1-2 GIUGNO : la due giorni di celebrazioni per gli 80 anni
della REPUBBLICA

L’apertura dei Giardini del Quirinale anticipata al 1 GIUGNO …
La consueta parata militare del 2 GIUGNO - Festa della Repubblica che quest'anno festeggia 80 anni - con le amate frecce tricolori, la Lancia Flaminia con a bordo il presidente Sergio Mattarella, scortato dai corazzieri, gli applausi dei cittadini lungo via dei Fori Imperiali.

Non solo soldati. Ad essere esibiti sono stati anche i droni di ultima generazione, il sistema contraereo Skynex che protegge da velivoli a pilotaggio remoto, minisottomarini rilevatori di mine e cani robot.

Annullato all'ultimo momento il lancio dei parà con il tricolore a causa del vento.
La giornata di festa si è aperta con la cerimonia all'Altare della Patria dove il capo dello Stato ha deposto la tradizionale corona d'alloro e si è conclusa in serata con un evento (primo del suo genere) in piazza del Quirinale :
“I volti della Repubblica”.

Un viaggio tra musica, parole, filmati, ricordi, testimonianze, con decine di protagonisti, che ha unito passato e presente, nuovi inizi, speranze, traumi collettivi, difficoltà, cambiamenti, ma anche uno sguardo al domani.
Sul palco Paola Cortellesi e Gianni Morandi in apertura, le campionesse olimpiche Arianna Fontana, Federica Brignone e Bebe Vio, gli sportivi Giuseppe Bergomi, Alessandro Del Piero e Abdon Pamich, i musicisti Danilo Rea e Paolo Fresu, gli attori Cesare Bocci, Cristiana Capotondi, Carolina Crescentini, Marta Gastini, Flavio Insinna, Massimo Popolizio, Carlo Verdone, Luca Zingaretti, i cantanti Annalisa, Luca Barbarossa, Cecilia Bartoli, Giuliano Sangiorgi.
La voce narrante dei filmati è quella di Francesco Pannofino.
La chiusura è stata affidata a Roberto Bolle, con un'esibizione all'interno del Quirinale sulle note del Va pensiero. Ad accompagnare gli artisti l'Orchestra Sinfonica Nazionale Dei Conservatori e i cori Laudate Dominum e Jubilus Ensemble con la Direzione Musicale del Maestro Leonardo De Amicis.
Lo spettacolo in diretta su Rai 1 e in Eurovisione da Piazza del Quirinale a Roma.
1-2 GIUGNO : la due giorni magica per l’Italia del TENNIS
a Parigi
Mentre il Paese celebra gli 80 anni della Repubblica Italiana, dal ROLAND GARROS arriva infatti un’altra pagina destinata a entrare nella storia dello sport azzurro. Sul rosso di Parigi, nel tempio mondiale della terra battuta, l’Italia si gode e si coccola i suoi atleti, capace di portare ben tre tennisti ai quarti di finale dello Slam francese.
Prima le vittorie di Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, poi, oltre l’una di notte, l’impresa straordinaria di Matteo Arnaldi, autore di una rimonta epica contro Frances Tiafoe dopo oltre cinque ore di battaglia.

Cobolli, Berrettini e Arnaldi scrivono la storia : mai tre italiani ai quarti dello stesso slam contemporaneamente, se Cobolli vince è finale garantita.
Nel pomeriggio di lunedì Cobolli, complicandosi un po' la vita, era stato il primo a passare il turno imponendosi su Zachary Svajda, poi Berrettini "vendicava" Sinner in una rimonta pazzesca contro Juan Manuel Cerundolo; in serata, anzi in nottata, è poi arrivata la vittoria epica di Arnaldi contro Frances Tiafoe.
Uno spettacolo per gli occhi, un balsamo per il cuore infranto dagli eventi di inizio torneo: l'Italia del tennis è tornata forte e in salute e risponde "presente" turno dopo turno.
4 GIUGNO – Errani e Vavassori trionfano nel doppio misto !!
Sara Errani e Andrea Vavassori si confermano la coppia regina del doppio misto mondiale trionfando, per il secondo anno di fila, al Roland Garros, secondo Slam del 2026 in scena sui campi in terra rossa di Parigi. Sara e Andrea hanno battuto in finale e in rimonta la coppia formata dalla canadese Gabriella Dabrowski e dallo statunitense Evan King, in tre set, con il punteggio di 4-6, 6-3, 10-4 nel super tiebreak dopo un'ora e 22 minuti di battaglia.

'Sarita' e 'Wave' in estasi dopo il trionfo !!
< Vivo ancora questo sogno che non finisce, è incredibile. Oggi è stata dura per noi, ma è pazzesco e troppo divertente giocare con Andrea il mio miglior amico. Sei troppo bravo > sottolinea Sara Errani nel corso della cerimonia di premiazione.
La gioia di Andrea: < Anche Sara è la mia miglior amica, sei la prima con cui voglio parlare quando perdo. Sono felice di condividere questa avventura con te. Grazie alla federazione, al nostro team e al torneo. Oggi c'era vento ma c'era una bellissima atmosfera, con il sostegno del pubblico. E grazie anche per il sostegno ricevuto dall'Italia >
Quattro i trofei Major conquistati dal duo azzurro: dai trionfi agli Us Open nel 2024 e nel 2025 fino ai recenti successi a Parigi, al Roland Garros, nel 2025 e ancora nel 2026. In carriera, Sara e Andrea si sono tolti grandissime soddisfazioni anche individualmente: la 39enne di Massa Lombarda vanta sei titoli Slam in doppio femminile, i primi cinque con Roberta Vinci e il più recente - Roland Garros 2025 - conquistato con Jasmine Paolini dopo aver sconfitto 6-4, 2-6, 6-1 la coppia formata dalla kazaka Anna Danilina e la serba Aleksandra Krunic. Per il 31enne torinese invece tre finali Slam in doppio maschile, tutte disputate in coppia con Simone Bolelli.
5 GIUGNO : ROLAND GARROS , venerdì speciale per gli appassionati
italiani di tennis
Grazie a una partnership tra Warner Bros. Discovery (WBD) e la Federazione Italiana Tennis e Padel
ore 12 - in diretta su SuperTennis la semifinale di doppio maschile che vede protagonisti Simone Bolelli e Andrea Vavassori contro lo spagnolo Marcel Granollers e l'argentino Horacio Zeballos, in programma sul Campo Simonne Mathieu

ore 19 - in diretta su Nove la semifinale tutta italiana di singolare maschile tra Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli. (annullata per virus Arnaldi) 
7 GIUGNO - Non basta un grande Cobolli, il Roland Garros è di Zverev!
Alla fine, ce l’ha fatta. Alexander Zverev ha vinto uno Slam !!
Ha dovuto faticare, e non poco, per farcela. Dopo essere arrivato in finale al Roland Garros senza aver perso un solo set, il tennista tedesco ha la meglio su Flavio Cobolli solo al termine di una battaglia estenuante di fisico e nervi :
6-1, 4-6, 6-4, 6-7 (5-7), 6-1 in 3 ore e 52.

Adriano Panatta ha premiato il vincitore del Roland Garros e il tennista romano con il "piatto d'argento".
Inizio partita
Flavio è chiaramente teso, la prima finale Slam è una gioia talmente grande da bloccare i pensieri, stordire, rallentare. È quello che succede a Cobolli che nel primo set viene praticamente annichilito dal tedesco e dalla preoccupazione.
Ma poi la riscossa per un match vibrante e a lungo giocato alla pari. Una finale vera, combattuta. L’azzurro vince il secondo set e ancora il quarto set con un tie-break pazzesco, dimostrando di avere le qualità per arrivare stabilmente alle battute finali dei Major. Nel parziale decisivo cede nettamente.
Onore comunque a Flavio Cobolli che da lunedì sarà il settimo italiano a fare capolino nella Top10 mondiale.
Nel match ha prevalso l’esperienza, come dimostra la percentuale di prime del tedesco, probabilmente anche la resistenza fisica di Zverev che blinda il terzo posto in classifica dietro ai due fenomeni Sinner e Alcaraz.

Alexander Zverev si strappa di dosso l’etichetta di grande incompiuto. Davanti a Dominic Thiem che nel 2020 gli aveva portato via lo Us Open rimontando da due set di svantaggio, il tedesco chiude il conto anche con Parigi dove nel 2022 aveva messo a rischio la carriera rompendosi una caviglia nella semifinale contro Rafa Nadal. Finisce in lacrime, Sascha, che poi si scioglie in un abbraccio con Flavio Cobolli, uno dei suoi più cari amici sul circuito.

L’Italia non può festeggiare un nuovo campione Slam dopo Pietrangeli, Panatta e Sinner. E l’Adriano Nazionale sul Philippe-Chatrier, costretto a un supplizio di quasi quattro ore in giacca e sotto il sole, non ha nemmeno la soddisfazione di passare il trofeo nelle mani di un altro italiano. A Cobolli resta comunque la gioia di una prima finale Slam giocata da big.

< L’abbraccio tra Flavio Cobolli e Adriano Panatta prima della consegna del “piatto d’argento” è stato il momento più bello della premiazione del Roland Garros. Traspirava da una parte il rispetto del finalista del Roland Garros per una leggenda del tennis italiano, dall’altra la profonda stima del vincitore dello Slam parigino nel 1976 nei confronti di chi è andato a un soffio dall’emulare la sua impresa esattamente 50 anni dopo. Nel mezzo ci si è messo Alexander Zverev, che però ha dovuto lottare cinque set e oltre quattro ore per conquistare la Coppa dei Moschettieri. >
‘Welcome to the club‘ : il benvenuto di Adriano Panatta a Sascha !!
Cobolli in conferenza stampa: < Nel 6-4 del tie-break ho avvertito crampi al polpaccio. Ho provato il mio meglio al cambio campo, ma poi dopo il secondo game ho avvertito qualcosa anche al quadricipite. Il mio corpo mi ha abbandonato. Sentivo che anche lui fosse stanco, ma forse sa meglio di me nei punti cruciali cosa fare >.
Zverev aveva infatti un problema al ginocchio, già evidente da tre o quattro game prima. E nonostante questo è riuscito a resistere.
Panatta ha speso parole molto belle per il 24enne romano : < Io non ho mai visto nessuno correre come Cobolli in vita mia. Davvero, una rapidità impressionante. Di giocatori ne avrò visti tantissimi, anche più forti, ma uno così veloce e capace di muoversi in quella maniera non l’avevo mai visto. E questo, secondo me, è il suo grande segreto >.
7 GIUGNO – BALLO IN BIANCO con BOLLE
Per la prima volta a Torino in Piazza San Carlo BALLO IN BIANCO - la più grande lezione collettiva alla sbarra del mondo, guidata proprio dal famoso ballerino di Casale Monferrato Roberto BOLLE, con duemila allievi provenienti da tutta Italia.
Vestiti rigorosamente di bianco, i partecipanti hanno dato vita a una suggestiva coreografia corale nel cuore della città.

Ph. Mauro Dragoni
Nato con l’obiettivo di celebrare l’arte della danza e favorire l’incontro tra scuole, insegnanti e allievi, il BALLO IN BIANCO è diventato nel tempo un appuntamento di riferimento per il settore, capace di coinvolgere migliaia di persone in un’unica grande esperienza condivisa. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con AssoDanza Italia.
Roberto Bolle : < La danza era un sogno, ora è la mia vita. Ai giovani bisogna dare opportunità … Torino è la città del cuore, un palcoscenico raffinato, elegante: una cartolina meravigliosa … La lezione alla sbarra è la base del nostro lavoro da quando si è un principiante a quando ci si afferma. Simboleggia il lavoro che c’è dietro al palcoscenico …>








Reportage fotografico by Barbara Caricchi
BALLO IN BIANCO in onda su Rai1 domenica 14 GIUGNO alle 9:40
11 GIUGNO : al via i MONDIALI di CALCIO 2026 !!
Alle 19.30 cerimonia d'apertura, alle 21 Messico-Sudafrica

Al via con la cerimonia d’apertura a Città del Messico
C'è un momento, prima che inizi tutto, in cui lo sport smette di essere competizione e diventa emozione collettiva: è la cerimonia d’apertura.
In questa Coppa del Mondo Fifa 2026 le manifestazioni saranno tre, una per Nazione ospitante le gare: la prima dalle 19:30 nello Stadio Azteca di Città del Messico, ispirata ai colori e ai motivi del tradizionale papel picado del Paese centramericano, con protagonista Shakira.
La pop star colombiana, dopo aver firmato l'inno del Mondiale 2010 con 'Waka Waka', presenta insieme a Burna Boy il nuovo brano ufficiale per questa edizione della coppa del mondo: “Dai Dai”.

Dal "Dai Dai" di Shakira ad Andrea Bocelli che canta in italiano l'inno dance della competizione, "Dna".

Le tre cerimonie di apertura in programma, in scena a Città del Messico, Los Angeles e Toronto, sono state curate da Balich Wonder Studio, di Marco Balich, il regista italiano che più di chiunque altro al mondo sa costruire questi momenti: sedici cerimonie olimpiche e paralimpiche - da Torino 2006 a Milano Cortina 2026 - sei finali di UEFA Champions League e i Mondiali di Qatar 2022 e questa sera il kick off con la prima delle cerimonie.
MONDIALI 2026 : novità !!
Non più 32, ma 48 squadre. Non più uno o due Paesi, ma ben tre quelli ospitanti. Ci siamo: tutto è pronto per l’edizione 2026 dei Mondiali che si svolge tra
Stati Uniti, Canada e Messico.
Un’edizione che inaugura una nuova era, con un nuovo regolamento. Non più otto gironi, ma dodici. Non più solo due qualificate: anche le 8 migliori terze accedono alla fase a eliminazione diretta, che comincia dai sedicesimi di finale.
Non c’è l’Italia – eliminata come noto ai playoff ai rigori dalla Bosnia–Erzegovina -, ma ci sono ben 16 squadre europee, con anche 6 sudamericane, 6 nordamericane, 10 africane, 9 asiatiche e 1 oceanica. Ci sono quindi 16 squadre in più rispetto all’ultima edizione dei Mondiali. La partita inaugurale si gioca a Città del Messico, nel leggendario Azteca, e la finale invece al MetLife di East Rutherford, molto vicino a New York. Ben 78 le partite in programma negli Usa, 13 invece in Messico e 13 in Canada.

MESSICO-SUDAFRICA 2-0
12---14 GIUGNO : “Riti e Visioni. Tra spirituale e materiale” –
Terza edizione del Festival della Fotografia Italiana 2026 al via in Casentino.
Tra Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia tre giorni di inaugurazioni, visite alle mostre, incontri con autori e curatori, approfondimenti sul linguaggio fotografico e letture portfolio aperte al pubblico.

La manifestazione in programma fino al 6 settembre, promossa da FIAF ETS – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze, quest’anno indaga la spiritualità contemporanea e le molte forme attraverso cui il sacro continua ad attraversare il presente: dal rito alla memoria, dal corpo alla superstizione, dal paesaggio alla ricerca di senso.
Uno dei momenti centrali del weekend sarà la presentazione della grande mostra “Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro”, curata da Denis Curti al CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena.
Uno dei progetti più ambiziosi del Festival: un percorso che riunisce 21 autori in 10 confronti tematici per interrogare, attraverso la fotografia italiana, il rapporto tra visibile e invisibile, sacro e profano, fede e superstizione, corpo, rito, materia e trascendenza.
14 GIUGNO - GRAN BALLO del RISORGIMENTO
Nella straordinaria Aula della Camera Italiana del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, oltre 50 danzatori in abiti ottocenteschi, sulle note delle più celebri composizioni di Giuseppe Verdi e Johann Strauss, daranno vita a valzer, contraddanze e coreografie storiche per far rivivere l’atmosfera di entusiasmo, cultura e slancio sociale che proprio in questi luoghi accompagnò la nascita dell’Italia unita.




Passeggiata in città – Ph. Barbara Caricchi e Mauro Dragoni

GIUGNO – TORINO in MOSTRA
Modigliani sottopelle. Quattro capolavori
Pinacoteca Agnelli - fino al 13 settembre
Nello spazio dello Scrigno, nell’ambito del progetto Beyond the Collection, la mostra presenta l’opera Nu couché di Amedeo Modigliani, parte della Collezione Permanente della Pinacoteca Agnelli, in dialogo con altri tre grandi capolavori dell’artista, in prestito dal Centre Pompidou di Parigi e dalla Staatsgalerie di Stoccarda, per offrire nuove chiavi di lettura e una comprensione più articolata della sua pratica pittorica.
Gaston Modot (1918)
Maternité 2
Il progetto espositivo prende origine da avanzate indagini scientifiche che hanno analizzato la trama e l’ordito delle tele, ricostruendo l’origine dei rotoli di tessuto impiegati dall’artista e introducendo un nuovo e prezioso strumento per la datazione delle opere.
Walter Pfeiffer. In Good Company
Pinacoteca Agnelli - fino al 13 settembre
Nudo, ritratto, paesaggio e natura morta

Con più di cento opere a colori e in bianco e nero, scattate dai primi anni Settanta a oggi, l’esposizione intreccia le serie più iconiche dell’artista con immagini inedite, in un percorso senza gerarchie che evidenzia il suo contributo singolare all’arte, alla fotografia e alla moda.
LA PISTA 500 - Un progetto artistico sul tetto del Lingotto
La pista storicamente utilizzata dalla fabbrica FIAT per il collaudo delle automobili sul tetto del Lingotto, oggi arricchita da un giardino pensile, è diventata una spettacolare passeggiata panoramica nell’arte.




Le opere sulla Pista 500 sono realizzate da artiste e artisti internazionali e comprendono sculture, opere luminose o sonore e progetti di cinema espanso. Gli interventi si confrontano con l’architettura e il passato industriale del Lingotto, con il contesto urbano e il paesaggio circostante e trasformano la Pista 500 da circuito chiuso a strada aperta, da luogo produttivo a spazio collettivo per nuove storie e visioni.
Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento
Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto - fino al 6 settembre
Il Sodoma è un pittore curioso, che ha assorbito positivamente tecniche ed esperienze dei maestri con cui è entrato in contatto, rielaborandole in modo autonomo e originale. Le sue opere dimostrano un notevole spirito di osservazione della realtà, interesse per la capacità ritrattistica e per la rappresentazione degli animali, dalla loro forma ordinaria alla fantastica realizzazione delle grottesche medievali.
VERCELLI CASALE MONFERRATO MILANO MANTOVA SIENA ROMA
Dalla bottega di Giovanni Martino Spanzotti, ai cicli di affreschi in Sant’Anna in Camprena (1503-1504) e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508), nel Senese, per giungere alle straordinarie puntate a Roma, sorretto dalla committenza di Agostino Chigi, Sodoma compie un viaggio che il percorso espositivo tenta idealmente di ricostruire.

Compianto sul Cristo morto (ca. 1500) - Influenza della cultura leonardesca milanese. Opera ispirata dal celebre Cristo morto di Andrea Mantegna (1431 – 1506)

Tra le opere più alte della sua maturità artistica troviamo l’ Allegoria dell’Amor celeste(1503-1504), della Collezione Chigi Saracini di Siena, un vero capolavoro. In questo dipinto, l’amore spirituale è personificato da una splendida e delicata figura femminile, con vesti antiche, sandali e un elmo. Il suo corpo è parzialmente scoperto, svelando una morbida sensualità, ma il suo sguardo è rivolto verso il basso, intento a spegnere il fuoco della passione terrena con l’acqua della brocca. Alle sue spalle un albero di ulivo rappresenta le virtù di forza, rinascita e saggezza con un chiaro cartiglio indicante la via celeste.

Morte di Lucrezia
Le opere del Sodoma sono esposte in dialogo con quelle dei maestri del suo tempo, tra cui Defendente Ferrari, Macrino d’Alba, Bernardino di Betto detto il Pinturicchio.
Sala Gonin

A cura del Cedas una visita in uno dei luoghi più affascinanti e privati della Città: la Sala d’Attesa di Casa Savoia presso la Stazione di Porta Nuova. Progettata nel 1864 dall’ingegner Alessandro Mazzucchetti, venne affrescata dal pittore Gonin con scene legate agli elementi della natura in uno spettacolare gioco di illusioni ottiche! Un modo piacevole di attendere il treno per i Reali e la loro Corte!
Milo Manara. Il nome della rosa di Umberto Eco
Reggia di Venaria Reale - fino al 13 settembre
A 10 anni dalla scomparsa di Umberto Eco, La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, fa un omaggio a Il nome della rosa.
In esposizione le tavole dei due volumi della graphic novel di Milo Manara, pubblicata da Oblomov Edizioni, adattamento a fumetto del celeberrimo romanzo di Umberto Eco che rappresenta un caso editoriale, tradotto in tutto il mondo.
La mostra presenta 14 tavole originali in grande formato, sette del primo volume e sette del secondo.
Il lavoro di Manara è un capolavoro che si muove tra fedeltà dell’adattamento e libertà del disegno. Un Medioevo ereditato come buio che si anima nei disegni, trasformato da una fantasia febbrile, con i volti pensierosi dei monaci che sembrano scolpiti nella pietra, i paesaggi innevati, le visioni oniriche popolate di demoni e la scoperta dell’erotismo.

La mostra assume un significato particolare perché cade in occasione dei 45 anni dall’uscita del celebre romanzo di Umberto Eco, e tra i festeggiamenti degli 80 anni di Milo Manara, offrendo al pubblico l’opportunità di rileggere l’opera in una nuova chiave visiva.
Robino. Eredità visive di tre generazioni
Reggia di Venaria Reale - fino al 30 agosto
Un viaggio attraverso l'evoluzione dell'immagine nei distinti ambiti della documentazione del patrimonio artistico e architettonico e della fiction
La nuova mostra fotografica che la Reggia di Venaria ospita lungo la Promenade della Galleria Alfieriana (area bookshop) propone 139 foto che accompagnano i visitatori in un viaggio di immagini firmate da tre generazioni di fotografi nel corso di tre quarti di secolo.
Protagonisti della mostra tre membri della famiglia Robino che si sono dedicati e si dedicano all'universo delle immagini fatte a macchina: dalla fotografia analogica a quella digitale e ora all'immagine di sintesi e all'intelligenza artificiale.
La mostra, articolata in tre sezioni ordinate in senso cronologico, ciascuna dedicata a un membro della famiglia, si apre con le fotografie del padre Stefano seguite da quelle del figlio Paolo per chiudere con le elaborazioni e produzioni digitali del nipote Filippo.



21 GIUGNO – SAN LUIGI GONZAGA
A Città della Pieve (PG) si rinnova la tradizione dell’INFIORATA dedicata al patrono del Terziere Casalino. Tema della 61ª edizione LAUDATO SI' nell'Ottavo Centenario (1226-2026) della morte di San Francesco.

Festeggiamenti dall’11 al 21 GIUGNO. Il momento culminante, con la posa di petali ed essenze vegetali per la creazione dei tappeti floreali in Corso Pietro Vannucci si svolgerà nel fine settimana del 20 e 21 GIUGNO, in concomitanza con la festività del Santo.

Fervono i preparativi !! ediz. 2025
Mostre, concorsi cittadini come "La Città Fiorita" e apertura della Taverna del Barbacane : “Il Gusto dei Fiori” e tanti piatti della tradizione locale tra cui le rinomate Lumache al pizzico !!
29 GIUGNO – Solennità dei Santi PIETRO e PAOLO
Entrambi subirono il martirio a Roma durante le persecuzioni dell'imperatore Nerone:
San Pietro: fu crocifisso a testa in giù nel circo di Nerone e sepolto sul colle Vaticano.
San Paolo: fu decapitato alle Acque Salvie (nella zona dell'attuale Abbazia delle Tre Fontane) e sepolto lungo la via Ostiense.

I Santi condotti al martirio

Il martirio
Giovanni Bartolomeo Caravoglia (Maretino, 1615 ca - Torino 1691)
Gallerie d’Italia. Piano nobile di Palazzo Turinetti in Piazza San Carlo a Torino
Le Gallerie d'Italia di Torino, inaugurate nel 2022, rappresentano la quarta sede museale del gruppo Intesa Sanpaolo. Situate nel maestoso Palazzo Turinetti in Piazza San Carlo, rinnovato dallo studio AMDL Circle di Michele De Lucchi, le Gallerie si concentrano sull'arte fotografica e visuale contemporanea.
Al piano nobile una selezione di dipinti, sculture, arazzi, arredi dal XIV al XVIII secolo dialoga con gli apparati decorativi tardobarocchi del palazzo - sovrapporte, boiseries, specchi - lungo la sequenza delle sale che affaccia su Piazza San Carlo.
Il percorso si conclude in un ambiente dedicato che ospita le nove grandi tele di proprietà della Banca realizzate nella seconda metà del Seicento per decorare l’antico Oratorio della Compagnia di San Paolo, cui appartenevano mercanti, banchieri, notai, ma anche esponenti della corte e i decurioni del Municipio di Torino.
Intorno alla Conversione di San Paolo, dipinta da Alessandro Ardente nel 1580 e punto di avvio della storia del sodalizio, si snoda una storia che illustra gli episodi della vita di San Paolo, ciascuno accompagnato da un’iscrizione tratta dagli Atti degli apostoli e da altre fonti paoline, in una sequenza che sarà rispettata anche nell’allestimento, secondo le indicazioni iconografiche del retore di corte Emanuele Tesauro. Eseguite tra il 1663 e il 1680 su committenza dei più importanti confratelli, le tele sintetizzano il contesto della cultura figurativa torinese della seconda metà del Seicento, in parallelo a quanto accadeva nei cantieri dei palazzi di corte e sugli altari delle chiese cittadine.
Non risultano descrizioni giunte fino ad oggi dell’oratorio seicentesco, oggi distrutto. Nel 1701 la Compagnia delibera di abbandonare i vecchi locali, evidentemente giudicati inadeguati ad ospitare un numero di confratelli in continua espansione. La crescente laicizzazione ottocentesca dello Stato sabaudo colpisce duramente la confraternita, cui nel 1852 un decreto regio impone di dedicarsi alle sole pratiche religiose e di rinunciare alla gestione diretta del proprio patrimonio; nel 1876 l’oratorio viene definitivamente smantellato e le tele trovano riparo presso l’Arcivescovado.
Quasi un secolo più tardi, nel 1963, i quadri superstiti vengono acquistati dall’ Istituto Bancario San Paolo di Torino per arredare gli ambienti di rappresentanza della nuova sede di piazza San Carlo.
Tra il 2010 e il 2012 il ciclo pittorico del distrutto Oratorio della Compagnia di San Paolo, in origine annesso all’antico palazzo del Monte di Pietà di Torino, viene sottoposto a un approfondito intervento di restauro a cura del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale e presentato al pubblico con una mostra allestita alla Reggia di Venaria (1° marzo 2013 – 28 febbraio 2014) nella Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto, fino a trovare oggi definitiva collocazione nel percorso espositivo realizzato al piano nobile delle nuove Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Torino.
Per la prima volta riunite in un unico ambiente dalla chiusura dell’Oratorio nel 1876, le tele superstiti del ciclo, commissionato per il centenario della Compagnia di San Paolo nel 1663, costituiscono un elemento fortemente identitario per la Compagnia e per Intesa Sanpaolo, a testimonianza dell’inscindibile legame e del percorso condiviso nel tempo tra i due enti.
Le tele del ciclo - ideato da Emanuele Tesauro, il più grande letterato sabaudo del Seicento - sono opera di diversi artisti di corte come Charles Dauphin e Bartolomeo Caravoglia, attivi anche per la Reggia sotto la regia dello stesso Tesauro.
Si tratta non solo di una delle più prestigiose imprese pittoriche del barocco piemontese, ma anche di uno dei più rilevanti cicli secenteschi interamente dedicati a San Paolo Apostolo.
GIUGNO – Calendario 2026 : ARTE & MODA , I Fotografi del Mercoledì – CEDAS

© Copyright Barbara Caricchi ARTIVAMENTE – Tutti i diritti riservati


