Alessandro MAGNO - Alessandro III di Macedonia, (356 a.C. - 323 a.C.) - militare macedone antico, re di Macedonia della dinastia degli Argeadi a partire dal 336 a.C., succedendo al padre Filippo II.


È noto anche come Alessandro il Grande,

Alessandro il Conquistatore o Alessandro il Macedone.

È considerato uno dei più celebri conquistatori e strateghi della storia.

In soli dodici anni conquistò l'intero IMPERO PERSIANO, un territorio immenso che si estendeva dall'Asia Minore all'Egitto fino agli attuali Pakistan, Afghanistan e India settentrionale.



IMPERO ROMANO : Gaio Giulio CESARE (101 a.C. - 44 a.C.) - militare, console, dittatore, pontefice massimo, oratore e scrittore romano, considerato uno dei personaggi più importanti e influenti della storia.

Ebbe un ruolo cruciale nella transizione del sistema di governo dalla forma repubblicana a quella imperiale. Fu dittatore (dictator) di Roma alla fine del 49 a.C., nel 47 a.C., nel 46 a.C. con carica decennale e dal 44 a.C. come dittatore perpetuo, e per questo ritenuto da Svetonio il primo dei dodici Cesari, in seguito sinonimo di imperatore romano.

Con la CONQUISTA DELLA GALLIA estese il dominio della res publica romana fino all'oceano Atlantico e al Reno; portò gli eserciti romani a invadere per la prima volta la Britannia e la Germania e a combattere in Spagna, Grecia, Egitto, Ponto e Africa.

" DE BELLO GALLICO" - "Sulla guerra gallica"
« Gallia est omnis divisa in partes tres [...]»



Gaio Giulio CESARE - Uomo di grande cultura, appassionato di arte e filosofia, descrisse minuziosamente la sua CAMPAGNA MILITARE, inserendo nella narrazione molte curiosità sugli usi e sui costumi delle tribù barbariche con cui
veniva a contatto, oltre a tentare, nello stesso tempo, di difendere il proprio operato. L'opera, non perfettamente rigorosa dal punto di vista storico proprio perché in parte autobiografica, è redatta in stile semplice (talvolta volutamente trasandato) e ciò potrebbe far pensare ad una raccolta di burocratici rapporti al Senato.



Il mitico Gengis KHAN - Genghiz Khan, nato come TEMUJIN (1162 - 1227) - condottiero e sovrano mongolo.

Dopo aver unificato le tribù mongole, fondando l' IMPERO MONGOLO, le condusse alla conquista della maggior parte dell'ASIA CENTRALE, della Cina, della Russia, della Persia, del Medio Oriente e di parte dell'Europa orientale, dando vita,
anche se per breve tempo, al più vasto impero terrestre della storia umana.

Fu sepolto in un luogo tuttora ignoto della nativa Mongolia.

L'aspetto più straordinario della personalità di Gengis KHAN fu il genio in campo militare, dalla formidabile tattica: le ARMATE MONGOLE, forti di arcieri a cavallo, attaccavano nel più completo silenzio, guidate solo da bandiere di diverso colore, compiendo manovre complesse in assoluta simmetria e coordinazione, il che incuteva una soprannaturale paura nel nemico.



MONGOLIA 003



Le tribù unificate adottarono un sistema militare basato sul sistema numerico decimale, simile a quello degli Unni.

L'esercito veniva suddiviso in unità di 10 (Arban), 100 (Yagun), 1000 (Minghaan) e infine 10 000 (Tumen) soldati.

Durante gli spostamenti i soldati portavano con sé le famiglie e tutti i cavalli, che spesso ammontavano almeno a tre o quattro per cavaliere, avendo così sempre a disposizione animali di trasporto freschi.

Gengis KHAN creò una sua guardia personale di 10 000 uomini dove erano reclutati i figli dei comandanti.
 



Sulle orme di TAMERLANO

Timur BARLAS (o Timur Lang, Timur "lo zoppo", italianizzato in TAMERLANO) ( 1336 – 1405) - condottiero turco-mongolo, che tra il 1370 e il 1405 conquistò una larga parte dell'ASIA CENTRALE fondando

l' IMPERO TIMURIDE.


Da lui discesero l'astronomo Ulug Bek e Babur ("il Leone"), fondatore della dinastia Mogul in India.
Estensione dell'impero di Tamerlano (1395) prima delle ultime campagne in Russia (Orda d'Oro), India, Siria e Turchia.

Nato nell'antica Kesh - ora Shahrisabz (la città verde, 50 km circa a sud di SAMARCANDA), nell'odierno UZBEKISTAN - TAMERLANO proveniva dalla tribù di mongoli turcizzati dei BARLAS, stanziatasi in quella regione -  Khanato Chagatai - a seguito della conquista di Gengis KHAN. La tribù faceva parte dei karaunas, i "mezzosangue", cioè nati da padri mongoli e da donne turche o indo-iraniche, per distinguerli dai mongoli "puri" che vivevano nei territori più a oriente.


TAMERLANO era figlio
del capo dell'ulus (tribù) Barlas, chiamato Taraghay Noyan Khan, della discendenza di Kadjuli Khan (fondatore del clan Barlas), a sua volta della stirpe di Khaidu Khan, progenitore Mongolo comune a Gengis Khan. Dai suoi biografi farà tramandare questa genealogia che lo rendeva consanguineo dei discendenti di Gengis Khan, e di cui Tamerlano sarà sempre
molto fiero.

 



CONQUISTADORES - soldati, esploratori ed avventurieri (alcuni in cerca di fortuna) che portarono gran parte delle AMERICHE sotto il controllo dell'

IMPERO COLONIALE SPAGNOLO tra il XV e il XVII secolo.

I conquistadores più famosi furono Hernán CORTéS e

Francisco PIZARRO per le loro vittorie contro gli imperi del MESSICO e del PERU'.

Entrambi erano a capo di un numero piuttosto esiguo di truppe, però riuscirono intelligentemente a manipolare le gelosie e le rivalità degli eserciti indigeni e ad aumentare le proprie forze mediante numerose alleanze.

« Siamo venuti per servire Dio, il Re e anche per diventare ricchi »

(Bernal Diaz del Castillo, cronista della spedizione di Hernán Cortés del 1519, Historia verdadera de la conquista de la Nueva España, pubblicato postumo a Madrid nel 1632)

I capi delle spedizioni militari spagnole nel NUOVO MONDO si autodefinirono in un primo tempo CONQUISTADORES per legittimare un preciso ruolo esercitato in nome del REGNO di CASTIGLIA. La maggior parte di essi erano in realtà poveri,
nobili (hidalgos) decaduti o cadetti dediti alle armi le cui prospettive in SPAGNA dopo il 1492, anno dell'unificazione del paese a seguito della Reconquista, erano estremamente limitate.

Molti di essi, rifacendosi agli stessi miti cavallereschi utilizzati durante la progressiva espulsione della popolazione musulmana ed ebrea dall'Andalusia completata nel corso del XV e XVI secolo, considerarono poi la conquista del Nuovo Mondo una crociata contro "pagani", non ancora convertiti al cattolicesimo.



I CONQUISTADORES infatti invocavano il nome di SANTIAGO MATAMOROS  ("San Giacomo l'uccisore di mori") prima di scagliarsi in battaglia contro i NATIVI.

Nei primi decenni del XVI secolo gli Europei scoprirono i popoli indigeni delle Americhe che erano organizzati in civiltà evolute (specie in Mesoamerica) o in bande e tribù sparse in vasti territori (come in Argentina e in Nordamerica).

Le vicende che scaturirono dall'incontro e dallo scontro di queste civiltà con gli spagnoli, indipendentemente dalle presunte buone intenzioni di entrambi, sono passate alla storia come la CONQUISTA DELL'AMERICA.



12 ottobre 1492 -

Cristoforo COLOMBO e la SCOPERTA DELL'AMERICA

La mattina del 12 le CARAVELLE riuscirono a trovare un varco nella barriera corallina e gli equipaggi sbarcarono su un'isola chiamata in lingua locale GUANAHANI, che Colombo battezzò ISOLA di SAN SALVADOR (presumibilmente  un'isola delle attuali Bahamas).

Gli spagnoli furono accolti con grande cortesia e condiscendenza dai TAINO, la tribù locale. COLOMBO stesso, nella sua relazione, sottolinea più volte la gentilezza e lo spirito pacifico dei suoi ospiti:

« Gli abitanti di essa [...] mancano di armi, che sono a loro quasi ignote, né a queste son adatti, non per la deformità del corpo, essendo anzi molto ben formati, ma perché timidi e paurosi [...] Del resto, quando si vedono sicuri, deposto ogni
timore, sono molto semplici e di buona fede, e liberalissimi di tutto quel che posseggono: a chi ne lo richieggia nessuno nega ciò che ha, ché anzi essi stessi ci invitano a chiedere »


(Cristoforo Colombo, prima relazione sul viaggio nel Nuovo Mondo, 14 marzo 1493)


BARACOA - in lingua indigena ARAWAK : esistenza del mare, luogo di incontro di molti fiumi nel mare - è la città più antica di CUBA, fondata sul lembo sud orientale dell'isola da Diego VELáZQUEZ de CUéLLAR nel 1512.

La storia moderna di Baracoa inizia con lo sbarco di Cristoforo COLOMBO nella baia il 26 novembre 1492, quando descrive nel suo diario una baia con un grande fiume e in fondo un'alta montagna piatta : EL YUNQUE.

Sembra che BARACOA fosse la capitale dei nativi TAINO - "gente buona", chiamata così dagli spagnoli per la loro buona accoglienza.

Cristoforo COLOMBO si ferma a Baracoa 8 giorni, effettuando escursioni lungo la costa e addentrandosi all'interno dell'isola lungo il RIO MIEL.

Descrive nel suo diario “ ...la meravigliosa natura, alternanza di palme e pini, che sormontano montagne basse e piatte da dove scendono ruscelli...”. Gli indigeni “ ...erano molti, tutti nudi come le madri li partorirono, con pitture nella pelle, alcuni avevano penne e piume nella testa ...navigavano il fiume con una grande canoa capace di contenere anche 150 persone ...”

 

 

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I TAINO vivevano in case di legno con tetto di foglia di palma, a base quadrata  (Bohio) o circolare (Caney), ancora in uso nella campagna di Baracoa e di tutta Cuba.


Le numerose grotte della zona erano luoghi sacri per il culto dei morti, con numerose incisioni, pitture rupestri e resti umani in posizioni fetali ...

 

 

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Il 1 Dicembre 1492 Cristoforo COLOMBO pone nella spiaggia dell'attuale porto di BARACOA, denominandolo PORTO SANTO, una croce di legno conosciuta come “CRUZ DE LA PARRA” perchè ritrovata ricoperta da rami di Parra (vite rampicante) nel 1511 dagli uomini di Diego VELáZQUEZ de CUéLLAR.

 

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Subito dopo la cosiddetta SCOPERTA DELL'AMERICA del 1492 si evidenziarono i primi contrasti e le incomprensioni tra NATIVI e CONQUISTADORES.


Il movimento di scoperta era portato avanti sul fronte dell'occupazione da bande di esploratori-soldati (conquistadores) e sul fronte dell'evangelizzazione soprattutto da parte dell'ordine dei DOMENICANI. I primi erano soldati e avventurieri allettati
soprattutto dalla prospettiva di acquisire terre e ricchezze facilmente. Lo scontro di questi ultimi con le civiltà native più organizzate portò a campagne di conquista.

La superiorità tattica dei conquistadores contrapposta

alla superiorità numerica indigena.



Militarmente i CONQUISTADORES possedevano un vantaggio tecnologico sui nativi grazie alle armi da fuoco e di acciaio;

di contro però i POPOLI INDIGENI avevano una superiorità numerica fino a 100 volte il numero dei soldati spagnoli.

Nonostante molte popolazioni native conoscessero metodi per fondere i metalli (ad es. l'oro), questa conoscenza fu applicata principalmente nell'elaborazione di oggetti ornamentali e utensili: solo gli INCA crearono ARMI DI RAME, ma queste non
possedevano il taglio letale del ferro e dell'acciaio. Gli elmi di ferro erano una difesa eccezionale contro le pietre lanciate con gran forza, e dettero un vantaggio decisivo ai conquistadores in PERU'. Benché gli archibugi e le altre ARMI DA FUOCO
causassero grande spavento, tuttavia erano di dimensioni limitate e molto lente da ricaricare; le spade di acciaio e di ferro, i coltelli e le armature invece si dimostrarono molto più utili militarmente. Dopo la vittoria, gli spagnoli decisero di mantenere le armi fatte di ferro fuori dalla portata degli indigeni.

Il più importante fattore per la vittoria dei CONQUISTADORES fu la diffusione di NUOVE MALATTIE E INFEZIONI  come morbillo, vaiolo e varicella, contro le quali i NATIVI non possedevano le difese immunitarie adatte, cosa che causò una
riduzione nella popolazione sud e mesoamericana stimata oggi nell'ordine del 70% in poco meno di un secolo.

I CAVALLI rappresentarono un ulteriore e importante vantaggio tecnologico, permettendo ai CONQUISTADORES di circondare le città peruviane e di lanciare rapidi attacchi per ottenere cibi e vivande che difficilmente sarebbero state reperite
in altre maniere. I CANI furono usati per rastrellare e attaccare gli uomini nascosti nelle foreste.


HATUEY morì arso vivo il 2 febbraio 1512 :

< se questo è il cielo (paradiso), non voglio andarci ... >



HATUEY - "Primo eroe nazionale di CUBA" - era un TAíNO CACIQUE (capo) originario dell' ISOLA di HISPANIOLA, vissuto all'inizio del sedicesimo secolo e fuggito a Cuba durante la conquista spagnola.

Ha raggiunto uno status leggendario per aver guidato un gruppo di nativi in una lotta contro gli invasori spagnoli, diventando così uno dei primi combattenti contro il COLONIALISMO nel NUOVO MONDO.

Il film del 2010 "Even the Rain" include un resoconto cinematografico della sua esecuzione.

Nel 1511 Diego VELáZQUEZ de CUéLLAR partì da HISPANIOLA per conquistare l' isola di CUBA (nome Taino, registrato da Cristoforo COLOMBO). Fu preceduto da HATUEY, fuggito da Hispaniola con quattrocento indigeni a bordo di canoe, che avvertì alcuni dei popoli nativi dell'est di Cuba su cosa aspettarsi dagli spagnoli.


Mostrando al Taíno di Caobana un cesto di ORO e GIOIELLI, HATUEY pronunciò queste parole, come riferisce Bartolomé de LAS CASAS :

< Ecco il Dio che gli spagnoli adorano. Per questi combattono e uccidono; per questi ci perseguitano ed è per questo che dobbiamo gettarli in mare ... Dicono, questi tiranni, che adorano un Dio di pace e uguaglianza, eppure essi usurpano la nostra terra e ci rendono schiavi. Ci parlano di un'anima immortale e delle loro eterne ricompense e punizioni, eppure rubano le nostre cose, seducono le nostre donne, violano le nostre figlie. Incapaci di abbinarci al valore, questi codardi si coprono di ferro che le nostre armi non possono rompere ... >



HATUEY ricorse valorosamente alle tattiche di guerriglia contro gli spagnoli, ma alla fine fu catturato. Il 2 febbraio 1512 fu legato a un palo e bruciato vivo a YARA, vicino all'attuale città di BAYAMO.

Prima di essere bruciato, un prete disse ad  HATUEY che se avesse accettato Gesù, sarebbe andato in paradiso.

< [Hatuey], riflettendo un po ', chiese al religioso se gli spagnoli andassero in paradiso. L'uomo religioso rispose sì ... Il capo allora disse senza pensarci più che non voleva andare lì ma all'inferno per non essere dove erano e dove non avrebbe visto persone così crudeli >



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Rif. articoli "IL VIAGGIO" e "IL VIAGGIO continua ..." nella sez. Storie

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