Quattro giorni di incontri, degustazioni, mercati e confronto tra produttori, contadini, pescatori, cuochi, giornalisti e appassionati. Si è chiusa a Torino l’edizione numero 16 di Terra Madre Salone del Gusto, organizzata per celebrare anche i 40 anni di Slow Food e i 30 anni del Salone del Gusto. Un’edizione che ha portato nel centro della città persone e comunità provenienti da tutto il mondo, unite dal tema della biodiversità e dalla difesa di un sistema alimentare più sostenibile.

Il claim “Biodiversity – Be Diversity” ha accompagnato una manifestazione che ha trasformato strade, piazze, cortili e luoghi della cultura torinesi in spazi di incontro. Il tema della biodiversità è stato al centro anche della cerimonia inaugurale, durante la quale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato l’importanza di una grande alleanza tra chi produce, trasforma e consuma il cibo per tutelare la diversità e promuovere la pace.
< In un mondo attraversato da conflitti e divisioni, la diversità è il punto di partenza per immaginare una società globale fondata sull’apertura, sul rispetto reciproco e sulla solidarietà > ha dichiarato la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini. Il cibo, ha aggiunto, può rappresentare uno strumento di dialogo tra i popoli e la produzione alimentare un’occasione per costruire un rapporto più equilibrato con le risorse naturali.
I NUMERI DI TERRA MADRE 2026
I numeri restituiscono la dimensione internazionale della manifestazione: 1.500 delegati della rete Terra Madre provenienti da 120 Paesi, oltre 600 espositori tra produttori, artigiani, birrifici e realtà dello street food, più di 130 Presidi Slow Food e oltre 700 studenti coinvolti nelle attività educative.
Il programma ha raccolto circa 1.000 appuntamenti, tra 200 conferenze, 65 Laboratori del Gusto, più di 60 Appuntamenti a Tavola e oltre 400 iniziative organizzate negli spazi di partner, Regioni e istituzioni. A questi si sono aggiunte le attività di Terra Madre Off, con oltre 90 realtà torinesi coinvolte tra ristoranti, associazioni, spazi culturali e case di quartiere.
Grande partecipazione anche agli appuntamenti professionali: circa 400 buyer e operatori del settore hanno preso parte alle attività realizzate con il supporto di ICE-Agenzia e della Camera di commercio di Torino.
<La scelta di vivere questa manifestazione nel cuore della città si è rivelata vincente>, hanno sottolineato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori Paolo Bongioanni e Marco Gallo, evidenziando il ruolo della manifestazione nel promuovere le produzioni agroalimentari e la biodiversità piemontese.
Per la città di Torino, l’edizione ha rappresentato anche una grande prova di partecipazione: oltre 600 volontari hanno collaborato alla gestione dell’evento, insieme a più di 100 studenti dell’Istituto Alberghiero Colombatto e agli studenti dell’Istituto Gioberti impegnati nelle attività educative.
La nostra TERRA MADRE
MIELI d’ITALIA al Giardino Forbito




Pedalata IREN in piazza San Carlo
IREN - Radici: la rete che nutre, connette e rigenera

Alle radici del gusto. Tra identità e contaminazione
Alle GALLERIE d’ITALIA 4 storie dal mondo con Mary Valeriano, Duncan Okech, Fidaa Abuhamdiya, Piero Ling. Modera: Maurizio Crosetti, La Repubblica.

Educare al gusto non solo è possibile ma anche necessario. E lo si può fare attraverso la conoscenza delle culture. In un mondo globalizzato, dove le frontiere sono spesso solo ideologiche, a Terra Madre portiamo un racconto tra identità e contaminazione, tra cultura e cibo.
I MAESTRI DEL GUSTO in piazza Carlo Alberto

STOCCAFISSO
PASTA REALE e BIRRA filodilana
AMIAT – Look at you!
ARCA del GUSTO in 18 volumi



Tra i progetti presentati durante Terra Madre c’è anche il lavoro dedicato all’Arca del Gusto, con i 18 volumi che raccolgono prodotti e tradizioni a rischio di estinzione censiti dalla rete Slow Food. Gli Atlanti, realizzati con il contributo del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, di Ismea, dei Borghi più Belli d’Italia e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, saranno ora portati nelle associazioni territoriali, nei mercati, nelle osterie, nelle scuole, nelle università e nelle biblioteche.

SLOW FOOD


SLOW FOOD ARENA


IS PIEMONTE - Muffin Zucca di Piozzo, Focaccia dolce



Il GIOCO dell’OCA nel Cortile di Palazzo Reale
Presidi Slow Food nel mondo SVIZZERA GIAPPONE FILIPPINE PERU





MERCATO : da via Roma a piazza Vittorio
4 forme di formaggio : gioco-test in Trentino Alto Adige !!
AGLIO nero cremoso … FAVE fritte … OLIVE tostate …

Alle radici del gusto. Tra identità e contaminazione
Alle GALLERIE d’ITALIA 4 storie dal mondo : il CIBO comun denominatore
con Mary Valeriano, Duncan Okech, Fidaa Abuhamdiya, Piero Ling.
Modera: Maurizio Crosetti, La Repubblica.

La palestinese Fidaa e il TIMO alla base della colazione tradizionale con pane e olio
In Palestina, l'abitudine di mangiare pane, olio e timo si esprime attraverso lo za'atar, una celebre miscela di erbe e spezie che unisce timo selvatico o origano siriano, semi di sesamo tostati, sommacco e sale.
Il rito: Si intinge prima il pane fresco (spesso il pane arabo o una focaccia come il manakish) nell'olio d'oliva extravergine e poi direttamente nello za'atar.
Il momento: È un caposaldo della colazione palestinese e levantina, energetico e ricco di antiossidanti.
Il significato: Il timo e l'olio d'oliva sono simboli profondi di radici, identità e resistenza culturale della terra palestinese
Fidaa Abuhamdiya, nata nel 1982 a Hebron, è cuoca, food blogger, mediatrice culturale, interprete e docente. Dopo gli studi di cucina a Gerusalemme, si è trasferita in Italia, dove ha conseguito una laurea in Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione e un Master in Nutrizione di Comunità ed Educazione Alimentare presso l’Università di Padova. Ha lavorato presso Le Calandre, ristorante tre stelle Michelin, e in diversi contesti della ristorazione italiana. Attraverso il cibo racconta e promuove la cultura e il patrimonio palestinese. Nel 2016 ha pubblicato, insieme a Silvia Chiarantini, il ricettario Pop Palestine Cuisine.
La brasiliana Mary (nonno italiano) e la MANIOCA
La manioca (conosciuta in Brasile anche come mandioca, aipim o macaxeira) è una radice tuberosa nativa della regione amazzonica ed è uno degli alimenti fondamentali della cultura e della gastronomia brasiliana.
Radice indigena: Coltivata da oltre 7.000 anni, era la base dell'alimentazione delle popolazioni native del Brasile prima dell'arrivo dei colonizzatori.
Pane della terra: Lo storico Luís da Câmara Cascudo l'ha definita il "pão da terra" perché ogni parte della pianta viene sfruttata ed è essenziale per la sopravvivenza, specialmente nelle regioni del Nord e Nordest del Brasile.
Nomi e Varietà in Brasile
Mandioca / Manioca: Termine più diffuso nel sud e nel sudest del paese.
Aipim o Macaxeira: Nomi comunemente usati per indicare la varietà dolce e tenera, spesso consumata semplicemente bollita.
Mary Valeriano, nata in Brasile, vive in Italia da oltre trent’anni, dove ha lavorato a lungo come cuoca e dal 2019 è mediatrice culturale. Il racconto Pane quotidiano. Bussola per la terra promessa è stato pubblicato all’interno dell’antologia del Concorso letterario Lingua Madre Duemilaventicinque, nato su ispirazione di Carlo Petrini. Nel 2026, ha vinto la Menzione speciale Slow Food dello stesso concorso con il racconto Piante Alberi Rivoluzioni. Firenze
Il cinese Piero … contaminazione della cucina asiatica con
quella italiana
In Cina il pesce d'acqua dolce (come carpe, carassi e amur) è molto diffuso e viene cucinato soprattutto con cotture al vapore, in umido o arrostito con spezie forti.
In Italia l’incontro con le trote di Ceresole Reale
Piero Ling, cinese di nascita, piemontese di adozione. Ha viaggiato tra Cina e Italia, portando nei due Paesi diversi progetti di Slow Food e contribuendo alla nascita di Slow Food China. Cuoco dell’Alleanza Slow Food, è il titolare – insieme alle sorelle – del Ristorante Zheng Yang di Torino
Il Keniota Duncan dalle baraccopoli di Nairobi a Pollenzo
con Carlo Petrini … oggi agronomo a Palermo … una storia di riscatto
Duncan Okech, Alunno dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, autore del libro Tieni il tuo sogno seduto accanto a te (Slow Food Editore 2020) è gastronomo della Cooperativa Valdibella a Camporeale, prima Comunità del cambiamento di Slow Food nel 2020. Da Nairobi (Kenia) a Palermo come agronomo.
Il CIBO come strumento di dialogo
Per Edward Mukiibi, riconfermato presidente di Slow Food durante l’Assemblea dei partecipanti, l’eredità di Carlo Petrini passa dalla consapevolezza che il cibo non può essere separato dalle condizioni ambientali, sociali e politiche in cui viene prodotto e consumato.
< Non può esserci giustizia alimentare senza pace, né pace duratura senza giustizia > ha affermato Mukiibi, indicando nella diversità, nella solidarietà e nella cooperazione alcuni dei principi sui quali costruire sistemi alimentari più equi.
È una visione che Slow Food intende portare avanti anche dopo la chiusura di Terra Madre, attraverso la propria rete internazionale e i progetti rivolti alle nuove generazioni, alla biodiversità e alle aree rurali.


Reportage fotografico by Barbara CARICCHI e Mauro DRAGONI
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