GREEN e SOSTENIBILITA’ per un piccolo paese dove la natura fa da padrona : dalle montagne innevate con la cima del TRIGLAV (tricorno) quota 2864 metri al lago glaciale di BLED con l’unica isola slovena, dalle grotte carsiche di POSTUMIA al canyon sotterraneo di SAN CANZIANO fino al mare del golfo di Trieste.
A primavera tutto è verde e fiorito …
GO! 2025
L’ingresso nel paese da GORIZIA-NOVA GORICA Capitale europea della cultura 2025, un tempo separate dal muro … una zona di vigneti (BRDA - il Collio dop friulano) e di ciliegi …
SLOVENIA – GROTTE & CASTELLI
Castello di Predjama e il mitico Erasmo sconfitto nella latrina !!
Il più importante tra i film girati al Castello di Predjama è senza dubbio “Armour of God“, diretto da Jackie Chan.
Erasmo da Predjama e il castello nella roccia ( dal National Geographic )
Figura leggendaria, Erasmo da Predjama viene considerato ancora oggi una sorta di Robin Hood sloveno. Schieratosi con Mattia Corvino nella guerra contro l’imperatore Federico III, nascosto nel suo castello nella roccia si fece beffe degli assedianti fino alla tragica fine.
Le eccezionali imprese del barone Erasmo di Lueg, signore di Predjama, sono strettamente legate alla fama del suo castello, Castel Lueghi, il più grande maniero al mondo costruito nella roccia. Situato a pochi chilometri dalle grotte di Postumia, vicino al confine italo-sloveno, si eleva lungo 123 metri di parete. Noto anche col nome di "castello di Predjama", che in lingua slovena significa appunto “davanti alla grotta”, venne costruito nel 1202 e successivamente ristrutturato nel 1274 dagli abati di Aquileia prima di passare, nel XV secolo, nelle mani della famiglia Lueger (o Luegger).
Castel Lueghi incastonato nella roccia
Erasmo Lueger nacque attorno al 1420 da una famiglia della piccola nobiltà goriziano-carniola, vassalli degli Asburgo. Suo padre, Nikolaj, era governatore imperiale di Trieste. Non sappiamo molto della sua gioventù, se non che dopo aver dimostrato eccellenti capacità in combattimento entrò a far parte del seguito dell'imperatore Federico III d'Asburgo, che raggiunse a Vienna. La vox populi narra le imprese di Erasmo, che avrebbe “rubato ai ricchi per dare ai poveri” come il più celebre Robin Hood, nascondendosi però non nella foresta, bensì nel castello di famiglia abbarbicato nella roccia. Vittime privilegiate erano i mercanti che attraversavano la zona per recarsi da Trieste a Vienna. Quel che è invece certo, è che nel 1478 Erasmo venne nominato barone dall’imperatore e si ritirò nel suo castello.

Ritratto moderno di Erasmo da Predjama
Il voltafaccia di Erasmo
La vita del signore di Predjama finì per intrecciarsi alle vicende legate al trono imperiale. Federico III era stato incoronato imperatore del Sacro romano impero a Roma nel 1452, ma non era riuscito nonostante gli sforzi a imporsi in maniera stabile su Boemia e Ungheria. Il suo antagonista diretto era l'ungherese Mattia Corvino che, dopo un periodo di prigionia per ordine del re di Boemia Giorgio Poděbrady, nel 1458, ancora in carcere, era stato acclamato re d'Ungheria. Tornato in patria dovette comunque combattere contro i nobili che sostenevano Federico III. Le campagne di Corvino contro gli Asburgo portarono alla guerra d'Austria, che si protrasse fra il 1477 e il 1488.
Erasmo, che fino a quel momento aveva servito l'imperatore, cambiò bandiera e passò a sostenere Mattia Corvino. Pare che il motivo risiedesse in una vicenda personale: in seguito a una rivolta il maresciallo dell'esercito imperale Pappenheim avrebbe fatto arrestare e decapitare Andrej Bamkircher (1420-1471), amico fraterno del signore di Predjama. Questi lavò l'affronto col sangue, scatenando le ire di Federico III, che era imparentato con la vittima. Rinchiuso nelle prigioni di Lubiana, Erasmo riuscì a scappare, e dopo essersi alleato con Mattia Corvino cominciò a razziare i possedimenti asburgici in Carniola.

Mattia Corvino in un ritratto attribuito ad Andrea Mantegna
L'assedio di Predjama
Erasmo si dette quindi al banditaggio, facendo base nel suo inaccessibile maniero. Via via le scorrerie divennero sempre più feroci e frequenti, tanto che l'imperatore dovette correre ai ripari e nel 1483 diede l'ordine di assediare il castello di Predjama per porre fine alle incursioni del suo signore. A capo dell'operazione fu messo il governatore di Trieste, Gaspare Ravbar. Le cose però presero una piega imprevedibile: gli abitanti della fortezza non sembravano affatto provati dalla lunga clausura. Anzi, Erasmo si permetteva addirittura di sbeffeggiare i nemici inviando loro dei doni alimentari come carni arrostite e all'inizio dell'estate addirittura delle ceste di ciliegie appena colte. Gli assedianti cominciarono a disperare, e fra loro iniziarono a serpeggiare storie di spiriti che avrebbero protetto Erasmo e i suoi uomini: dicerie avvalorate da sinistri suoni notturni provenienti dalle viscere della terra.
Il mistero del castello
In realtà, quel che le truppe assedianti ignoravano era che alle spalle del maniero si apriva una serie di grotte carsiche e intricati cunicoli sotterranei dai quali gli assediati potevano uscire per rifornirsi di cibo. Non solo, ma la naturale umidità della grotta forniva acqua che veniva raccolta in una cisterna. I rumori che gli uomini di Ravbar sentivano di notte non erano altro che gli echi provenienti dalle cavità della grotta. Ma, poiché i soldati ignoravano tutto ciò, la fama sinistra del castello non faceva che crescere, mese dopo mese.
Espugnare la rocca sembrava impossibile, dal momento che era protetta da un precipizio e le sue pareti costruite in pietra che resisteva alle cannonate. L'unica possibilità di vittoria per Ravbar era prendere per fame gli assediati, ma anche quella tecnica pareva destinata a fallire. Alla fine la svolta arrivò da un vile tradimento. Pare infatti che un servo di Erasmo avesse svelato agli assedianti l'unico punto debole del maniero: la parete in muratura della latrina. Fu così che dopo un assedio durato (secondo la leggenda) un anno e un giorno, il traditore mise un segnale sulla finestra – qualcuno parla di una candela, altri di una bandiera – nel momento in cui Erasmo si ritirò nella latrina. Qui venne colpito alla testa da una palla di cannone e morì sul colpo.
Si concludeva così l'assedio di Predjama. Secondo la leggenda, la compagna di Erasmo piantò un tiglio davanti alla chiesetta di Nostra Signora dell'Addolorata, sulla piazza del villaggio. L'albero è ancora lì, dopo secoli, a ricordare la storia di Erasmo, il bandito di Predjama.
Grotte di Postumia in trenino !!




LUBIANA : la capitale vivace e dinamica attraversata dal fiume Ljubljanica e dominata dalla verde collina del Castello. Passato e Presente. Eleganti palazzi della Secessione e cultura underground in giro per la città …
Škofja Loka – Castello, granaio e ponte del diavolo


Redlaljica – Museo del miele e del pan di zenzero


Bled, ai piedi delle Alpi Giulie, è affacciata sul Lago glaciale omonimo.

Il Castello di Bled, risalente all'XI secolo, si trova su una scogliera affacciata sul lago.
Ospita un’antica stamperia, mostre d’arte, Museo, Cappella Vescovo di Bressanone, Ristorante per matrimoni, Degustazioni in cantina …
Su un'isoletta al centro del lago c'è la Chiesa dell'Assunzione di Maria, meta di pellegrinaggio, con la sua ripida scala e il campanile.
Bled - Giro lago con piscine, canottaggio olimpico, ville, emissario …


Escursione alla Gola di Vintgar – rientro attraverso un piacevole sentiero nel bosco …


Grotte di SAN CANZIANO – Patrimonio UNESCO
Canyon sotterraneo del fiume Reka (fiume) che sfocia in Italia col nome di Timavo …
Rientro rapido in ascensore, sentiero 3 spettacolare con altre grotte e cascate …


Il TIMAVO nasce in Croazia con il nome di REKA (fiume) da una sorgente valchiusana del Monte Nevoso e precisamente dal picco Turkove škulje, distante solo un paio di chilometri dal confine con la Slovenia. Scorre poi nella val Malacca, nella Contea Litoraneo Montana della Croazia; nel suo percorso attraversa il Carso per quasi novanta chilometri.
È famoso a causa del suo lungo tratto sotterraneo di circa 40 chilometri che, dall’ inghiottitoio di Naklo - Grotte di San Canzian/Škocjanske jame in Slovenia, passando per l'Abisso di Trebiciano, arriva alle sorgive di San Giovanni di Duino, per poi sfociare nel Golfo di Trieste dopo un paio di chilometri. Tale percorso viene considerato come uno dei più interessanti fenomeni carsici.
La particolarità del corso ha alimentato soprattutto nell’antichità numerosi miti, tra cui quelli di Giasone e degli Argonauti, di Antenore e di Diomede. Vanno ricordate inoltre le testimonianze storiche di Posidonio, citate da Strabone, riguardo l’inabissamento e il corso sotterraneo del fiume, nonché la dedica che il console Sempronio Tuditano compilò a ricordo della vittoria sui Giapidi (129 a.C.).
Dal nome del fiume deriva il nome della omonima società di canottieri sita in Monfalcone.
Hrastovlje - Chiesa fortificata contro i Turchi . Interno completamente affrescato … scene tratte dalla Genesi … Santa Barbara … danza macabra di Giovanni da Castua riprodotta ed esposta nella Galleria Nazionale di Lubiana.

PIRANO è una città turistica sulla costa adriatica della Slovenia, nota per il suo lungo molo e l'architettura veneziana. Piazza Tartini è fiancheggiata dalla gotica Casa Veneziana rossa e dall'affrescata Casa Tartini. Quest'ultima è il luogo di nascita del violinista Giuseppe Tartini. Il municipio del XIX secolo è caratterizzato da un leone di pietra, simbolo dell'ex Repubblica di Venezia.



Il vallone di Pirano (in sloveno Piranski zaliv; in croato Piranski zaljev o Savudrijska vala) è una baia del Golfo di Trieste.
A cavallo del confine tra Slovenia e Croazia, è costituito dal corso del fiume Dragogna, alla foce del quale si trovano le saline di Sicciole. Le principali città che si affacciano sul vallone sono Pirano e Portorose, entrambe slovene. Il vallone è al centro di una disputa tra la Croazia e la Slovenia, in quanto l'esatto confine marittimo fra i due stati è oggetto di una controversia.
Saline di Sicciole e canale San Bartolo

Spiaggia di Portorose

PIRANO – Convento, Mura cittadine con torri, Duomo di San Giorgio
Chiesa della Madonna della Neve – dipinti su tavola Crocifissione e Annunciazione
La piccola chiesa del XV secolo venne costruita come cappella privata per una ricca famiglia di Pirano. Sopra l'ingresso è appeso il quadro della Madonna della Neve che raffigura il miracolo della nevicata che avvenne a Roma nel mese d'agosto e che ricorda il nome della chiesa.

La festa di San Giorgio a Pirano è una tradizione molto radicata celebrata ogni anno il 23 aprile, in onore del santo patrono della città. Il programma include celebrazioni religiose, attività tradizionali e momenti conviviali.
Festa dei Salinai in occasione della Festa di San Giorgio, 26 Aprile 2025 = Evento annullato a causa del giorno di lutto per i funerali del Papa

Reportage fotografico by Barbara CARICCHI
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