FLOR Primavera 2026 è tornata al VALENTINO !!

Il parco più amato di Torino si è riempito di profumi, colori e tantissima energia.

FIORI    PIANTE ACQUATICHE   ARTIGIANATO   TESSUTI SOSTENIBILI

Il filo conduttore di questa edizione è il progetto AQUARIUM, un affascinante tuffo nel passato della città. Questa iniziativa richiama gli acquari e le incredibili mostre oceanografiche che il Parco del Valentino ha ospitato tanti anni fa: prima nel 1884, per l’Esposizione Generale Italiana, e poi nel 1911 per l’Esposizione Internazionale.

 

FLOR AQUARIUM

 



Per diverse edizioni l’evento ha colorato il centro città, da via Carlo Alberto ai Giardini Reali. Ma il parco era già stato la casa della prima edizione “moderna” del 2009, firmata Orticola Piemonte, scelta proprio come omaggio al primissimo FLOR della storia, nato qui nel 1961.

E adesso il grande ritorno, con il PARCO del VALENTINO in profonda trasformazione !!

Questo restyling fa un passo importante verso l’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 dell’ONU, che ci chiede di rendere le città più umane e sostenibili.

E la vera ciliegina sulla torta di questo rinnovamento riguarda la cultura. All’interno dello storico complesso di Torino Esposizioni sta infatti per aprire la nuova Biblioteca Civica Centrale, che lascerà la vecchia sede di via della Cittadella per trasferirsi in questa pazzesca struttura progettata da Pier Luigi Nervi.

Non sarà un semplice trasloco e nemmeno un banale deposito di libri: parliamo di un punto di ritrovo moderno e pieno di luce, completamente immerso nel verde. Questa novità sposa l’obiettivo 4 dell’Agenda 2030 dell’ONU, che ci ricorda quanto sia importante avere spazi di studio aperti, stimolanti e alla portata di tutti. Portare i libri nel cuore del parco significa proprio questo: poter studiare, leggere o semplicemente chiacchierare circondati dagli alberi, ridando vita a un capolavoro dell’architettura torinese >



Una nuova cancellata svela l'incanto dell'Arboreto dell' ORTO BOTANICO

Sostituisce la vecchia recinzione di lamiera ondulata che oscurava la vista di un luogo ricco di biodiversità. Segna un’ulteriore apertura dell’Orto di UniTo alla cittadinanza.

In occasione dell'Eurovision Song Contest 2022, le vecchie lamiere erano state temporaneamente riqualificate con il progetto di arte urbana "Botanical Rhapsody"


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Scrigno insostituibile di biodiversità, in questi anni l' ORTO BOTANICO dell'Università di Torino  si è sempre più aperto alla cittadinanza.

Ora, una nuova cancellata di circa quattrocento metri al posto della vecchia recinzione in lamiera apre alla vista di tutti l’Arboreto ottocentesco, che nel 1830 fu aggiunto alla parte più storica dell’Orto botanico fondata nel 1729

< La cancellata ottocentesca nel 1937 era stata data per ferro alla patria per la guerra d'Etiopia, come tante altre cancellate di Torino. Fu così sostituita con una recinzione in legno, che però dava molti problemi di gestione. Nel 1961 fu allora costruita una cancellata bassa, simile a quella del Giardino Roccioso del Valentino, che negli anni successivi non garantiva più la sicurezza necessaria. Nel 1995 fu installata una recinzione in lamiera, che abbiamo avuto fino a pochi mesi fa e che dava davvero un'idea di delimitazione e di chiusura. Ecco perché la nuova cancellata è un segno di apertura dell'Università alla città e ai cittadini. Vedere dall’esterno il boschetto è una grande gioia> ha raccontato Consolata Siniscalco, direttrice dell’Orto Botanico. 

 

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Il "Regio Orto Botanico" di Torino venne istituito ufficialmente nel 1729, in concomitanza con la trasformazione della preesistente "Lettura dei semplici" nella nuova "Cattedra Ordinaria di Botanica" presso la Facoltà di Medicina dello "Studium" (cioè l'Università) di Torino.

Venne collocato sul sito del preesistente orto olitorio del re Vittorio Amedeo II di Savoia, vicino al palazzo della Madama Reale Maria Cristina di Borbone-Francia (oggi Castello del Valentino).

 

 

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Abside dell'Aula Magna affacciata sul Boschetto

 


AQUARIUM


Aldo Salucci. Riflessi d’acqua tra arte e natura

Mostra a cura di Carla Testore visitabile fino al 28 giugno.

Un’esposizione che mette in dialogo la fotografia contemporanea e l’ambiente, portando nel giardino segreto della città una riflessione sul cambiamento climatico e l’innalzamento delle acque. Sparse tra le aiuole e le serre del Giardino e fra gli alberi secolari del Boschetto, una ventina di opere dell’artista romano Aldo Salucci raffiguranti i monumenti simbolo di Torino e d’Italia sommersi dall’acqua, scenari di un futuro post-apocalittico avvolto da un’atmosfera fiabesca.

 

Dalla statua equestre di Marco Aurelio in Campidoglio al "Caval ëd Brôns" in piazza San Carlo a Torino con il duca Emanuele Filiberto di Savoia 

Dal Duomo di Firenze alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano … da San Galgano a Positano … dal Parco dei Mostri di Bomarzo al ninfeo di Villa Aldobrandini a Frascati …

 

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                                              ORTO BOTANICO

    ARCHITETTURA        ARTE         NATURA

 

  

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La sezione della mostra nella Serra del Sudafrica è dedicata alla recente ricerca di Salucci sulla Nishikigoi, la carpa Koi, animale fortemente simbolico nella cultura dell’Asia orientale. Secondo la leggenda, la carpa che riesce a risalire la corrente si trasforma in drago diventando metafora di forza, resilienza e trasformazione. Le immagini dell’artista restituiscono un immaginario sospeso tra realtà e mito, caratterizzato da movimenti fluidi e colori vibranti, ulteriormente amplificato dalla presenza di esemplari viventi di carpe Koi nelle vasche dell’Orto Botanico.



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Reportage fotografico by Barbara CARICCHI          

© Copyright Barbara Caricchi ARTIVAMENTE – Tutti i diritti riservati