La FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA riscrive le regole a

Moncalieri negli storici spazi del Real Collegio Carlo Alberto con l’

OSSERVATORIO METEOROLOGICO - uno dei più antichi e

significativi d'Italia, fondato nel 1859 da Padre Francesco Denza.

 

 

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La facciata del Real Collegio sovrastata dalla torretta dell' osservatorio




LIQUIDA Photofestival 2026 - “Learning and Unlearning – (ri)scrivere le regole”, il tema della V edizione con la Direzione Artistica di Laura Tota.

< Fluida, inafferrabile, ubiqua, potente e fugace: l’immagine dell’ipermodernità ci abita e da questa siamo pervasi in ogni momento della nostra esistenza. In quella che Zygmunt Bauman ha definito “modernità liquida”, anche la fotografia si adegua a una malleabilità di forma e contenuto resa possibile non solo dalla tecnologia, ma da un nuovo approccio della società all’immagine stessa. Ogni individuo è oggi produttore e consumatore di immagini attraverso le quali si relaziona agli altri, attribuendo alla fotografia il valore di linguaggio universale. Si è ben presto passati a una “fotografia liquida” di fontcubertiana memoria, effimera e malleabile, sempre più simile a un’immagine mentale che a una fotografia oggetto. In questo panorama i cui futuri sviluppi si giocano sempre più su paradigmi digitali e intangibili, “Liquida Photofestival” vuole essere un riferimento per restituire, quanto più possibile, lo stato della ricerca fotografica nelle sue diverse forme d’espressione e dello stato dell’immagine nel momento preciso della sua manifestazione, cercando di dare voce ai nuovi talenti della fotografia contemporanea, non solo dal punto di vista della produzione autoriale, ma anche della riflessione fotografica, coinvolgendo addetti ai lavori che oggi iniziano il proprio percorso in questo cosmo in continuo divenire. Un festival in cui l’immagine scorre, assecondando il sentiero di un fiume a volte impetuoso, a volte docile, ma mai uguale a se stesso >



Il fulcro espositivo del festival è la collettiva “Fuori traccia. Storie di ribellione, identità e nuove possibilità” che presenta dieci progetti selezionati tra le candidature Grant One Shot e Full Project. Gli autori in mostra affrontano tematiche urgenti come il dissenso, l'adolescenza e il rapporto con il paesaggio.

Particolare attenzione è rivolta alla sezione Full Project che quest'anno ospita l’artista multidisciplinare venezuelana Victoria Ruiz, nota per la sua ricerca che intreccia performance, abiti scultorei e spiritualità afro-diasporica.


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< In We Knew the World in Fragments of Color, Victoria Ruiz intreccia memoria, identità e migrazione a partire dalla propria storia tra Venezuela e Stati Uniti. Dieci immagini mettono in scena corpi avvolti in tute simboliche, ispirate alla spiritualità latinoamericana, che emergono su fondi saturi e vibranti. Ogni scena restituisce insieme una fase della storia venezuelana e uno stato emotivo, dove esperienza personale e collettiva si sovrappongono. La memoria non è lineare, ma frammentata e mobile, come l’identità che Ruiz costruisce tra nostalgia e trasformazione. Il colore diventa linguaggio di sopravvivenza e appartenenza. In “Learning and Unlearning”, il lavoro mostra come ogni identità nasca dal continuo apprendere e disimparare ciò che non è più sufficiente a contenere l’esperienza vissuta > Laura Tota


 

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La sezione One Shot raccoglie invece una costellazione di progetti che, pur nella loro eterogeneità, condividono una tensione verso dimensioni percettive, narrative e simboliche differenti, opera di dieci talenti internazionali.



Oltre alle mostre il festival propone EdiTable, la sezione dedicata all'editoria fotografica curata da Vittoria Fragapane, dove spicca il progetto Unlike Flowers di Francesco Pennacchio, progetto vincitore dell’Artphilein Edition Prize 2025, un lavoro che attraverso immagini, polaroid e materiali d’archivio ricostruisce una relazione possibile con la figura materna, mettendo in tensione memoria e natura.

Ritroveremo Francesco Pennacchio in "One to One" come lettore portfolio.



L’evento LIQUIDA Photofestival 2026 si inserisce nel progetto di riapertura al

pubblico del Real Collegio Carlo Alberto realizzato grazie alla

concessione degli spazi da parte dei Padri Barnabiti e in collaborazione con il

Comune di Moncalieri.

Prosegue così il percorso avviato con Paratissima 2025, trasformando il complesso in un hub culturale aperto, capace di attivare il territorio e generare nuove occasioni di incontro tra arte, pubblico e comunità.



Visite guidate tra sale di rappresentanza e aule storiche, tra cappella e camerate, dallo scalone monumentale ai cortili del complesso.

 

 

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A sorpresa l’incontro con un ex studente del corso 1963-64 residente a Moncalieri che frequentò il collegio senza usufruire del convitto …

 



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SALA ROSSA 

 

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Spicca il ritratto di Maria Letizia Bonaparte … la principessa ribelle duchessa d’Aosta …


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Tutti gli anni al Castello di Moncalieri si celebra “Rose al Castello”, la kermesse florovivaistica dedicata proprio a Letizia, poiché fu proprio lei, amante delle rose, simbolo per eccellenza dell’amore e della passione, a organizzare per la prima volta il Premio delle Rose, mirato a premiare la rosa più bella in commercio.

 

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SALA GIALLA – ex cappella in stile gotico 

 

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CAPPELLA attuale realizzata negli anni Trenta del XX secolo 

 

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Collezione di Principi degli Studi - Negli ampi corridoi è possibile ammirare la straordinaria serie di ritratti di studenti meritevoli.

SCALONE monumentale

CAMERATE su due livelli con spazio comune

 

COLLEZIONI e LABORATORI

 

 

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STRUMENTI SCIENTIFICI

 

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OSSERVATORIO METEOROLOGICO


A sorpresa l’incontro con Luca Mercalli in visita con i partecipanti alla XXVI Assemblea Generale della SMI – Società Meteorologica Italiana …




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Salita alla torretta dell’OSSERVATORIO creato da Padre DENZA … la scala a chiocciola porta al primo livello con lo Studio arricchito da una vasta raccolta di libri … sulla scrivania le OSSERVAZIONI di febbraio 1879 …




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Torino 1880: strumenti, pratiche, standard

Nel 1880 Torino ospitò una riunione meteorologica nazionale cruciale. Denza presentò strumenti e soluzioni operative: anemoscopio, anemometro, anemografo e pluviografo. Poi, con mentalità “da officina”, unì anemografo e pluviografo in un unico apparato: l’anemopluviografo (o anemojetografo) Denza.

Il punto è basilare: non stava solo “osservando il tempo”. Denza stava costruendo infrastruttura scientifica, sostenendo una  visione organizzata e “di rete” delle osservazioni.

Più tardi portò la stessa impostazione a Roma, diventando il primo direttore della Specola Vaticana ricostituita sul finire dell’Ottocento.

 

 

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Si sale quindi al secondo livello con l’Osservatorio vero e proprio dove rimangono alcuni degli strumenti originali a fianco di quelli più nuovi e moderni.

Qui, dal 1865, si registrano ininterrottamente dati meteorologici: temperature, precipitazioni, neve, umidità, vento.

 

 

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La Capannina Meteorologica nello storico sito di misura sulla facciata Nord del Collegio Carlo Alberto di Moncalieri: qui le temperature vengono misurate con continuità e senza spostamento degli strumenti dal 1865 (primi rilievi sperimentali nel 1859), anno in cui padre Francesco Denza fondò la Società Meteorologica Italiana.


Oggi la serie di dati 
viene mantenuta con sensori elettronici tarati e controllati in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM, Torino) nell'ambito del progetto europeo MeteoMet per la riferibilità internazionale
delle misure meteorologiche.



 

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Anemopluviografo Denza n°19

Lo strumento ideato da Denza unisce registrazione del vento e della pioggia in un unico apparato, frutto della sua attenzione alla standardizzazione pratica delle misure.

 

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Si raggiunge infine la Terrazza con il traliccio metallico originale per l'anemometro e il supporto per il pluviometro.

 

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Luca Mercalli - presidente della Società Meteorologica Italiana (SMI). Climatologo, noto divulgatore scientifico e direttore della rivista Nimbus, si occupa attivamente di ricerca sul clima, ghiacciai alpini e rischio ambientale. Sotto la sua guida, la SMI promuove la meteorologia e mantiene serie di dati storici.

Daniele Cat Berro, climatologo e redattore di Nimbus, è stato tra i finalisti del Premio AICA 2025 per la comunicazione ambientale, ricevendo una menzione speciale dal Comitato Scientifico per la qualità della sua attività divulgativa.

< Abbiamo oltre 150 anni di osservazioni: una base preziosa per capire come il clima è cambiato. E quello che emerge è chiaro: le temperature sono aumentate di più di due gradi >

Claudio CassardoUniversità di Torino, Dipartimento di Fisica. Intervento in assemblea con Micrometeorologia e cambiamenti climatici nei vigneti

 

 

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Partecipanti alla XXVI Assemblea Generale SMI

 

 

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Spettacolare vista del Castello di Moncalieri




Alla scoperta di LIQUIDA … incontro con gli artisti …



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Dai ritratti dematerializzati agli interventi con materiale plastico


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Ectoplastic Trip di Tommy Bonicelli

Colature di copolimero EVA avvolgono e alterano la realtà, cristallizzando l’istante in una dimensione sospesa tra presenza e trasformazione.


 

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Stampa su tela e tulle nell’opera di Marcello Vigoni


 

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Un secondo di … i ritratti in 25 scatti di Andrea Dalla Costa  

L’idea prende forma nel 1994 da un paradosso storico : se nel Rinascimento un individuo vedeva nell’arco della vita circa 25 immagini, oggi la stessa quantità scorre in un solo secondo di video.

A partire da questo scarto temporale l’artista costruisce ritratti per accumulo, condensando molteplici istanti in un unico volto stratificato.


 

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Avvalorando APS


  

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Litoranea Km 2 - Salerno – efferre (Roberto Fasano)

La serie restituisce una lettura intima della vita balneare salernitana, in cui piccoli dettagli e relazioni umane trasformano l’ordinario dell’estate in una memoria visiva da custodire.


 

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Giacomo Roggi – salto di bimbo



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Ofelia di Veronica Benedetti : trasformare il lutto in un processo visivo di accettazione, affidando alla fotografia il compito di custodire, ma anche di lasciare andare.

Il gesto di archiviare gli oggetti quotidiani appartenuti alla nonna si trasforma in un processo di cura, una modalità per dare forma all’assenza e renderla visibile.

A rafforzare questa dimensione di transitorietà interviene la tecnica dell'antotipia - processo fotografico ecologico che sfrutta la luce del sole per degradare i pigmenti vegetali (curcuma, mirtillo, rapa rossa …), creando un contrasto tra le parti esposte e quelle coperte (stencil).

 

 

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La stessa luce che permette all’immagine di emergere è anche quella che, nel tempo, la cancellerà, evocando la fragilità del ricordo e la necessità di accogliere la perdita come parte integrante della vita.


 

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Allegoria d’Amore … i fiori di Marco Balbi Dipalma

 

 

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Piccolo Macrocosmo e Grande Microcosmo di Carlotta Roda

 

 

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Chiara Roversi

 

 

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La luna di Andrea Maina

 

 

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The Stage di grouchality



Problemi di donne : il tumore al seno di pensieriinfuga 73 (Loredana De Benedictis, già incontrata a Donna Fotografa) che vuole dare supporto a tutte le donne e la vestibolodinia di Didi …


 

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L’incertezza dell’arrivo - Loredana De Benedictis

 

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Beauty and Trauma – Didi

Un progressivo disvelamento, un processo fisico e simbolico di spoliazione che conduce verso una forma di accettazione.

  

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Pharmakon : i tulipani cuciti di racheberryman




Rif. articolo “KOSMOS” – Paratissima XXI al Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri nella sez. I Luoghi dell’Arte



Reportage fotografico by Barbara CARICCHI e Mauro DRAGONI

© Copyright Barbara Caricchi ARTIVAMENTE – Tutti i diritti riservati