La scoperta dell’America portò nel vecchio continente l’antenata della zucca di Halloween e numerose altre varietà di Cucurbita; ma Europa e Asia conoscevano già, da tempi antichissimi, la Lagenaria, una zucca di piccole dimensioni, somigliante a una fiaschetta.

Almeno dai tempi dei Romani, questo frutto veniva consumato dal popolo che lo svuotava della polpa - poi lessata o cotta nel forno, accanto al pane -  e ne trasformava la scorza in contenitori leggeri e impermeabili, perfetti soprattutto per contenere l’acqua o il sale. Non v’era bastone o cinta di un camminatore che non avesse appesa – come appare in diversi casi nell’iconografia pittorica di San Rocco o di San Giacomo Maggiore – la bella bottiglia vegetale.

 

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Zucca del pellegrino del Cammino di Santiago



Testimonianze scritte e iconografiche attestano l’uso della fiaschetta di zucca come portalampada e portacera per illuminare gli ambienti … molto diffuso l’uso casalingo per la conservazione di uno degli elementi più preziosi: il sale.

 

AVERE SALE IN ZUCCA

Il sale, ai tempi di Roma antica, equivaleva al denaro corrente, tanto che il nome salario deriva, come ben sappiamo, dal pagamento dei prestatori d’opera attraverso dosi di sale, elemento preziosissimo non solo per equilibrare la dieta o aumentare il sapore ai cibi, ma per la conservazione degli alimenti. Il sale fece sorgere la città più importante del mondo antico, Roma, posta al punto di intersezione tra la via salaria, che dal mare portava all’interno – sulla quale viaggiavano salmerie cariche del prodotto marino – e le strade degli allevatori che portavano il bestiame a valle per poterlo vendere o barattare, acquisendo le scorte saline necessarie al consumo domestico e alla preparazione di salumi. L’integrazione di queste due economie fu alla base remota della fortune della città eterna.



Nelle abitazioni, quindi, la zucca antica si rivelava un ottimo scrigno per contenere i cristalli di sale, considerati così preziosi che rovesciarli inavvertitamente a terra era – ed è – considerato segno di sfortuna. L’essiccazione della scorza – che diveniva sempre più coriacea – e la perdita di umidità dell’interno, garantivano un accurata conservazione del prodotto in quello che era divenuto uno scrigno domestico, appeso a un chiodo.



La Lagenaria e la Cucurbita appartengono entrambe alla famiglia delle

Cucurbitaceae, ma rappresentano due generi botanici differenti per origine e

utilizzo.



Lagenaria (Lagenaria siceraria)

 

Lagenaria siceraria

 

È originaria dell'Africa (dalla Tanzania all'Etiopia e Africa occidentale) ed è l'unica zucca già presente nel Vecchio Continente (Europa) prima della scoperta dell'America.

Pianta rampicante con fiori bianchi notturni e frutti dalla buccia verde che, una volta essiccata, diventa legnosa, dura e impermeabile.

Varietà principali: Zucca a fiasco (o zucca bottiglia), zucca serpente (longissima / zucca a clava).

Utilizzi:

Alimentare - I frutti acerbi si usano in minestre e zuppe (es. zucca lunga); i germogli e le foglie tenere sono famosi in Sicilia con il nome di tenerumi per preparare la pasta.

Artigianato e oggetti - Dopo l'essiccazione, i gusci vuoti sono storicamente usati come contenitori impermeabili (fiaschi, borracce), galleggianti o per costruire strumenti musicali.

 

 

Pipa JG9H7324 Etiopia BC

 

Barbara Caricchi, Pipa tradizionale – Etiopia

Tra le diverse etnie nella Valle dell'Omo è molto diffuso l’utilizzo di zucche essiccate al sole (calabasse) per la creazione di oggetti d'uso quotidiano quali contenitori e pipe tradizionali.

Il peduncolo o una parte perforata della zucca funge da bocchino, mentre un cannello cavo inserito nel corpo della zucca sostiene un minuscolo braciere (spesso in terracotta) dove vengono posti il tabacco e i carboni accesi.

Frequentemente la zucca contiene acqua per raffreddare il fumo caldo (che può raggiungere i 100–150 °C nel braciere) prima di essere inalato. Inoltre l'acqua trattiene parte delle ceneri e delle componenti più pesanti o condensate.


 

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Lagenaria siceraria - var. Marenka



Cucurbita (Cucurbita maxima, Cucurbita moschata, Cucurbita pepo)

Proveniente dalle Americhe, è stata introdotta in Europa dopo il 1492.

Pianta erbacea annuale con fiori gialli diurni e frutti polposi, dolciastri o farinosi, generalmente di grandi dimensioni.

Varietà principali:

Cucurbita maxima (la classica zucca gialla/arancione grande, la Mantovana, la Marina di Chioggia).

Cucurbita moschata (come la zucca violina/butternut o la zucchina trombetta).

Cucurbita pepo (le comuni zucchine e le zucche di Halloween).

Utilizzo alimentare - Coltivata principalmente per la polpa (arrosto, vellutate, tortelli, risotti) o per i frutti consumati acerbi (zucchine).

 

 

La ZUCCA nell’ARTE : simboli e significati



Dall’eros alla prosperità. Auguri d’abbondanza.

Il successo nel Cinquecento

A metà del Cinquecento la zucca americana, nelle sue numerosi varianti, apparve con sempre maggior frequenza nei quadri dedicati ai cosiddetti mercati con finalità propiziatorie legate al rapporto tra MATERIA & SESSUALITA’.

Allusione alle rotondità femminili, ma soprattutto, alla gravidanza.

Riferimento alle opere del fiammingo Pieter Aertsen (Amsterdam, 1508-1575) e del nipote Joachim Beuckelaer (Anversa, 1530 circa, 1573), collezionato dai Farnese.


Le zucche arrivate dal nuovo mondo assieme a pomodori, patate, angurie ed altre varietà vegetali, si imposero immediatamente da noi come trionfo di feriale bellezza; prima nelle corti, poi a livello popolare.


Si presentavano con caratteri di assoluta straordinarietà, per dimensioni imponenti, forme singolari, colori intensi dall’arancione al verde azzurro, multiformi e ben sagomate quanto un turbante orientale o un serpente, forti contenitori di una polpa compatta e coloratissima che poteva resistere per lungo tempo in ambienti asciutti, così ricca di semi festosi ai quali si riconoscevano capacità medicamentose e la propiziazione del denaro.




DENARO & PROSPERITA’

Tra i primi ad accogliere iconograficamente questa novità, a poco più di vent’anni dalla scoperta dell’America, fu Raffaello che fece rappresentare al suo collaboratore, Giovanni da Udine una grossa zucca di provenienza americana, aperta alla base come una cornucopia ricca di semi – e pertanto di denaro – trasformandola in un nuovo attributo di Ermes–Mercurio, l’alato messaggero degli dei, il dio dell’intelligenza concreta e pertanto, l’olimpico protettore dei commerci.

Era un’immagine che intendeva propiziare una continuità d'abbondanza e fortuna al banchiere senese Agostino Chigi, amico di Raffaello, committente degli affreschi, che era diventato ricchissimo con il commercio di allume e che aveva aperto, con fortuna, un banco finanziario.

La zucca aperta, nell’affresco, è come la pentolaccia negli antichi giochi popolari che libera il seme-denaro, facendo piovere sonanti monete su chi l’ha colpita.



Al di là del simbolismo il frutto aveva in sé connotati regali : era un soggetto straordinariamente pittorico, spesso sagomato a livello della scorza, quanto il copricapo alla turchesca … era allegro, imponente e prodigioso.


Arcimboldo Autunno

Giuseppe Arcimboldo - Autunno (della serie Quattro stagioni, 1573)

L'Autunno è rappresentato come un uomo dai lineamenti grossolani, poco gentili … come la Primavera, guarda verso sinistra. La capigliatura è composta esclusivamente da uve e viti, alla cui sommità si trova una zucca, contraltare al giglio della Primavera.


 

Giuseppe Arcimboldi Vertumnus Rudolf II 1590

Giuseppe Arcimboldo - Vertumno (1590)

Il dipinto raffigura l'imperatore Rodolfo II d'Asburgo come Vertumno, il dio romano del mutamento di stagione, ed è pertanto noto anche come L'imperatore Rodolfo II in veste di Vertumno.

Insieme a una ricca varietà di fiori, frutta e ortaggi provenienti da ogni periodo dell'anno (come spighe, pannocchie di mais, pere, pesche e ciliegie), la zucca contribuisce a simboleggiare l'abbondanza, la fertilità e il dominio universale dell'imperatore sul creato.




LA ZUCCA : una scultura vegetale, una ceramica, un oggetto che, come il pomodoro, ebbe inizialmente caratteri eminentemente decorativi presso le élites, per poi entrare nei menù, con sapori di contrappunto che avrebbero anticipato la nouvelle cuisine.

 

 

TORTELLI e CAPPELLACCI di ZUCCA

Ricette Rinascimentali alle corti degli Este e dei Gonzaga


Cristoforo Messisbugo, che fu cuoco alla corte dei Gonzaga dove lavorò chiamato dalla marchesa di Mantova Isabella d’Este, nel 1549, pubblica per primo una ricetta di ritortelli di zucca nell’opera Banchetti, composizioni di vivande et apparecchio generale.


Alcuni decenni dopo, nel 1584, tortelli e cappellacci trovano entrambi accoglienza nel trattato Dello Scalco di Giovan Battista Rossetti, scalco e cuoco alla corte Estense.


La disputa tra Mantova e Ferrara sulla paternità del piatto è antica quanto la diffusione della zucca in quell’area (anche se Isabella era nata e cresciuta a Ferrara come lo stesso Messisbugo che apprende l’arte della cucina dal padre già cuoco per gli Este di Ferrara).



TORTELLI MANTOVANI e CAPPELLACCI FERRARESI

La sfoglia è sempre di uova e farina, tirata sottile per valorizzare il sapore delicato del ripieno. E se la farcitura dei tortelli presenta molte variazioni a seconda della località di provenienza, quella dei cappellacci è sempre la stessa. 

Nei tortelli, oltre a zucca, mostarda e amaretti, celebre la versione di Mantova, puoi trovare anche uvette, marmellata di arance, canditi tritati, liquore di anice.

 

I cappellacci ferraresi sono gli unici ad avere un ripieno di sola zucca. 
Tra tutti sono quelli meno dolci e speziati anche se i ferraresi mitigano la dolcezza propria della zucca con il condimento scegliendo un saporito ragù di carne.

 

 

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Cappellacci ferraresi con ZUCCA VIOLINA (Butternut) – una varietà di Cucurbita moschata


 

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Il nome si riferisce al cappello del contadino. La sfoglia è ruvida e tirata a mano.

 

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Il ripieno è ricco e semplice allo stesso tempo: zucca cotta al forno, tanto Parmigiano o Grana Padano per legare e noce moscata che si deve sentire.



 

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Tortelli con  ZUCCA MANTOVANA (Cucurbita maxima – varietà Marina di Chioggia, piacentina, mantovana, americana, giapponese e Cucurbita moschata – Delica). È caratterizzata dalla polpa dura e dal sapore dolciastro. Le varietà più diffuse sono "Cappello del prete" e "Delica".

 

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Non c'è autunno né inverno senza che a Mantova si diffonda il profumo della zucca cotta, ingrediente principale dei tortelli di zucca, un glorioso primo piatto vanto della città dei Gonzaga. Una ricetta codificata sin dal Rinascimento che porta forte il segno del gusto dell’epoca: agrodolce e ricco, con ingredienti sontuosi e adorabilmente demodé, come gli amaretti e la mostarda mantovana, che danno il tipico gusto dolce al ripieno racchiuso in una sfoglia di pasta all'uovo.

 

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Oggi i tortelli di zucca si consumano tipicamente la sera della Vigilia di Natale, ma noi siamo certi che una volta assaggiati vorrete ripetere l'esperienza durante tutta la stagione fredda, magari in occasione di Halloween che ha come simbolo proprio la zucca. Una pietanza indimenticabile da condividere con amici e familiari che vi farà sentire come alla corte di un principe!


 

 

La ZUCCA protagonista nelle NATURE MORTE seicentesche


Nei primi decenni del Seicento assistiamo, nell’arte, allo sviluppo dello still life, le cui basi furono poste tra i Paesi fiamminghi, Cremona, Milano e Bologna alla metà del XVI secolo. Si recuperava, in questo modo, la pittura romana degli xenia, dipinti di frutta che sottolineavano la ricchezza della casa e richiamavano, sullo stesso edificio, nuova prosperità, attraverso il dono reale di frutta, in un cestino, agli invitati che avevano partecipato al pranzo.



Caravaggio Still Life with Fruit 1603

Caravaggio, Natura morta con frutta (1601-1605)



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Jan Anton van der Baren, Natura morta con zucche (1657)



E le zucche spandono la loro natura prospera in diverse tele. Va sottolineato un aspetto sociale e antropologico di rilievo:

gli artisti mettono in rilievo zucche americane nelle nature morte, mentre nelle pitture di mercati o osterie evidenziano la presenza di zucche a forma di fiaschetta, collegandole essenzialmente al mondo popolare dei lavoratori o dei pellegrini.


Georges de La Tour san giacomo maggiore 1624-1650


Georges de La Tour, San Giacomo Maggiore (1624-1650)

 

Bimbi

Bartolomeo Bimbi, Zucca del giardino granducale di San Francesco a Pisa, 1711

 

 

Daumier-REGINA

Honoré Daumier, La regina delle zucche riceve l’omaggio dei suoi proprietari, 1865

 

 

Renoir


Pierre-Auguste Renoir, Natura morta con frutta, 1882, olio su tela, Collezione privata

 

 

Nikolay Dmitrievich Kuznetsov Ortaggi

Nikolay Dmitrievich Kuznetsov, Ortaggi, 1888, olio su tela, cm 54×89

 

 

Peel CAMPO

Paul Peel (1860-1892), Campo di zucche

 

 

Contadino Weilth

Newell C. Wyeth, Contadino con zucca, ca. 1910

 

 

Evening Post

Joseph Christian Leyendecker, Copertina per il Saturday Evening Post, 1913

 

 

 

Matisse-zucca verde

Henri Matisse, La zucca verde, 1916

 

 

Helion

Jean Hélion, Natura morta con zucca, 1948

 

 

Norman Rockwell ZUCCHE SPETTRALI

Norman Rockwell, Zucche spettrali, 1969

 

Jamie Wyeth Testa di zucca

Jamie Wyeth, Testa di zucca, autoritratto, 1972



AGROSFERA StefaniaAdami La zucca

Stefania Adami, La zucca

AGROSFERA. Storie di tradizione e innovazione. Progetto fotografico FIAF 2026





Le ZUCCHE in gomma piuma colorata di Piero Gilardi …

ARTE POVERA



Piero Gilardi Zuccaia

 

 

Piero Gilardi Zuccaia dett

Piero Gilardi, Zuccaia (1966) della serie "Tappeti-natura"



Dalla ZUCCA CARROZZA di Cenerentola alla ZUCCA A POIS della giapponese Yayoi Kusama …


CARROZZA ZUCCA



2024 – Svelata negli spazi aperti della Serpentine Gallery di Londra Pumpkin, la più grande scultura in bronzo mai realizzata da Yayoi Kusama che rende omaggio alla zucca giapponese, uno degli elementi più presenti nell’immaginario creativo dell'artista fin dalla sua infanzia.

La scultura, alta 6 metri e larga 5,5 metri, sarà installata presso il Round Pond dei Kensington Gardens.


Yayoi-Kusama londra

 

Decorata con il caratteristico motivo "a pois", marchio di fabbrica di Kusama, la zucca simboleggia la serenità e la gioia di vivere, dialogando con l'ambiente circostante e consentendo al pubblico di osservarla da numerose prospettive diverse.



2024 - La monumentale “zucca” di Yayoi Kusama arriva in Australia

Dancing Pumpkin, una scultura in bronzo alta 5 metri e pesante oltre nove tonnellate, sarà esposta al NGV International di Melbourne.



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Questa spettacolare zucca, caratterizzata da undici gambe gialle e nere ricoperte di pois, sembra danzare sollevandosi in aria, conferendo al motivo iconico di Kusama una dimensione inedita di movimento e gioia.



Guido GOBINO – il maestro del cioccolato – incontra la ZUCCA

Tre ricette diverse per esaltare uno degli ingredienti di stagione più amati: la Zucca.
La combinazione con il Cioccolato Gobino dà vita a gusti sorprendenti e unici, capaci di stupire.

Protagonista è la Zucca di Piozzo - Presidio Slow Food - proposta in tre interpretazioni:

Zucca aromatizzata allo Zafferano, avvolta in Gianduja Maximo.
Zucca candita con Macis e scorza di Limone di Sicilia, ricoperta con Gianduja Maximo.
Zucca con Curcuma, Salvia e fiocchi di Sale, ricoperta di Cioccolato bianco.



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Rif. articoli " ZUCCA ... ZUCCATA !! " (2015) e ZUCCA : DOLCETTO o SCHERZETTO ?? (2018) nella sez. Cibo e Arte



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