“Atelier dei Moderni. Matisse, Braque, Picasso, Bacon”

alla Reggia di Venaria - Sale delle Arti - fino al 14 febbraio 2027.



Il progetto biennale che vede il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude coinvolto nel dialogo con alcune istituzioni culturali francesi continua con una mostra di grande attrazione basata sulle collezioni del Museo di Beaux Arts di Lione, una delle più prestigiose istituzioni museali francesi, custode di una collezione che attraversa oltre duemila anni di storia dell’arte e che, per il Novecento, rappresenta uno dei più importanti nuclei pubblici europei.



“Atelier dei Moderni. Matisse, Braque, Picasso, Bacon” -

un affascinante viaggio attraverso la pittura del XX secolo, esplorando l’evoluzione dell’arte moderna europea attraverso i suoi protagonisti e il luogo in cui tutto ha avuto origine: l'ATELIER.

 




A Matisse

Matisse

 

A braque

Braque

 

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Picasso

 

A Francis Bacon

Bacon



A cura di Sylvie Ramond, la mostra propone una lettura non lineare del XX secolo, restituendone la complessità attraverso movimenti, influenze e connessioni.

Accanto ai nomi più celebri — Henri Matisse, Pablo Picasso, Georges Braque e Francis Bacon — il percorso mette in dialogo artisti come Raoul Dufy, Max Ernst, Fernand Léger, Jean Dubuffet, Sonia e Robert Delaunay, Pierre Soulages, Nicolas de Staël , Simon Hantaï, André Derain, Wifredo Lam …


Ne emerge un Novecento inteso come un grande laboratorio di idee, nel quale ogni generazione raccoglie, trasforma e rilancia le intuizioni di quella precedente.


Dall’esplorazione del colore alla frammentazione dell’oggetto, dall’inconscio alla non-figurazione, dall’arte informale al rapporto tra gesto, luce e spazialità.

L’esposizione invita a rileggere la modernità come una trama di incontri, influenze e trasformazioni, nata proprio nell’ ATELIER - fulcro di creazione e sperimentazione.

Il concetto di atelier diventa il filo conduttore che permette di entrare nel cuore della creazione: non soltanto lo spazio fisico in cui l’opera prende forma, ma un luogo intimo di sperimentazione, confronto e scambio.

Alcune opere in mostra, tra cui quelle di Braque, Raoul Dufy e Léonard-Tsuguharu Foujita, evocano direttamente questa dimensione.



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Raoul Dufy, L’atelier con l’uva, 1942, olio su tela

 

 

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Léonard-Tsuguharu Foujita



Le fotografie degli studi degli artisti, disseminate lungo il percorso espositivo, contribuiscono a raccontare questa dimensione intima e creativa.


Particolare attenzione è dedicata a Henri Matisse, per il quale l’atelier e la figura della modella rappresentano temi centrali di una lunga ricerca. A raccontarlo è anche Katia con la camicia gialla, del 1951, scelta come immagine della mostra.



 

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Henri Matisse, Katia con la camicia gialla, 1951, olio e tracce di matita su tela



Atelier dei Moderni evidenzia gli aspetti della libertà creativa e della rivoluzione estetica che hanno segnato l’arte del Novecento : dalla ricerca della purezza delle forme e del colore fino alle tensioni drammatiche dell’Espressionismo e dell’arte figurativa postbellica.



Sono quindici le sezioni che articolano il progetto espositivo, alternando nuclei monografici e approfondimenti tematici.



La mostra inizia dall’ eredità di grandi maestri come Edgar Degas, Paul Cézanne e Henri de Toulouse-Lautrec, per arrivare alle opere di artisti come Suzanne Valadon, Émile Othon Friesz e Pablo Picasso.


 

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Suzanne Valadon, Marie Coca e sua figlia Gilberte, 1913, olio su tela.



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Othon Friesz, L’amaca, 1912, olio su tela



Ampio spazio è dedicato inoltre alla ricerca sul colore, attraverso le opere di Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Robert e Sonia Delaunay e Alexej von Jawlensky.


 

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Pierre Bonnard, Fiori su un camino a Le Cannet (Villa Le Bosquet), 1927, olio su tela.

 

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Robert Delaunay, Ritmo, 1934, olio su carta applicata su cartone



Un’altra sezione analizza la progressiva frammentazione e trasformazione dell’oggetto nella pittura di Georges Braque.


 

BRAQUE

Georges Braque



Si prosegue con il ritorno alla figurazione degli anni Venti e Trenta con Rouault e Severini



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Albert Marquet, Rouen, quai de Paris, 1912, olio su tela



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Henri Matisse, L’antiquario Georges Joseph Demotte, 1918, olio su tavola




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André Derain, Ritratto di donna, 1927 circa, olio su tela





Dall’Esplorazione dell'inconscio attraverso Max Ernst, Wifredo Lam e Victor Brauner all’opera dei grandi maestri del secondo dopoguerra, tra cui Fernand Léger, Pablo Picasso e Henri Matisse.


 

Fernand Leger

 

Fernand Léger


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Pablo Picasso, La credenza del Catalan (Le Buffet du Catalan), 1943, olio su tela

Dipinto realizzato nel periodo della Seconda guerra mondiale e dell'occupazione tedesca. Raffigura la credenza in legno bruno decorata a volute e una fruttiera con ciliegie all'interno del ristorante "Le Catalan" a Parigi, un locale che Picasso frequentava assiduamente in quegli anni difficili e di austerità.

Il dipinto è caratterizzato da una geometria spigolosa, tesa e quasi aggressiva che rielabora la lezione del Cubismo, riflettendo la tensione silenziosa e il trauma del periodo bellico.




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Raoul Dufy, Il Cargo nero, 1952, olio su tela




La mostra affronta quindi la non-figurazione (Bazaine, Manessier), la rottura di Dubuffet e l’arte informale (Fautrier, Tàpies); l’interazione tra nero e luce con le opere di Pierre Soulages e Anna-Eva Bergman (oro di Klimt); il rapporto tra materiali, gesto e spazialità (Debré, Asse); fino al dialogo tra figura e animalità nella pittura di Francis Bacon.

 

 

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Francis Bacon, Bullfight



A chiudere il percorso espositivo è una nuova riflessione sull’opera di Matisse attraverso il confronto con artisti come Simon Hantaï e Shirley Jaffe.



Il concetto di atelier non rimane confinato alle sale espositive, ma si estende anche al pubblico più giovane attraverso un programma di laboratori e percorsi educativi. Un’area didattica dedicata permetterà a ragazzi di entrare idealmente nello studio dell’artista, sperimentando tecniche e materiali.



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