.

Virginia vive con sofferenza la sua dualità, il suo cuore è spezzato, combatte per la causa dell’emancipazione femminile attraversando con la sua scrittura giardini fioriti, conflitti, amori; in attesa di raggiungere una meta, il faro, a lungo agognata.

Isadora conquista la vita danzando con le onde del mare, ondeggiando come foglia al vento, sorgendo come un sole. Volteggia creando un mondo espressivo rivolto alla classicità rappresentata dalla potente architettura greca.

Helena, occultista, teosofa, filosofa, saggista, creatura che attraversa questo mondo materiale con il mandato di unire culture e civiltà diverse mediante il disvelamento dei misteri della scienza e della teologia > Silvia GIANI

 

 

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ROSE ERMETICHE - 3 ROSE x 3 COLORI :   NERO   BIANCO     ROSSO

L’affascinante ciclo della Grande Opera Alchemica.

 

 

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Nigredo, l’opera al nero – la morte dell’individuo con il ritorno alla TERRA di origine …

Albedo, l’opera al bianco – la purificazione dell’ACQUA che dilava le ceneri … il sorgere del sole dal buio della nostra coscienza …

Rubedo, l’opera al rosso – il calore del FUOCO, principio di ogni trasmutazione …

 

 

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Il SOLE – la LUNA




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In mostra oltre un decennio di opere tessili realizzate in una pluralità

di esperienze e di sperimentazioni.

 



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Silvia GIANI - architetto - ha sviluppato la progettualità anche in ambito tessile, in un percorso di reinterpretazione della materia, dedicandosi alla produzione di arazzi e opere con materiale tessile di riciclo. Nel suo lavoro si inseriscono ritagli di tessuto che per decenni l’hanno seguita come tasselli della storia personale e familiare, integrati a materiali attraversabili da ago e filo come imballaggi, rami e foglie.

 

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< GEOMETRIE - Il quadrato è uno dei moduli compositivi più utilizzati nella storia delle varie discipline strutturali ed artistiche, ed infinite sono le possibilità espressive generate dalla sua combinazione.

La ricerca si incentra allora su modelli a base numerica e modulare, con crescite ed estensioni, serialità e sviluppi geometrici, cromatismi e polimaterie, che divengono  frasi di un linguaggio di inesauribile sperimentazione.>

 

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La cappella del Palazzo ospita una installazione che reitera il simbolo mariano e

accoglie sotto il sul manto il visitatore in un TRANSITO di raccoglimento e purificazione.

 

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TRANSITO - Installazione tessile sul tema devozionale del Simbolo Mariano

Opera realizzata nel 2008 per la celebrazione dei 350 anni dalla fondazione del Santuario della Madonna dei Bagni (Deruta)

 

 

 

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< Dopo 350 anni il senso del miracolo è ancora forte, sotteso alla pace e alla serenità diffuse nel Santuario e incentrato intorno al paramento architettonico che racchiude la quercia del Miracolo. La disposizione muraria consente il ricordo dell’antica pratica tradizionale del giro che si compiva attorno alla quercia sacralizzata, con il contatto corporeo con la sua corteccia o frammenti di essa.

Nel tempo mani sapienti hanno protetto la quercia creando uno scrigno prezioso, intessuto di arte, architettura ed artigianato. In particolare colpisce il diaframma leggero disegnato dal ferro battuto, dove tra volute di elementi vegetali e geometrici il monogramma della Madonna è accompagnato lateralmente da due cuori, simboli semplici di emozione e devozione.


 

TRANSITO SIMBOLO

 


Questo insieme, il monogramma e i due cuori, opera artigianale ispirata e devota, diviene il motivo conduttore di questo lavoro che vuole ricordare l’antica pratica del giro devozionale, il contatto corporeo con il senso del miracolo. Si passa attraverso l’installazione e si viene sfiorati da essa, entrando in contatto con il simbolo mariano, come se per un istante si passasse attraverso il manto della Madonna.

 

 

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Il monogramma viene ripetuto in forme e colori sempre diversi, dettati da una ricerca che è insieme inventiva e devozione.

 

 

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L’opera è stata riproposta in altri luoghi sacri e ha coabitato con la celebre Pala del Ghirlandaio nel Museo Eroli di Narni in onore della quale ha acquisito un nuovo elemento simbolico: la corona della Vergine.


 

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Reportage fotografico by Mauro Dragoni e Barbara Caricchi

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