“Il meglio maestro d’Italia. PERUGINO nel suo tempo” -

la grande mostra alla GNU - GALLERIA NAZIONALE dell’UMBRIA - a

PERUGIA fino all’ 11 giugno 2023.

 

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Marco Pierini direttore della GNU ha evidenziato la sfortuna critica di Pietro VANNUCCI – il PERUGINO, spesso citato come “allievo di VERROCCHIO” e “maestro di RAFFAELLO”. Mentre i contemporanei ne avevano una diversa considerazione.

Per esempio Ludovico il Moro cerca disperatamente di avere a Milano Perugino, ma lui nemmeno risponde. Isabella d’Este impiega sette anni per avere un suo dipinto, scrivendo decine di lettere. Papa Sisto IV della Rovere lo incarica di eseguire opere per la Cappella Sistina.

< Ha la capacità di guardare e recepire. Assorbe ma non imita > ha sottolineato Marco Pierini.

< Lui è il meglio maestro d’Italia > questa la definizione del banchiere Agostino Chigi in una lettera inviata da Roma a Siena il 7 novembre 1500 al padre Mariano. Senz’altro è un punto di riferimento per molti pittori.



La grande mostra alla GALLERIA NAZIONALE dell’UMBRIA articolata in sette sezioni ripercorre le tappe fondamentali del percorso artistico di Pietro PERUGINO : dalle prime collaborazioni nella bottega di Andrea del Verrocchio alle capitali imprese fiorentine che fecero la sua fortuna (come ad esempio le tre tavole già in San Giusto alle Mura, oggi nelle Gallerie degli Uffizi, o la Pala di San Domenico a Fiesole); dagli straordinari ritratti alle monumentali pale d’altare, quali il Trittico Galitzin, ora alla National Gallery di Washington, e il Polittico della Certosa di Pavia, per gran parte alla National Gallery di Londra ed eccezionalmente ricomposto per l’occasione.



Pietro PERUGINO - artista e imprenditore - si mosse da nord a sud, iniziando ovviamente dall’Umbria e dalla Toscana, teatri per eccellenza del suo lavoro, nonché sedi delle sue botteghe di PERUGIA e FIRENZE.


Nella prima sezione sono esposti i Miracoli di san Bernardino - un ciclo di otto tavolette dipinte a tempera (probabilmente collocate in origine nella cappella del santo nella cattedrale di Perugia e poi trasferite nell’oratorio) e conservate oggi nella Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia.

Riferite prudentemente a una Bottega del 1473, vi parteciparono alcuni dei migliori pittori umbri dellepoca, come Perugino, Pinturicchio, Piermatteo dAmelia, Pierantonio di Niccolò e forse Sante di Apollonio del Celandro.

Innegabile è linfluenza di Piero della Francesca, allora attivo a Urbino, nelle ariose architetture degli sfondi. Le figure sono piccole e occupano la fascia inferiore, mentre vera protagonista della scena è la fastosa architettura, che prevale sulle figure scandendo solennemente lo spazio in maniera regolare.

Sono il risultato di un linguaggio ormai consolidato, moderno e aggiornato. Da notare le cornici-gioiello dipinte come un fregio di perle e pietre preziose.

 

 

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Perugino, San Bernardino risana da unulcera la figlia di Giovanni Petrazio da Rieti

 

 

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Perugino, Madonna col bambino (1470-71 ca.)


Perugino Madonna con Bambino c 1470

 

 

 

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Andrea del Verrocchio, Madonna col bambino (1470 ca.) - Berlin, Staatliche Museen Gemäldegalerie

 

 

Pietro Perugino gonfalone

Perugino, Gonfalone del Farneto, Galleria Nazionale dell’Umbria

 

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Perugino, Adorazione dei Magi  (olio su tavola) - Galleria Nazionale dell’Umbria

 

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Perugino, Tavolette di predella: nella prima San Girolamo sostiene due impiccati ingiustamente alla forca - Paris, Musée du Louvre




Giovanni Santi Santa martire Orsola


Giovanni Santi, Santa Regina martire (Sant’Orsola?) - Urbino, Galleria Nazionale delle Marche

 

 

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Pinturicchio, Crocifissione tra i santi Girolamo e Cristoforo (1480, olio su tavola) - Roma, Galleria Borghese  

 

 

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Luca Signorelli, Pala di sant’Onofrio o pala Vagnucci (1484, olio e tempera su tavola) - Perugia, Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo

Madonna in trono tra i santi Onofrio, Giovanni Battista, Lorenzo, Ercolano e un angelo musicante



Poi la svolta quando il pittore si confronta a FIRENZE con gli artisti della bottega di Andrea del VERROCCHIO, in cui gravitavano Leonardo da Vinci, Botticelli, Ghirlandaio e Francesco Botticini.

Del Verrocchio il PERUGINO prenderà la maniera pulita, il segno inciso da orafo e l’eleganza.




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Perugino, Crocifisso tra i santi Gerolamo, Francesco d’Assisi, Maria Maddalena, Giovanni Battista e il beato Giovanni Colombini (1484, tempera e olio su tavola) – Firenze, Gallerie degli Uffizi



Differente l’approccio artistico per la committenza ecclesiastica, più diretto e immediato e per la committenza privata, con ricchezza di dettagli su cui soffermare l’attenzione, come il Trittico Galitzin, ora alla National Gallery di Washington

 

 

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Perugino, Trittico Galitzin (1485 ca., olio su tavola trasferito su tela) - Washington D.C., National Gallery of Art

Crocifissione con la Vergine, san Giovanni, san Gerolamo e santa Maria Maddalena

Da notare fiori, fogliame, paesaggi …

 

 

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Sandro Botticelli, San Girolamo seduto (1490 ca., punta metallica, biacca su carta preparata con colore rosa) - Firenze, Gallerie degli Uffizi

 

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Perugino, Battesimo di Gesù - Paris, Musée du Louvre  

 

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Perugino, Studio per una Pietà (1490, inchiostro bruno e carboncino su carta) – Paris, Musée du Louvre



 

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Perugino, Pietà con i santi Nicodemo, Giovanni Evangelista, Maria Maddalena e Giuseppe d’Arimatea (1490 ca., tempera e olio su tavola) – Firenze, Gallerie degli Uffizi.

 

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Perugino, Orazione nell’orto (1493-96 ca., tempera e olio su tavola) – Firenze, Gallerie degli Uffizi.

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Perugino, Imago pietatis (1495 ca., tempera su tavola) – Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria

 

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Andrea del Verrocchio, Pala Macinghi, Sacra conversazione con i santi Zanobi, Francesco, Giovanni Battista e Nicola di Bari - Firenze, Gallerie degli Uffizi 

 

 

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Perugino, Annunciazione Ranieri (1495 ca., tempera su tavola)

 

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Perugino, Madonna col Bambino in trono tra i santi Giovanni Battista e Sebastiano (1493, tempera su tavola) – Firenze, Gallerie degli Uffizi.

 


La seconda sezione è riferibile agli anni Ottanta, tra Firenze e ROMA. L’impresa decorativa della Cappella Sistina (terminata nel 1482) di cui il PERUGINO è coordinatore è alla base di un filone umbro-laziale del cosiddetto ‘peruginismo’ che ha come interpreti artisti quali Antoniazzo Romano e Antonio da Viterbo detto il Pastura.

 

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Affreschi Cappella Sistina (video)

 

A ROMA il cantiere sistino gli assicura il successo per cui il maestro diventa molto richiesto in tutta la penisola.

Pietro PERUGINO - Protagonista del Rinascimento, dà un carattere imprenditoriale alla sua attività, avvalendosi di molti aiuti …

La maniera del Perugino ha lasciato tracce e conseguenze dirette sugli allievi, o indirette, in tutte le aree in cui ha lavorato.


 

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Nella terza sezione sono esposte le opere del pittore diventato ormai un apprezzato maestro. Tra queste il Polittico della Certosa di Pavia (per gran parte alla National Gallery di Londra), eccezionalmente ricomposto per l’occasione. Il Perugino diventa, per circa ottanta anni, un modello capace di ispirare molti artisti del suo tempo.

 

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Perugino, Polittico della Certosa di Pavia (1499-1506 ca., tempera e olio su tavola) - London, The National Gallery

Madonna in adorazione del Bambino e angeli fra San Michele Arcangelo e l’ Arcangelo Raffaele con Tobiolo (London, The National Gallery ) sovrastata dal Padre Eterno Benedicente (1499 - Pavia, Museo della Certosa )

 

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Perugino, Pala Scarani (1550 ca., olio su tavola - Bologna, Pinacoteca Nazionale)

Madonna col Bambino in gloria e i santi Michele Arcangelo, Caterina d’Alessandria, Apollonia e Giovanni Evangelista



Perugino, Predella della Pala di Fano (1497, olio su tavola) - Fano, Chiesa di S.M. Nuova) con Storie della Vergine

 

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Natività

 

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Presentazione al tempio

 

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Sposalizio

 

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Annnunciazione 

  

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Assunzione




Nel 1494 il maestro umbro soggiorna a VENEZIA dove si confronta con i maestri veneti (Carpaccio e Bellini). Il riflesso di queste contaminazioni è evidente nello sfondo nero in alcune sue opere.

 

La quarta sezione è dedicata ai RITRATTI. Il periodo è quello che va dalla fine degli anni Ottanta con il Ritratto di Lorenzo Credi agli anni Novanta con il Ritratto di Francesco delle Opere, ricco di influenze fiamminghe.

 

 

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Perugino, Ritratto di Lorenzo di Credi (1488, olio su tavola trasferito su tela) – Washington D.C., National Gallery of Art

 

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Perugino, Ritratto di Francesco delle Opere (1494, olio su tavola) – Firenze, Gallerie degli Uffizi

 

Ma quello da cui non si riesce a staccare gli occhi è il Ritratto di Giovinetto degli Uffizi, carico di espressività, tenerezza e languore, altra cifra stilistica del Perugino. Il pittore ritrae mirabilmente, staccandolo su un fondo nero, il volto di un adolescente con uno sguardo da adulto. Del resto, all’epoca, già a dodici-tredici anni un giovinetto spesso lavorava.

 

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Perugino, Ritratto di giovinetto (1495-97 ca., olio su tavola) – Firenze, Gallerie degli Uffizi

 

 

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Perugino, Testa virile (1495 ca., punta metallica, acquerello, biacca su carta preparata) – Paris, Musée du Louvre


 

Raffaello-ritratto virile

 

Raffaello, Ritratto virile (1501-1502 olio su tavola ) - Vienna, Liechtenstein Museum

 

 

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Perugino, Autoritratto (1495-97 ca., olio su tavola) – Firenze, Gallerie degli Uffizi

 


Attenti studi alla Galleria Nazionale dell’Umbria hanno rivelato autore e soggetto di questo ritratto virile attribuito a Raffaello e con soggetto incerto tra Verrocchio e Perugino.

Le intuizioni del direttore Marco Pierini sono state confermate dall’esatta corrispondenza tra le misure di questo autoritratto e quello dipinto nella Sala delle Udienze del Palazzo del Cambio di Perugia. Con ogni probabilità per le due opere è stato usato lo stesso cartone preparatorio. Infatti coincidono le distanze tra pupilla e pupilla (56 millimetri) e tra fronte e colletto (183 millimetri).


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Affreschi Collegio del Cambio - Perugia (video)

 

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La quinta sezione è dedicata alle MADONNE. Probabilmente nelle sue dolci Madonne, dai lineamenti soavi ed esili, l’artista umbro ha riprodotto le sembianze della giovane moglie Chiara Fancelli (figlia dell’architetto Luca). Il Vasari racconta che era lo stesso pittore umbro a pettinare la moglie con “leggiadre acconciature”. Le sue Madonne diventano presto un canone ideale di bellezza femminile.

 

 

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Perugino, Madonna della Consolazione (1496-98, tempera e olio su tavola) – Perugia, GNU

 

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Perugino, Testa della Vergine (1487-89 ca., inchiostro bruno, piombo bianco, carbone e acquerello su carta preparata in giallo) – Paris, Musée du Louvre

 

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Perugino e bottega, Madonna col Bambino e angeli tra le sante Rosa e Caterina d’Alessandria (1490-95 ca., olio su tavola) - Washington D.C., National Gallery of Art

 

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Da notare l’utilizzo di sagome per accelerare i ritmi del crescente lavoro …

 

 

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Perugino, Madonna col Bambino e San Giovannino (1487-90 ca.,tempera su tavola) – London, The National Gallery


Il padre di Raffaello, Giovanni Santi, lo definisce “divin pittore” e gli affida l’educazione del figlio.



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Raffaello – Madonna Borghese (1502 ca., tempera su tavola) con richiamo al modello peruginesco – Berlino, Gemaldegalerie



Il PERUGINO lascia traccia della sua opera in tutta la penisola.

 

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Il tema della sesta sezione è ”la diffusione di un linguaggio nazionale:

PERUGINESCHI da nord a sud”.

 

 

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Girolamo del Pacchia (Siena) – Ascensione di Cristo (1511-1512 ca., olio su tavola) - Siena, Chiesa di San Niccolò al Carmine  



La fondamentale impresa decorativa della Cappella Sistina richiama l’attenzione di artisti di estrazione culturale e geografica profondamente distante, generando fenomeni singolarissimi, come quello testimoniato dalla pittura di Macrino d’Alba, divulgatore della maniera peruginesca nel natìo Piemonte.

 

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Macrino d’Alba – Madonna in adorazione del Bambino con putti recanti i simboli della passione, angeli musicanti, i santi Giuseppe, Giovanni Battista, Gerolamo, Solutore e il donatore Amedeo di Romagnano (tempera su tavola) – Torino, Musei Reali, Galleria Sabauda  


Così come, nella stessa regione, lo studio di prove capitali di Perugino viste tra Firenze e Pavia si riflette con esiti sorprendenti nella produzione di Gaudenzio Ferrari.

 

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Gaudenzio Ferrari, Padre Eterno Benedicente (1508-09, tempera su tavola)  – Torino, Musei Reali, Galleria Sabauda

 

 

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Perugino, Padre Eterno Benedicente dal Polittico della Certosa di Pavia (1499) - Pavia, Museo della Certosa 



La presenza di opere del maestro umbro nelle Romagne e in Emilia, da Fano a Senigallia, è alla base della pittura dei bolognesi Francesco Francia e Antonio Rimpatta, del ferrarese Lorenzo Costa.



Un filone lombardo-veneto, testimoniato dalle opere di Tommaso Aleni e Francesco Verla, è legato alla Madonna col Bambino tra i Santi Agostino e Giovanni evangelista (1494, tempera su tavola) realizzata da Perugino nella chiesa di Sant’Agostino a Cremona.



Il filone napoletano, con le opere di Stefano Sparano e Cristoforo Faffeo, è stimolato dalla grande Assunzione della Vergine (1508-1509, tempera su tavola) nella Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo di San Gennaro) a Napoli.



La mostra si chiude nella settima sezione con due capolavori di Pietro PERUGINO.

 

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Nel 1504 Perugino lavorava alla Lotta fra Amore e Castità per lo studiolo mantovano di Isabella d’Este in cui dovevano trovar posto le opere dei migliori artisti del tempo (tra cui Mantegna e Lorenzo Costa).

Isabella esorta più volte il pittore a rispettare i tempi di consegna pattuiti. Alla fine il soggetto profano, a cui il Perugino forse era meno avvezzo, risulterà insoddisfacente. Isabella lo apostrofa scrivendo che il lavoro sarebbe stato migliore se fosse stato eseguito “cum magior diligentia” e dipinto a olio e non a tempera.



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Perugino, Lotta fra Amore e Castità (1502-05, tempera su tela) per lo studiolo di Isabella d’Este già nel Castello di San Giorgio a Mantova e ora al Louvre di Parigi.

 

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La scena è ricca di dettagli deliziosi … da assaporare lentamente …

 

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Da notare gli angioletti simpatici che richiamano i due pensosi ritratti ai piedi della famosa Madonna Sistina opera di Raffaello del 1513 per la città’ di Piacenza, oggi nelle Collezioni della Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda.



All’apice della sua straordinaria carriera Pietro PERUGINO dipinse lo Sposalizio della Vergine (1499-1504, olio su tavola) per la Cappella del Santo Anello nel Duomo di Perugia, oggi nel Musée des Beaux-Arts di Caen (Francia).

Il nome del luogo sacro deriva dalla reliquia dell’anello nuziale di Maria conservata al suo interno. Nel 1489 la cappella fu ristrutturata e il dipinto venne commissionato inizialmente al PINTURICCHIO e realizzato successivamente dal Perugino.

Qui il maestro umbro riprende la stessa costruzione dello spazio che aveva usato venti anni prima nella Consegna delle Chiavi nella Cappella Sistina.



RAFFAELLO, giovane allievo nella bottega di Pietro PERUGINO, vide il maestro al lavoro per lo Sposalizio della Vergine e nel 1504 dipinse il suo Sposalizio della Vergine per la chiesa di San Francesco a Città di Castello, dal 1805 alla Pinacoteca di Brera a Milano. È firmato Raphael Urbinas e datato MDIIII. Si tratta di una delle opere più celebri dellartista, che chiude il periodo giovanile e segna linizio della fase della maturità artistica.



Le due opere esposte insieme per la prima volta a MILANO nel 2016 nella

mostra “Raffaello e Perugino attorno a due Sposalizi della Vergine”.

 

Un inedito dialogo tra maestro allapice della carriera e allievo al termine dell apprendistato, un confronto tra due straordinari capolavori dellarte italiana.


Sposalizio della Vergine

Il dipinto rappresenta un episodio dei vangeli apocrifi. Infatti, dell’evento non si trova notizia nei quattro vangeli canonici. La narrazione si concentra sulla figura della giovane Maria che visse la sua adolescenza nel tempio di Gerusalemme.

Venne, quindi, il tempo del matrimonio. Maria non riusciva a scegliere uno sposo tra i pretendenti. Così, in suo aiuto, il Sommo Sacerdote distribuì ad ogni giovane un ramo in attesa di un segno divino. Il ramo che fiorì fu quello di Giuseppe, il più anziano tra i ragazzi.




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I panneggi delle figure dipinte da Pietro PERUGINO hanno un aspetto pesante e il tessuto pare bagnato. L’artista aveva appreso questo effetto nella bottega del suo maestro VERROCCHIO.

 

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La struttura compositiva della scena è simmetrica e ruota intorno al tempio centrale.

Il taglio della cupola in prossimità del bordo superiore è uno stratagemma compositivo per renderla ancora più grande. Infine il paesaggio di fondo con le colline dai profili morbidi che sfumano in lontananza crea l’impressione di uno spazio infinito.

 

 

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Per rendere meno rigida la composizione Perugino dipinse figure dalle pose movimentate. I personaggi infatti nella loro alternanza creano un ritmo dinamico.

 

 

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Da notare la varietà decorativa dei copricapi maschili …



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I giovani pretendenti di Maria in secondo piano con in mano i loro ramoscelli secchi hanno atteggiamenti sgomenti per la mancata fioritura …

 

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RAFFAELLO inverte la posizione dei personaggi e degli sposi. Le figure si presentano in posizioni più naturali e dinamiche, conseguenza della pratica acquisita da Raffaello attraverso lo studio dei modelli dal vero.

 

 

 

Pietro Perugino Sposalizio della Vergine     raffaello sposalizio della vergine

 

 

A destra, un ragazzo spezza un ramoscello contro il ginocchio … altri quattro giovani dietro a Giuseppe portano dei sottili ramoscelli secchi. Raffaello raffigura Giuseppe come un giovane uomo, non come un vecchio.

 

L’impaginazione della scena in Raffaello è più complessa : il punto di fuga prospettico si alza rispetto a Perugino, dando all’osservatore una visione dall’alto. Il tempio è il fulcro unificatore della composizione.

A Raffaello interessa l’unità strutturale della scena ed emerge l’influenza della cultura matematico-prospettica tipica di Urbino e del modello di Piero della Francesca. La prospettiva risulta più armonica e accentuata. La luce è calda e dorata.




 

Rif. articoli 2023: CINQUECENTENARIO DELLA MORTE DEL PERUGINO nella sez.

I luoghi dell’arte e PERUGINO - Il meglio maestro d’Italia nella sez. Artisti

Reportage fotografico by Mauro Dragoni e Barbara CARICCHI
                                                                   

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