La strage di giovanissimi a CRANS-MONTANA in Svizzera segna l’inizio del nuovo anno … dalla festa di CAPODANNO al rogo con quaranta morti e oltre 110 feriti, la maggior parte dei quali in condizioni gravissime per le ustioni riportate.

Bastano 120 secondi per innalzare la temperatura del locale "Le Constellation" a 1200°C : tutto brucia …

 

 

crans-montana-esplosione-capodanno

 

L'orrore si materializza poche ore dopo l’arrivo del 2026 a Crans-Montana, esclusiva località sciistica della Svizzera sudoccidentale, dove nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio uno spaventoso incendio spezza via le vite di decine di adolescenti, riuniti a festeggiare il nuovo anno.

Tra loro anche quelle di sei giovanissimi italiani ... Altri 16 italiani vengono ricoverati in condizioni critiche, 11 vengono trasferiti al Niguarda di Milano.

 

Una tragedia che non conosce confini: tra le vittime ci sono anche svizzeri, francesi, serbi, un bosniaco, un belga, un lussemburghese, un polacco e un portoghese.

< E' una delle peggiori tragedie che abbiamo mai vissuto >, le parole del presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin.

Sono le 1,30 circa di notte quando le candele scintillanti posizionate sulle bottiglie di champagne raggiungono il soffitto in legno ricoperto di pannelli fonoassorbenti, nel piano sotterraneo del bar. Il rogo si sarebbe esteso in una dinamica da 'flashover', ossia il passaggio repentino da un rogo localizzato a uno generalizzato, con il calore che si accumula sotto il soffitto ed i gas di combustione che si diffondono nello spazio e la temperatura che sale molto rapidamente.

Scene di panico e terrore descritte dai presenti e poi testimoniate da alcuni video, che raccontano l’iniziale tentativo di spegnere le fiamme e poi la fuga precipitosa verso l'esterno dei ragazzi, costretti a farsi largo per guadagnare l'unica uscita, una scala angusta, oppure rompendo delle finestre con l’aiuto di alcuni soccorritori, mentre molti dei loro amici rimangono intrappolati.

 

 

CRANS MONTANA

 

 

Mentre le indagini proseguono, il 7 GENNAIO è il giorno del dolore per cinque delle vittime italiane: tantissimi giovani hanno preso parte ai funerali di Achille Barosi e Chiara Costanzo a Milano, di Giovanni Tamburi a Bologna, di Riccardo Minghetti a Roma e di Sofia Prosperi a Lugano. L' 8 GENNAIO a Genova la cerimonia per Emanuele Galeppini, sulla cui morte i familiari chiedono chiarezza, visto che il corpo del giovane non presentava ustioni. 





8 GENNAIO LA TERRA E I SUOI RITMI  

Mostra fotografica CEDAS a I VIALI – Centro Commerciale NICHELINO

Il ritorno delle immagini di  GRANO e VITICOLTURA : vanto del Piemonte


 

 

9 GENNAIO – David Bowie Celebration Night

Lo Ziggy Club di Torino celebra David Bowie con un evento speciale nel decimo anniversario della scomparsa di un artista che ha cambiato il modo di intendere la musica e lo stile.

 

David Bowie

 

La serata, parte del ciclo Tuxedo Reunion, propone le atmosfere elettroniche e cupe del periodo berlinese con Onyricon e Swanz The Lonely Cat, seguite dallo show Labirinto Bowie di Andy dei Bluvertigo ed Eugene, che racconta la carriera del Duca Bianco tra musica e aneddoti. Dalla mezzanotte prende il via la Tuxedo Reunion Obscura Darkwave Party, con sonorità new wave, synth pop ed electro, per una notte che unisce ricordo e festa.


 

 

 

10 GENNAIOCentenario del Transito di san Francesco

in Porziuncola

Apertura ufficiale delle celebrazioni con rito solenne nella Basilica di Santa Maria degli Angeli che custodisce la Cappella del Transito dove il Poverello di Assisi, nell'autunno del 1226, concluse il suo cammino terreno accogliendo Sorella Morte, come lui la chiamava, "nudo sulla nuda terra".


 

ASSISI Apertura Centenario Francesco

 

 

 



11 GENNAIO – Arrivo della FIAMMA OLIMPICA a TORINO

La Torcia arriverà nel capoluogo piemontese domenica 11 gennaio 2026 al termine della trentacinquesima tappa italiana lungo l’asse Bra – Alba – Asti – Moncalieri – Torino.

Orari di passaggio: 08:25 Bra, 09:40 Alba, 11:35 Asti, 13:50 Moncalieri e 19:30 Torino.

 

 

TORINO fiamma olimpica

 

Appuntamento in piazza Castello a partire dalle ore 17:00, dove il Master of Ceremony accompagnerà il pubblico nel racconto del viaggio attraverso alcuni momenti salienti. A seguire gli interventi istituzionali e la presentazione dei partner, con momenti di intrattenimento.

Alle 19:00 andrà in onda la diretta live dell’arrivo dell’ultimo tedoforo in piazza, mentre alle 19:30 si terrà l’accensione del braciere.


 

 


11 GENNAIO – Cantata per De André

Torino rende omaggio a Fabrizio De André con un incontro corale in Piazzetta Reale dalle 19:00 alle 23:30 per celebrare il cantautore genovese nel giorno della sua scomparsa. 


 

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La serata, gratuita e aperta a tutti, unisce voci e strumenti acustici nel segno della poesia di Faber, con momenti collettivi come l’esecuzione sincrona de Il Pescatore. L’iniziativa, nata come ritrovo spontaneo, si svolge contemporaneamente in molte piazze italiane, invitando chiunque a partecipare con voce o strumento.

 

 

 

GENNAIO – Mostre a Torino



Il “divino” Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte nello Spazio Scoperte, al secondo piano della Galleria Sabauda

fino al 18 GENNAIO


In occasione dei 450 anni dalla nascita di Guido RENI i Musei Reali dedicano al grande pittore emiliano una mostra che ne celebra l’eredità artistica e il profondo legame con il Piemonte e la corte sabauda.

A cura di Annamaria Bava e Sofia Villano, l’esposizione riunisce opere delle collezioni dei Musei Reali insieme a prestiti dal territorio e dal Musée des Augustins di Tolosa, testimoniando l’apprezzamento dei Savoia per la pittura classicista bolognese.

 

 

 

Guido Reni putti

 

 

Lotta tra Amorini e Baccarini (1613-1615)



Lo stile di Guido RENI, composto e luminoso, incentrato sull’armonia delle forme e sulla celebrazione di una bellezza ideale desunta dai modelli scultorei dell’antichità e dall’arte sublime dei grandi maestri del Rinascimento, doveva essere particolarmente congeniale alla ricerca di maestosità ed eleganza nella progettazione della decorazione e dell’arredo delle residenze sabaude e degli altari di corte.

 



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San Giovanni Battista (1635)



Il percorso espositivo si snoda dalle opere di Guido RENI o a lui attribuite entrate nelle collezioni ducali nel primo Seicento grazie alla predilezione del cardinal Maurizio verso la sua pittura alle importanti tele del maestro bolognese appartenenti alla quadreria del principe Eugenio di Savoia Soissons, acquistate dopo la sua morte dal re Carlo Emanuele III e giunte a Torino nel 1741.

 

 

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San Gerolamo (1640)

 

 

Una piccola sezione è inoltre dedicata a significativi esempi dell’attività grafica di Guido Reni appartenenti al fondo della Galleria Sabauda e alle raccolte della Biblioteca Reale.

 

 

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Studio per una testa di frate in estasi – Carboncino e pietra rossa




Chiude la mostra l'Assunzione della Vergine (1605-1606), tela giovanile di Guido Reni recentemente ritrovata nella chiesa parrocchiale di Abbadia Alpina a Pinerolo (TO) e fresca di restauro. 




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Jeff Wall. Photographs alle Gallerie d'Italia-Torino fino

al 1 febbraio



JW The Thinker 1986

 

The Thinker, 1986



Jeff WALL (Vancouver, 1946) è uno dei più significativi e influenti artisti fotografici oggi in attività. Da oltre 40 anni si muove tra la messa in scena spettacolare e l'osservazione documentaria, realizzando immagini che esplorano ogni aspetto della società contemporanea: allo stesso tempo familiari e inquietanti, elevano le situazioni di tutti i giorni a contesti strani e onirici.  Presentate a grandezza naturale, le sue immagini sono tra le opere più celebri dell'arte contemporanea.

 

JW Morning Cleaning 1999

 

Morning Cleaning , 1999



Nel suo impegno per un'arte della vita quotidiana, Wall affronta le principali questioni sociali e politiche, esplorando i modi complessi in cui esse plasmano le nostre vite. Le tematiche legate alla natura, alla guerra, al genere, alla razza e alla classe permeano i suoi quadri, che sono spesso enigmatici esattamente come le questioni da cui sono ispirate. La sua arte è influenzata dal lavoro di molti grandi fotografi e pittori, ma anche dalla letteratura e dal cinema, in particolare dal neorealismo italiano con il suo alternarsi di vita mondana e dramma.

 

 

JW Prologue 1999-2000


Prologue - fotografia a colori creata nel 1999-2000. Ha le dimensioni di 174 x 250,8 cm ed è esposto in una lightbox.



La mostra curata da David Campany ripercorre lo sviluppo a più livelli del linguaggio artistico di Jeff Wall, dalle opere più importanti della fine degli anni Ottanta fino alle più recenti.




JW Boxing 2011

 

Boxing , 2011


 




Lee Miller. Opere 1930-1955 a CAMERA fino al 1 febbraio


La mostra curata da Walter Guadagnini presenta oltre 160 immagini, tutte tratte dagli archivi della fotografa americana Lee MILLER,una figura straordinaria della cultura mondiale del Novecento.

Molte di queste opere sono pressoché inedite, offrendo così una visione sia pubblica che intima del suo lavoro e della sua straordinaria personalità.

Il percorso espositivo si focalizza sull’attività fotografica dell’artista tra gli anni Trenta e Cinquanta, evidenziando il suo ruolo di ponte culturale tra gli Stati Uniti, l’Europa e l’Africa, regioni in cui visse esperienze fondamentali per il suo sviluppo artistico. Protagonista del movimento surrealista, Miller collaborò con Man Ray e contribuì in modo significativo alla scoperta della tecnica della solarizzazione. Fu legata a figure di spicco quali Pablo Picasso, Max Ernst e Paul Éluard, realizzando immagini emblematiche sia dal punto di vista artistico che documentaristico. 



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La mostra esplora le molteplici anime della fotografa americana: dagli esordi surrealisti al fianco di Man Ray ai ritratti mondani della New York anni Trenta, dalle atmosfere enigmatiche dell’Egitto alle cronache di guerra pubblicate su Vogue, fino alle immagini intime della vita privata in Inghilterra. Un racconto che testimonia la continua ricerca di nuovi linguaggi e la capacità di attraversare con lo sguardo fotografico i momenti cruciali del secolo.

 

 

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La mostra, arricchita da riviste d’epoca e materiali d’archivio, racconta la curiosità inesauribile di una delle più grandi fotografe del XX secolo.




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Fernand Léger ! Yves Klein, Niki de Saint Phalle, Keith Haring …

alla Reggia di Venaria – Sale delle Arti fino al 1 febbraio

Il progetto espositivo allegro e colorato intende illustrare la multidisciplinarietà e la portata visionaria dell’opera di Fernand Léger (Argentan 1881 - Gif-sur-Yvette 1955), pioniere dell’arte contemporanea, a stretto confronto con artisti delle avanguardie europee e americane attivi dagli anni Sessanta a oggi.

 

 

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Forte il legame storico e artistico tra l’opera di Léger e la generazione di artisti francesi che lo ha immediatamente seguito, definiti Nuovi Realisti, che si appropriano degli oggetti di uso quotidiano della società dei consumi e dell’estetica della strada. Il movimento riunisce artisti come Arman, César, Raymond Hains, Yves Klein, Martial Raysse, Daniel Spoerri e Niki de Saint Phalle.



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Nel 1960, Niki è l’unica donna a firmare il Manifesto del Nouveau Réalisme.

 

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Altri periodi e movimenti internazionali come la Pop Art americana con Robert Indiana e May Wilson, nonché gli artisti emergenti negli anni Settanta e Ottanta come Gilbert & George a Londra e Keith Haring a New York sono esposti in dialogo con l’opera di Léger.


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La mostra si basa principalmente sulle collezioni del Musée national Fernand Léger di Biot e del Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain (MAMAC) di Nizza, a cui si aggiungono prestigiosi prestiti dal Centre Pompidou e dagli Archivi Yves Klein di Parigi.

 

 

 

19 GENNAIO : VALENTINO - l'ultimo “imperatore della moda” -

ci lascia …




VALENTINO ritratto da Andy Wahol


VALENTINO ritratto da Andy Warhol



Il ROSSO VALENTINO nella storia della moda e del made in Italy


Uno dei simboli più iconici dello stile di Valentino Garavanisegno identitario della maison, è nato da un'immagine rimasta impressa nella memoria del leggendario couturier quando era ancora giovanissimo: una sera, all'Opera di Barcellona, lo sguardo fu catturato da una donna vestita di rosso che spiccava nella folla per intensità e presenza scenica. Un colpo di fulmine estetico che, negli anni, è diventato un'ossessione felice e poi una firma. Quando Valentino avviò infatti il suo percorso come stilista e costruì l'immaginario della sua maison, decise che la "donna Valentino" dovesse identificarsi proprio con quel rosso.

< Penso che una donna vestita di rosso sia sempre meravigliosa, è la perfetta immagine dell’eroina > ha detto in un’intervista monsieur Garavani. Un’eroina moderna, mai urlata, che non chiede attenzione ma la riceve naturalmente.

 

A maggio 2025 la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti ha celebrato il famoso ROSSO VALENTINO con Orizzonti | Rosso - la mostra inaugurale di PM23, il nuovo spazio culturale nel cuore di Roma, al civico 23 della storica Piazza Mignanelli, vicino a Piazza di Spagna, indirizzo anche dello storico atelier della maison.

 

valentino ORIZZONTI ROSSO

 

Perché, come insegna la storia di Garavani, il rosso non è solo un colore: è l’unica luce capace di isolare una donna nel suo splendore, rendendola, per sempre, una dea.

E proprio il 19 GENNAIO - giorno della morte dello stilista, spentosi nella sua villa

di Roma - viene aperta al pubblico VENUS, l'ultima mostra di Valentino e il

secondo progetto espositivo di PM23.

Giancarlo Giammetti: “Celebriamo la bellezza in tutte le sue forme”

 

Valentino VENUS

 

Venus - Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos

Nel percorso espositivo, le creazioni di alta moda si ritrovano in dialogo con le monumentali opere artigianali di Joana Vasconcelos. E al centro della mostra, Venere, simbolo della bellezza, è ovunque: nelle creazioni frutto dell'estro e della sapienza del grande stilista e nelle installazioni dell'artista portoghese.


In questo stesso spazio, mercoledì 21 gennaio e giovedì 22 gennaio sarà aperta la Camera Ardente per permettere di rendere omaggio allo stilista, prima dei funerali che si terranno a Santa Maria degli Angeli venerdì mattina.

 

 

NELL’ATTESA … TUTTI CANTANO SANREMO

La nuova campagna di comunicazione ideata e realizzata dalla Rai per portare lo spirito del Festival al di fuori del Teatro Ariston e direttamente tra la gente nelle piazze principali delle città coinvolte tra cui ROMA, TORINO, TRENTO, PARMA, COSENZA, LUCCA …

Oltre alla valorizzazione delle eccellenze musicali locali, l’evento è concepito per essere partecipativo: cittadini, turisti e appassionati sono invitati a unirsi ai musicisti e cantare, trasformando ogni tappa in un happening musicale collettivo.

 



In Piazza di Spagna a Roma sulla celebre Scalinata di Trinità dei Monti l’orchestra degli Allievi del Conservatorio “Santa Cecilia” diretta dal maestro Michelangelo Galeati, con 80 musicisti impegnati in una performance pensata per regalare immagini di grande suggestione. Romani, turisti, curiosi sono diventati protagonisti del grande flash mob che ha animato la piazza. Tutti invitati a cantare “Con te partirò” di Andrea Bocelli, uno dei brani più famosi della storia del Festival.

 

S Roma piazza di spagna

 

 

In Piazza San Michele a Lucca a cantare sono i passanti e a suonare è l’orchestra del Conservatorio Boccherini. Due video clip, con due canzoni diverse: “Volevo essere un duro” di Lucio Corsi, che proprio dal teatro Ariston ha avuto la sua consacrazione e la spinta definitiva per una brillante carriera, e “Piazza Grande” di Lucio Dalla, capolavoro senza tempo.

 

S Lucca

 



A Torino l'Auditorium Rai di via Rossini viene trasformato in una stazione ferroviaria. Treni in partenza e in arrivo. Viaggiatori, gente che viene, gente che va. Ma tutti che cantano all'unisono due capolavori della musica italiana: “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno e Perdere l'amore”di Massimo Ranieri.

< Tanti giovani hanno partecipato, è davvero bellissimo > ha detto Pierluigi Colantoni, direttore area creativa Rai. Perché tutti, ma proprio tutti, cantano Sanremo con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.



S Torino Auditorium stazione

 

 



A Trento appuntamento in Piazza Duomo con la Banda Musega de Poza della Val di Fassa, diretta da Giancarlo Dorich, con circa settanta musicisti che indossano una divisa ispirata alla tradizione ladina. Cittadini e passanti hanno cantato successi come “Gianna” di Rino Gaetano e “Che sarà” dei Ricchi e Poveri.

 

 

S Trento

 

 

 

 

24 GENNAIO - Sfilata inaugurale del Carlevè ’d Turin

Il tradizionale Carnevale di Torino riporta al centro le maschere storiche della città - Gianduja e Giacometta - alla guida del corteo insieme alle Maschere Veneziane, bande musicali e majorettes, attraversando il cuore cittadino.



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Ediz. 2025 - Rif. articolo Carlevè ‘d Turin - Cerimonia inaugurale nella sez. Storie

 

 



26---31 GENNAIO : 12° International Para Ice Hockey Tournament a Torino

La Città di Torino ospita questo evento sportivo di rilievo in vista delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026.

Il torneo si svolge presso il Palaghiaccio Tazzoli (Via Sanremo 67). L'iniziativa, organizzata dall'A.S.D. Sportdipiù, è patrocinata dalla Città di Torino e dal Comitato Italiano Paralimpico.

L'evento vede la partecipazione delle nazionali di Italia, Giappone, Repubblica Ceca e Slovacchia in un quadrangolare internazionale.



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27 GENNAIO – GIORNO DELLA MEMORIA


Canale 5 onora la giornata con L'ultima volta che siamo stati bambini (2023).

Il film, esordio alla regia del comico Claudio Bisio, ci racconta quanto sia difficile essere bambini se attorno a te il mondo è coinvolto in una guerra, riportandoci, con uno sguardo ironico e molto toccante, all’epoca della deportazione delle famiglie ebree romane.

Roma, estate 1943. Quattro bambini giocano alla guerra mentre attorno esplodono le bombe della guerra vera. Italo è il ricco figlio del Federale, Cosimo ha il papà al confino e una fame atavica, Vanda è un'orfana cresciuta dalle suore, Riccardo viene da un’agiata famiglia ebrea. Sono diversi ma non lo sanno e tra loro nasce “la più grande amicizia del mondo”, impermeabile alle divisioni della Storia che insanguina l’Europa. Per loro tutto è gioco, combattono in cortile una fantasiosa guerra fatta di missioni avventurose ed eroismi, poi però fanno patti “di sputo” e non “di sangue” per paura di tagliarsi.

Ma il 16 ottobre il ragazzino ebreo viene portato via dai tedeschi insieme ad oltre mille persone del Ghetto. Grazie al padre Federale di Italo, i tre amici credono di sapere dov’è e, per onorare il “patto di sputo”, decidono di partire in segreto per convincere i tedeschi a liberare il loro amico seguendo i binari del treno.

 

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L’ennesima missione fantasiosa entra nella realtà, i tre bambini viaggiano soli in un’Italia stremata dalla guerra, fra soldati allo sbando, disertori, truppe di tedeschi occupanti, popolazioni provate e affamate.

Sulle tracce dello sconsiderato trio si mettono Vittorio, il fratello maggiore di Italo, e suor Agnese, coinvolti loro malgrado in un'avventura spericolata. 

A smorzare il tutto ci sono l'ironia delle situazioni e le connotazioni umoristiche dei personaggi, specie dei ragazzini, lodati da Bisio per la loro bravura.

 

 

 

29-30-31 GENNAIO : I GIORNI DELLA MERLA

Gli ultimi tre giorni del mese vengono identificati dalla tradizione popolare come i più freddi dell'anno. Numerose sono le leggende legate al nome. Secondo quella più nota, un tempo i merli erano tutti bianchi, e divennero neri solo dopo che una mamma con i suoi pulcini si rifugiò per il freddo in un comignolo e vi rimase 3 giorni: il 29, 30 e 31 gennaio appunto. Da quel giorno tutti i merli diventarono neri.

Secondo Sebastiano Pauli (1740), la “Merla” era in realtà un grosso cannone, che poteva essere trasportato al di là del Po ghiacciato solo durante i giorni più freddi dell'anno.

Per combattere il freddo, la dieta invernale deve includere piatti caldi e nutrienti che stimolano la termogenesi, come zuppe di legumi (fagioli, lenticchie, ceci), vellutate di ortaggi, cereali integrali e carni, con il maiale al primo posto. Zenzero, peperoncino, frutta secca e miele aiutano a riscaldare l'organismo, mentre tisane calde forniscono calore diretto.

In Piemonte e in Lombardia, specialmente in Brianza, nel Varesotto e nella fascia pedemontana, le tradizioni gastronomiche legate ai giorni della merla si collegano al rogo della Giubiana, ossia il fantoccio di una strega bruciato in piazza, in genere l'ultimo giovedì di gennaio, a simboleggiare l’auspicata fine dei rigori invernali.

La Giubiana - una strega con gambe lunghe e calze rosse che viveva nei boschi spostandosi di albero in albero - era il terrore di tutti i bambini. Un giorno, l’ultimo giovedì di gennaio, una mamma preparò una pentola di risotto con la luganega. Il profumo attrasse la Giubiana, che si mise a mangiarlo avidamente. Non si accorse che il giorno stava arrivando: il sole uccide le streghe, e così la Giubiana morì.

Il primo piatto tipico dei GIORNI DELLA MERLA è quindi proprio il risotto con la luganega, con o senza zafferano: una pietanza molto semplice, a base di riso Arborio, cipolla, vino bianco, burro, brodo vegetale, grana e la tipica salsiccia lombarda, la luganega appunto.

 

 

GM Risotto-alla-monzese

 

 

In Lombardia non manca la cassoeula, tradizionalmente legata alla festa di Sant'Antonio Abate (17 gennaio), data che segnava la fine del periodo della macellazione dei maiali. La ricetta con verza e carne di maiale (piedini, musetto, costine, salsicce e cotenna) prevede una lunghissima cottura in casseruola (da cui il nome).

 

 

GM la cassoeula lombarda

 

A Lodi si mangia la polenta con i ciccioli, ottenuti dalla lavorazione del grasso di maiale con l'aggiunta di alloro, pepe, chiodi di garofano e altre spezie, fatti soffriggere nello strutto e poi versati nella polenta.

A Santo Stefano Lodigiano e nei paesi della sponda cremasca dell'Adda i giorni più freddi si “festeggiano” invece con polenta e baccalà, fritto o in umido.

In Piemonte i giorni della merla sono perfetti per la bagna càuda, anche se la leggenda rimanda la nascita di questa pietanza ai mesi autunnali, subito dopo la vendemmia.

In Liguria il piatto tipico di fine gennaio è costituito dai ceci in zimino : si prepara un soffritto di carote, sedano, aglio, cipolla e porcini secchi e poi si aggiungono bietole e ceci precedentemente bolliti.

In Toscana i giorni freddi si combattono a colpi di fagioli al fiasco o all'uccelletto.

 

Ma anche nelle Marche non si scherza : < Se li gljorni de la merla voli passà, pane, pulenta, porcu e focu a volontà» recita un proverbio dialettale. Quindi pane, polenta, salsicce e costine di maiale cotte sul fuoco a volontà, magari standosene davanti al camino quando fuori nevica.




GM polenta marche -costarelle-e-salsicce


 

Anche in Umbria il maiale è protagonista con salsicce e mazzafegati allo spiedo, pettorina e ventresca in gratella

 

29 GENNAIO – San Costanzo : Perugia festeggia il patrono cittadino, il primo vescovo della città martirizzato nel 170 d.C. circa durante le persecuzioni contro i cristiani.

Immancabile il torcolo di san Costanzo : una ciambella golosa con pinoli, uvetta e cedro candito. La forma ad anello simboleggia la corona floreale posta sul collo o, più metaforicamente, il segno della decapitazione.

 

 

30 GENNAIO – Semifinali AUSTRALIAN OPEN

Alcaraz-Zverev  6-4; 7-6; 6-7; 6-7; 7-5Carlos vola in finale

Nelle ultime battute per tre volte Zverev va avanti di un 15, per tre volte Alcaraz pareggia; poi con un gran dritto lo spagnolo si procura la palla del match, in break: la sfrutta e chiude, volando in finale con uno splendido tuffo. 

​5h25', è un record all'Australian open

 

 

ALCARAZ

 

 

Rovente, poi freddoloso, comunque meteoropatico, affascinante Australian Open.

Il malore per il caldo umido, questa volta, colpisce Carlos Alcaraz che con la forza della disperazione e un coraggio da leone resta aggrappato a due sogni: la prima finale a Melbourne e il Grande Slam della carriera, che domenica vorrebbe conquistare a 22 anni, più giovane tennista della storia, contro il vincente di Sinner-Djokovic. Per lui sembrava finita; invece no, gli dei del tennis hanno altro in programma > il commento di Gaia Piccardi.


I crampi di Carlos Alcaraz, oggi:

lo spagnolo vince i primi due set e inizia ad accusare dolori alle gambe.

< Non so cosa mi sta succedendo, ho vomitato. Devo prendere qualcosa? >

Il caldo umido di Melbourne, dopo aver scatenato i violentissimi crampi di Jannik Sinner con l’americano Eliot Spizzirri, colpisce ancora.

Carlitos perde di colpo tutta la sua reattività … Gioca da fermo: a furia di smorzate, approfittando della confusione mentale di Zverev che sospetta che l’avversario stia facendo apposta, tiene il servizio. 5-4. Alcaraz a quel punto chiede il medical time out e lo ottiene, mentre il tedesco sfoga tutta la sua frustrazione contro il giudice arbitro: < Sono crampi, non infortunio! E’ una stronzata! Stai proteggendo questi due ragazzi in ogni modo! > sbraita alludendo anche a Sinner, l’altro predestinato salvato al terzo turno dalla chiusura del tetto del centrale.

 

 

ZVEREV

 

Lo psicodramma va al quarto set. Adesso Carlitos sembra rinfrancato. Il centrale non è più inondato dal solleone, la temperatura dell’aria cala. < Resta positivo > gli consiglia Lopez. Alcaraz, che non è più il fuoriclasse elettrico dei primi due set ma nemmeno il giocatore semovente del terzo, ricomincia a macinare tennis.

Alle 20.14 ora di Melbourne, con Sinner che aspetta di entrare in campo,

sul 6-5 Spagna ecco il match point.

Alcaraz corre come un pazzo e tira un passante di dritto sul quale Zverev non arriva. Si butta per terra, piange. < Ci ho creduto fino all’ultimo, anche quando tutto sembrava perduto >. <El milagro>, urla il collega spagnolo in tribuna stampa. Sì, è stato un miracolo. Ma anche una conferma: i predestinati non muoiono mai.



A seguire Sinner-Djokovic

Sinner è avanti 6-4 nei precedenti con Djokovic — arrivato in semifinale grazie al ritiro di Lorenzo Musetti, che aveva vinto i primi due set — con cinque vittorie di fila, compresa la semifinale degli Australian Open del 2024.

 

Sinner-Djokovic : 6-3; 3-6; 6-4; 4-6; 4-6 .

Nole vince una battaglia serratissima in cinque set

 

 

DJOKOVIC

 

Incredibile epilogo nella seconda semifinale a Melbourne: Jannik non sfrutta 16 palle break su 18 nel match (8 su 8 nel quinto set) e perde contro il 10 volte campione.

 

 

SINNER

 

La finale sarà tra Djokovic e Alcaraz

Il serbo va a caccia del 25° Slam, per Carlos sarebbe la prima volta a Melbourne



 

 

31 GENNAIO – FINALE International PARA ICE HOCKEY

Tournament 2026 di Torino : Repubblica Ceca-Italia 2-1

 

PARA ICE finale Salvatore

Ph. Salvatore Giordano

 

La Repubblica Ceca vince la rassegna … i Dahuazzurri chiudono al secondo posto

  

 



GENNAIO – Calendario 2026 : ARTE & MODA , I Fotografi del Mercoledì – CEDAS


 

                       GENNAIO

 

 



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