Maggio 2026, un mese con DUE LUNE PIENE
1° MAGGIO – LUNA PIENA dei FIORI
Così soprannominata in riferimento alle fioriture tipiche di questo periodo, promette di far sbocciare nuove prospettive ed emozioni profonde e di dare origine a un autentico processo di trasformazione.
Questo plenilunio si inserisce in un ritmo lunare eccezionale: una seconda Luna Piena è infatti prevista alla fine del mese (31 MAGGIO) e verrà a consolidare tutto ciò che sarà stato avviato con questa prima lunazione. In altre parole: introspezione e liberazione definitiva da ciò che non ci serve più.

La LUNA PIENA dei FIORI, nel segno dello Scorpione, raggiungerà il suo culmine alle 19:23 (ora italiana). Il momento migliore per osservarla sarà durante la sera di venerdì 1° MAGGIO, subito dopo il tramonto, quando il satellite sorgerà a est, apparendo grande e luminoso per tutta la notte.
< La LUNA di MAGGIO, nota nella tradizione buddista come “Luna di Wesak”, è riconosciuta in ambito esoterico come il momento spiritualmente più significativo dell’anno > spiega Priscila Lima de Charbonnières, astrologa di fama internazionale.
< Si dice che, proprio sotto questa Luna, Gautama Buddha sia nato, abbia raggiunto l’illuminazione e compiuto la sua transizione consapevole: tre eventi fondamentali che rivelano la natura di questa lunazione come un'eccezionale porta simbolica. Ciò che si apre non è semplicemente un evento lunare, ma un allineamento tra diversi piani di coscienza, una corrente di energia proveniente da centri superiori – spesso descritti come Shamballa e la Gerarchia Spirituale – che si dirige verso l’umanità.
È un momento in cui la percezione può espandersi più facilmente, come se la coscienza stessa diventasse più accessibile. Esistono anche associazioni con campi di luce cosmica e archetipi stellari come le Pleiadi, considerati espressioni di frequenze superiori di intelligenza e sensibilità spirituale. Wesak invita a un’apertura interiore, in un momento in cui la luce si rivela attraverso diversi piani dell’esistenza >.
FIORE DI MAGGIO – canta Fabio Concato
1° MAGGIO – ADDIO a Alex ZANARDI
Ex pilota automobilistico (44 gare in F.1), straordinario atleta paralimpico (dopo che in un incidente in pista nel 2001 perde entrambe le gambe), esempio di resistenza e amore per la vita. Il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike rimane coinvolto in un incidente vicino a Pienza. Oggi l'annuncio della scomparsa della famiglia e di Obiettivo 3, l'associazione benefica degli atleti disabili ideata proprio da Zanardi.

3 MAGGIO – Terza doppietta 2026 per ANTONELLI e SINNER
Domenica 3 maggio è successo di nuovo: Jannik Sinner ha vinto un altro ATP Masters 1.000, il Madrid Open, e Andrea Kimi Antonelli ha vinto un altro Gran Premio di Formula 1, il GP di Miami. Quest'anno è diventata una tendenza: è la terza volta che questi due italiani vincono titoli nello stesso giorno.
Il 15 marzo, Antonelli vinse il Gran Premio di Cina e Sinner vinse Indian Wells. Il 29 marzo, Antonelli vinse il Japan Grand Prix e Sinner vinse il Miami Open.
Con la vittoria a Madrid, SINNER è diventato il primo uomo a vincere cinque titoli consecutivi Masters 1.000: Parigi 2025, e Indian Wells, Miami, Monte-Carlo e Madrid. Ora punterà a battere il record di Djokovic del 2015 di sei titoli Masters 1.000 in una singola stagione.

ANTONELLI, a soli 18 anni, è diventato il primo pilota nella storia della F1 a trasformare le sue prime tre pole in vittorie, e ora ha vinto tre gare consecutive, in testa alla classifica F1 con 20 punti di vantaggio sul compagno di squadra Mercedess George Russell.
Kimi Antonelli dedica la vittoria di Miami ad Alex ZANARDI.
La prossima sfida per Sinner è il Rome Open, puntando a una finale domenica 17 MAGGIO, mentre la prossima gara di Antonelli sarà il Gran Premio del Canada il 24 MAGGIO.
COMPLEANNO DI MAGGIO – cantano i POOH
Quattro ore di viaggio alla nostra città
Compleanno di maggio non mi cambia l'età
6---10 MAGGIO : 78° Congresso Nazionale FIAF a Garda
Organizzato dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche con la collaborazione del Gruppo Fotografico Lo Scatto B.F.I. e del Fotoclub Costermano.

Negli anni più recenti, il Congresso Nazionale FIAF si è consolidato come un appuntamento di grande valore non soltanto sul piano associativo, ma anche sotto il profilo culturale, richiamando ogni volta soci, fotografi e appassionati interessati a confrontarsi, aggiornarsi e partecipare attivamente alla vita della Federazione.
MAGGIO : il mese in ROSA del GIRO d’ITALIA
8 MAGGIO - grande partenza dalla Bulgaria
31 MAGGIO - gran finale a Roma

L’Italia è pronta a tingersi di rosa per la corsa ciclistica più attesa dagli appassionati : il Giro d’Italia, giunto alla 109ª edizione. 21 giorni di gare senza esclusione di colpi. Tutto per conquistare la maglia rosa, un trofeo dal valore storico e simbolico fortissimo.
Anche per questa edizione il Giro d’Italia partirà dall’estero : la carovana rosa inizierà infatti la corsa da Nessebar, una città della Bulgaria situata sulle sponde del Mar Nero; si tratta di una prima volta assoluta per questa nazione dell’Est al Giro.
MAGGIO – TORINO in MOSTRA (ph. Barbara Caricchi)
Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio
Musei Reali di Torino – Sale Chiablese, fino al 3 maggio
Mostra dedicata a Orazio Gentileschi (Pisa, 1563 – Londra, 1639), uno dei più importanti artisti italiani del Seicento, la cui straordinaria qualità pittorica fu premiata da un successo in vita pari a quello di Caravaggio, Rubens e Van Dyck.

L’esposizione curata da Annamaria Bava – Musei Reali di Torino – e Gelsomina Spione – Università di Torino – conta oltre 40 opere che consentono al visitatore di ripercorrere un viaggio lungo le principali tappe di un itinerario,
da Roma a Fabriano, da Genova a Torino, Parigi e Londra.
La rassegna riunisce prestiti provenienti da edifici ecclesiastici, collezioni pubbliche e private italiane e internazionali, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid, la Pinacoteca Vaticana, il Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama di Torino, Palazzo Spinola e i Musei di Strada Nuova a Genova, il Museo Civico di Novara, le Collezioni comunali d’arte di Bologna, la Galleria Spada e Palazzo Barberini a Roma, le Gallerie degli Uffizi, la Galleria Nazionale delle Marche a Urbino e la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, attraverso i quali ripercorrere l’intera evoluzione stilistica di Gentileschi, che debutta come pittore di tarda maniera, influenzato dall’eleganza formale del Cinquecento, per poi passare a un naturalismo caravaggesco di intensa verità luminosa, e approdare a una pittura di raffinata eleganza e vibrante cromia, sempre contraddistinta da una cifra personale.

Orazio Gentileschi vive e lavora in un momento straordinariamente fertile e si muove con ambizione nei più rilevanti centri artistici italiani e tra le maggiori corti europee, da Carlo Emanuele I di Savoia alla regina di Francia Maria de’ Medici, da Carlo I d’Inghilterra a Filippo IV di Spagna alla ricerca di protezione e prestigio. È per conquistare i favori del duca di Savoia che nel 1623 giunge a Torino, proveniente da Genova, la grande pala con l’Annunciazione, capolavoro oggi conservato alla Galleria Sabauda, che costituisce uno dei vertici assoluti della sua arte e fulcro dell’intera mostra.

Annunciazione - dettaglio
Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno
Gallerie d'Italia-Torino, fino al 6 settembre 2026. A cura di Arianna Rinaldo
Progetto di circa 60 opere suddivise in quattro capitoli che ritrae persone e animali colpiti dal cambiamento climatico, dal degrado e dalla devastazione ambientale, mettendo in luce l’impatto profondamente sproporzionato che la crisi climatica esercita sulle popolazioni più vulnerabili del pianeta.
Chapter One (2021) realizzato in Kenya e Zimbabwe & Chapter Two (2022) realizzato in Bolivia presentano ritratti potenti e toccanti di persone e animali nello stesso fotogramma, entrambi duramente colpiti da siccità estreme o inondazioni che hanno distrutto case e mezzi di sostentamento. Le fotografie sono state realizzate in diversi santuari e riserve, dove gli animali sono sopravvissuti a ogni sorta di calamità, dalla distruzione dell’habitat al traffico illegale della fauna selvatica.
La NEBBIA dell’oblio e la LUCE della speranza

Chapter Three - SINK / RISE (2023) realizzato nelle Fiji propone una visione simbolica e pre-apocalittica dell’innalzamento dei mari. I soggetti protagonisti, ripresi direttamente sott’acqua, rappresentano le molte comunità che nei prossimi decenni perderanno case, terre e identità a causa dell’aumento delle acque dovuto al cambiamento climatico.

Chapter Four - The Echo of Our Voices (2024) realizzato nel deserto della Giordania ritrae famiglie di rifugiati che hanno lasciato la Siria a causa della guerra e che vivono ancora in uno stato di continuo sfollamento, in un mondo arido in larga parte a causa del cambiamento climatico. In questo ultimo capitolo commissionato da Intesa Sanpaolo Brandt offre un commento profondo e delicato sulla resilienza e le connessioni umane di fronte alle avversità.
Chiharu Shiota: The Soul Trembles
MAO - Museo d’Arte Orientale di Torino, fino al 28 giugno
A cura di Mami Kataoka - direttrice del Mori Art Museum - e Davide Quadrio - direttore del MAO.
La grande mostra monografica dedicata all'artista giapponese arriva al MAO in anteprima nazionale - e per la prima volta in assoluto in un museo di arte asiatica - dopo essere stata ospitata in prestigiose istituzioni internazionali, tra cui il Grand Palais di Parigi, il Busan Museum of Art, il Long Museum West Bund di Shanghai, la Queensland Art Gallery di Brisbane e lo Shenzhen Art Museum.
Progetto di grande potenza espressiva che ripercorre l’intera produzione di Shiota attraverso disegni, fotografie, sculture e alcune delle sue più celebri installazioni site-specific composte da fili intrecciati che avvolgono gli spazi trasformandone i volumi e guidando lo spettatore in un’esperienza immersiva in cui la fascinazione si alterna all’inquietudine, il movimento alla stasi.
I fili esistenziali di Chiharu Shiota raccontano i legami tra noi e il mondo
BIANCO – leggerezza, purezza, memoria … un pensiero sospeso nel tempo, una sensazione di quiete o spiritualità
ROSSO – la connessione tra gli esseri umani
NERO – l’angoscia, il silenzio conseguente alla distruzione
Spesso ispirate da esperienze personali, le opere di Chiharu Shiota esplorano l’intangibile (ricordi, emozioni, immagini e visioni oniriche) offrendo spazi di silenzio e contemplazione. Pongono interrogativi su concetti universali ed esistenziali quali l’identità, la relazione con l’altro, la vita e la morte.

Where Are We Going? (2017) - Il motivo della barca, ricorrente in diverse opere, evoca visioni di vite e futuri incerti

Out of My Body (2019) – Installazione con elementi in cuoio e bronzo
Il progetto espositivo è concepito come un’unica grande installazione che si espande negli spazi del MAO, dall’area delle mostre temporanee fino alle gallerie delle collezioni permanenti, ponendosi in un dialogo diretto con le opere del Museo.
MonumenTO, Torino Capitale. La forma della memoria
Palazzo Madama - Sala del Senato, fino al 7 settembre
L’Italia custodisce il più grande museo a cielo aperto del mondo: un patrimonio diffuso di monumenti e statue commemorative centrale nella costruzione dell’identità collettiva del Paese. È proprio l’esperienza italiana, infatti, ad aver definito un modello monumentale che si è imposto a livello internazionale.
A partire dalla statua equestre di Marco Aurelio, ancora oggi fulcro simbolico del Campidoglio a Roma, la statuaria pubblica ha attraversato i secoli, dall’Umanesimo al Rinascimento, per trovare una straordinaria intensità espressiva nei decenni successivi all’Unità d’Italia.
MonumenTO, Torino Capitale. La forma della memoria, progetto espositivo a cura Giovanni Carlo Federico Villa e Cristina Maritano in collaborazione con l’Amministrazione civica, nasce dall’incontro tra una necessità di rilettura critica e un’occasione concreta: la capillare campagna fotografica condotta da Giorgio Boschetti, che ha restituito ai monumenti torinesi una presenza nuova e inattesa.
Attraverso immagini notturne di forte impatto, le statue emergono dal buio come figure isolate, sottratte al rumore urbano e restituite a uno sguardo ravvicinato, capace di coglierne espressioni, posture e tensioni formali. Un lavoro che non documenta soltanto, ma riattiva, trasformando la città in un vero e proprio Teatro della Memoria.

In primo piano il Monumento a Massimo d'Azeglio.
E' collocato all' ingresso del Parco del Valentino, precisamente tra corso Massimo d'Azeglio e corso Vittorio Emanuele II.
In secondo piano il Monumento a Vittorio Emanuele II "Cuore di re"
La scultura ritrae Vittorio Emanuele II di Savoia (1820-1878) mentre, seduto su una roccia, abbraccia un bambino scalzo accanto ad un cane. L’opera fu eseguita da Ettore Ximenes (1855-1926) e posta, nel 1886, nel Parco della Tesoriera.

Monumento al Duca d'Aosta
Il colossale gruppo scultoreo in bronzo collocato in piazza Castello fu eretto per onorare la memoria del Maresciallo d'Italia Emanuele Filiberto di Savoia, II Duca d'Aosta (1869-1931), conosciuto con l'appellativo di Duca invitto e tra le maggiori e più amate figure militari italiane della prima guerra mondiale.
A queste immagini fa riscontro l’imponente mappa di Torino realizzata a china su carta da Alessandro Capra : nella fitta rete di vie e di piazze che compongono il tessuto urbano, si collocano i 79 monumenti pubblici di Torino.
La mostra indaga un secolo di statuaria commemorativa pubblica a Torino.
Il percorso prende avvio nel 1838, con l’inaugurazione del Monumento equestre a Emanuele Filiberto di Carlo Marochetti, e si estende fino agli anni Trenta del Novecento con il Monumento al Carabiniere Reale.
In mostra i bozzetti in gesso di Edoardo Rubino appartenenti alle raccolte della GAM di Torino riportati all’antico splendore dal Centro di Restauro di Venaria Reale grazie al contributo di Intesa Sanpaolo e Cassa di Risparmio di Cuneo.

Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro
Reggia di Venaria - Sale delle Arti, fino al 6 settembre
Il tema della regalità come invenzione scenica … un linguaggio che attraversa secoli, generi e stili costruendo figure capaci di imporsi nell’immaginario.
Il percorso espositivo si articola attorno a tre nuclei principali
MITO STORIA FANTASIA
permettendo di ammirare una selezione di trentuno abiti che nella storia del cinema e del teatro hanno saputo costruire l’immagine delle regine come archetipo universale.

La Regina dello Specchio interpretata da Monica Bellucci nel film I fratelli Grimm di Terry Gilliam.

Laura Malatesta detta Parisina - bozzetto di Luigi Sapelli (CARAMBA)

Opera PARISINA di Pietro MASCAGNI, libretto di Gabriele D’ANNUNZIO (1913, Teatro alla Scala, Milano)
I costumi esposti sono firmati da grandi costumisti e artisti, realizzati da storiche sartorie italiane per diverse regie e celebri attrici.
Tra gli artisti che hanno realizzato i bozzetti
Felice CASORATI Giorgio DE CHIRICO Arnaldo POMODORO
Le opere provengono da importanti sartorie, archivi e collezioni museali come le Gallerie degli Uffizi – Museo della Moda e del Costume di Firenze.
Gli abiti sono accompagnati da parrucche, gioielli e ornamenti provenienti da laboratori specializzati o realizzati appositamente su modelli originari.
La mostra si inserisce nel filone tematico espositivo della Reggia di Venaria dedicato alla moda e al costume. Ma il racconto della sovranità femminile è anche un modo per tornare alla nascita della Venaria Reale, alla metà del Seicento, in cui ebbero un ruolo centrale le duchesse Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.
Curatore della mostra Massimo Cantini Parrini, costumista di fama internazionale due volte candidato all’Oscar, vincitore di molti premi tra i quali sei David di Donatello come miglior costumista : l’ultimo nel 2025 per il film Le déluge. Gli ultimi giorni di Maria Antonietta di Gianluca Jodice (2024), girato proprio alla Venaria Reale, nonché sei Nastri d’Argento e altri riconoscimenti nazionali e internazionali.
Edward Weston. La materia delle forme
CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, fino al 2 giugno
La grande esposizione organizzata da Fundación Mapfre, dopo le tappe di Madrid e Barcellona approda per la prima volta in Italia. Riunisce 171 fotografie e offre una vasta antologia dell’opera di Edward Weston (Illinois, 1886 – California, 1958), una delle figure centrali della fotografia moderna nordamericana.
Curata da Sérgio Mah, la mostra ripercorre oltre quarant’anni di attività, dal 1903 al 1948, mettendo in luce il ruolo di Weston nel definire la fotografia come linguaggio autonomo, rigoroso e profondamente moderno, in dialogo e in contrasto con le avanguardie europee.
Le opere di Weston rivelano la sua ossessione per
la purezza della forma e delle linee.
Attraverso immagini in bianco e nero di straordinaria precisione formale, realizzate con la fotocamera a grande formato, Weston esplora nature morte, nudi, paesaggi e ritratti diventati iconici. Radicata nel paesaggio e nella cultura statunitense, la sua opera offre una prospettiva unica sull' affermazione della fotografia come elemento centrale della cultura visiva contemporanea.
Le foto degli esordi sono riconducibili allo stile “pittorialista” molto in voga negli anni ‘20, in cui i fotografi imitavano la pittura manipolando le immagini in camera oscura e ritraendo soggetti tipici della pittura come nudi, paesaggi bucolici, nature morte e bambini.
Il 1922 fu l’anno della svolta e della conquista della ribalta. Durante un viaggio in Ohio abbandona lo stile pittorialista per dedicarsi ad una fotografia diversa, con cui ricerca le forme astratte di oggetti industriali, corpi umani e vegetali.
Un’ulteriore scossa alla sua carriera fu data nel 1923 dal trasferimento a Città del Messico - in quel momento una delle capitali culturali a livello mondiale - con l’assistente ed amante Tina Modotti.
Lì si introduce nell’ambiente artistico di cui facevano parte Diego Rivera, Frida Khalo, David Siqueiros e Jose’ Orozco, trovando nuova linfa alla sua ispirazione e realizzando le prime fotografie artisticamente indipendenti.

Excusado (1925)

Shell (1927)

Pepper n.30 (1930)
La struttura di queste fotografie è straordinariamente semplice e richiama il linguaggio della fotografia industriale : l’oggetto su una superficie.
L’isolamento del soggetto, privato di ogni richiamo alla realtà esterna, fa svanire il contesto e le proporzioni e conferisce vita e vigore all’oggetto in sé.


Tornato in California nel 1932, fonda insieme ad Ansel Adams ed altri fotografi il celebre Group f/64, un’associazione dedita alla sperimentazione ed alla ricerca sull’utilizzo del mezzo fotografico.

Nude (1934)

Nude (Charis, Santa Monica) (1936)
ELECTRIC DREAMS. Art & Technology Before the Internet
/ Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING
OGR Torino, fino al 10 maggio
Doppio progetto espositivo attraverso l’arco temporale che va dalle sperimentazioni pionieristiche del secondo Novecento alle ricerche contemporanee sul calcolo quantistico e sull’intelligenza artificiale, rafforzando la missione delle OGR Torino come centro internazionale di produzione e sperimentazione tra arte e tecnologia.
Rif. articolo OGR – Arte & Tecnologia nella sez. Artisti
12-14-16 MAGGIO : TRE SERATE per l’ EUROVISION SONG CONTEST
Appuntamento a Vienna con Elettra Lamborghini e Gabriele Corsi :
tutti per SAL da VINCI !!

14---18 MAGGIO : IL MONDO SALVATO DAI RAGAZZINI
Il tema 2026 della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro - Torino

16-17 MAGGIO : GOLOSARIA MONFERRATO – 20° edizione 2026
Golosaria è una grande manifestazione itinerante, che mette a sistema un territorio: borghi, castelli e ville si animano per la rassegna con programmi autonomi.
La location principale di Golosaria Monferrato 2026 sarà il Castello di Casale Monferrato che ospiterà gli espositori de ilGolosario, le birre artigianali, le cucine di strada e le cantine di Barbera & Champagne.
Sono poi tantissime le località coinvolte, per un festival di gusto, arte, natura e cultura tra le colline del Monferrato.

I NUMERI DI GOLOSARIA MONFERRATO 2026
43 paesi • 13 castelli • 10 parchi storici • 29 pranzi e cene in piazza • 7 mercatini • 15 rappresentazioni e incontri • 21 mostre d'arte, collezioni e musei • 4 raduni auto storiche • 15 camminate naturalistiche • 5 appuntamenti per i più piccoli • 13 valorizzazioni Olio EVO e Pinzimonio • 5 comuni De.Co.
16 MAGGIO - INTERNAZIONALI di TENNIS a ROMA :
domani si può fare la storia

Nel 1960 ci riuscirono Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola, che condivisero il titolo con Emerson e Fraser per l’impossibilità di concludere la finale. Nel 1976 fu la volta di Adriano Panatta, il quale piegò Vilas. Domani Jannik Sinner, Simone Bolelli e Andrea Vavassori potranno mettere nuovamente il tricolore accanto ai trofei maschili degli Internazionali BNL d’Italia: un sogno nel cassetto di tutti gli italiani.
17 MAGGIO : giornata storica del TENNIS ITALIANO !!
Apoteosi al Foro Italico:
Bolelli e Vavassori da leggenda, vincono il doppio a Roma!

Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno compiuto il capolavoro più atteso, più sognato e più difficile: sono i nuovi re degli Internazionali d’Italia.
Battendo nell’atto conclusivo la fortissima e accreditata coppia composta dallo spagnolo Marcel Granollers e dall’argentino Horacio Zeballos, i due azzurri sono diventati la prima coppia interamente italiana a sollevare il trofeo del doppio maschile al Foro Italico nell’intera Era Open.
Per trovare l’ultimo successo di un tennista italiano nel tabellone di doppio a Roma bisognava risalire fino al lontano 1991, quando Omar Camporese si impose ma a fianco del croato Goran Ivanisevic. Questa volta, invece, il trionfo parla esclusivamente la nostra lingua. Dopo due ore e diciassette minuti di una battaglia logorante, conclusasi con il punteggio di 7-6, 6-7, 10-3, Bolelli e Vavassori mettono in bacheca il loro secondo titolo Atp Masters 1000 della carriera dopo quello di Miami, regalandosi l’abbraccio e il tripudio della propria gente.
Con questo successo a Roma, Simone Bolelli e Andrea Vavassori riportano il titolo di doppio maschile in Italia a 66 anni di distanza dall'ultimo: era il 1960 quando Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola condivisero il traguardo con Roy Emerson e Neale Fraser per l’impossibilità di concludere la finale.
Jannik Sinner trionfa agli Internazionali e 50 anni dopo il
successo di Adriano Panatta un italiano vince a Roma.

Il tennista n.1 al mondo ha battuto in finale il norvegese Casper Ruud con un doppio 6-4. Record per Sinner che conquista così tutti gli Atp Masters 1000, e con Roma centra il sesto di fila.
< È incredibile, erano 50 anni che un italiano non vinceva qui. Sono contento che uno di noi è riuscito a farlo. Oggi è stato molto molto difficile, c'era tanta tensione. Non c'è stato un tennis perfetto in campo, ma sono stati due mesi e mezzo incredibili. Ho cercato di mettermi nelle condizioni migliori, non tutti i giorni sono semplici ma sono contento > così Jannik Sinner dopo la vittoria su Casper Ruud nella finale degli Internazionali d'Italia. < Fisicamente è stata molto dura, grazie ai miei preparatori, chi si occupa del mio corpo è importante come chi si occupa del mio tennis > ha aggiunto
Jannik Sinner è il campione degli Internazionali d'Italia e stabilisce nuovi record.
Battendo in finale Casper Ruud (n.25) con un doppio 6-4 è diventato il sesto italiano a vincere a Roma dopo Emanuele Sertorio (1933), Giovanni Palmieri (1934), Fausto Gardini (1955), Nicola Pietrangeli (1955, 1957) ed Adriano Panatta (1976). A 24 anni, Sinner è anche il più giovane di sempre a vincere almeno una volta tutti i Masters 1000, il secondo in assoluto è Novak Djokovic, che è riuscito nell'impresa a 31 anni nel 2018. Sinner nei 1000 è imbattuto da Parigi (novembre 2025) ed ha vinto gli ultimi sei titoli e le ultime 34 partite (29 nel 2026). Complessivamente, per Sinner è il 29/o trofeo sul circuito Atp, il decimo nei "1000". In stagione, ha un bilancio di 36 vittorie e due sconfitte: tra una settimana, il 24 maggio, Sinner sarà al via del Roland Garros con il sogno di completare anche il Career Grand Slam.
MAGGIO – Calendario 2026 : ARTE & MODA , I Fotografi del Mercoledì – CEDAS

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