22 OTTOBRE 2026 – Alle GALLERIE d’ITALIA Torino apre al pubblico
"Anastasia Samoylova. Harbor", la prima mostra personale in Italia
dell'artista, realizzata su committenza di Intesa Sanpaolo.
Oltre sessanta fotografie raccontano sette città portuali europee - Genova, Venezia, Rotterdam, Marsiglia, Lisbona, Atene e Istanbul - esplorando il rapporto tra commercio globale, trasformazioni urbane e attività umane.
< Con HARBOR continua il lavoro delle Gallerie d'Italia dedicato all'Europa > sottolinea Michele Coppola, responsabile Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo. < La committenza affidata ad Anastasia Samoylova ci conduce in viaggio nei porti europei: con evidenza e bellezza, le sue fotografie raccontano il fascino, le trasformazioni e le complessità di questi luoghi che da sempre accompagnano la storia e lo sviluppo del vecchio continente. Il progetto completa il percorso espositivo di Wandering Europe di Luca Campigotto, ampliando la riflessione sui temi del nostro tempo>.

Cargo Ship, Lisbon, 2026 © Anastasia Samoylova
AM Club - Visita guidata alla mostra con la curatrice Emanuela Mazzonis di Pralafera alla scoperta dell’opera di Anastasia Samoylova.
Attiva tra fotografia, pittura e installazione, l’artista indaga il modo in cui le immagini influenzano la percezione della vita contemporanea, con particolare attenzione alla crisi ambientale, ai consumi e all’immaginario politico, mettendo in luce le tensioni tra superficie e struttura, seduzione e instabilità, realtà e rappresentazione.
HARBOR: le città portuali europee raccontate attraverso la fotografia
Il percorso esplora i porti come luoghi di passaggio e trasformazione, evolutisi nel tempo e nello spazio e contraddistinti dall’irrefrenabile espansione commerciale, dal pericolo dell’instabilità climatica, dalle criticità degli scambi migratori e dalla sconfinatezza della saturazione visiva. Spazi strutturali di incontro e di frontiera, segnati da contrasti tra ricchezza e povertà, inclusione ed esclusione e dall’intreccio di passato, presente e futuro, i porti diventano nelle fotografie di Samoylova un punto di osservazione delle tensioni che attraversano la contemporaneità.
La ricerca si inserisce nel percorso di indagine che Anastasia Samoylova dedica al paesaggio contemporaneo e alle trasformazioni ambientali, già affrontata con FloodZone, progetto avviato dopo il trasferimento a Miami Beach nel 2016 e dedicato agli effetti dell'innalzamento del livello del mare in Florida.
In Harbor l'attenzione si concentra sulle città portuali e sulle infrastrutture che ne determinano l'identità, restituendo un'immagine complessa del rapporto tra paesaggio costiero, attività economiche e presenza umana. La dimensione ambientale emerge così all'interno di una riflessione più ampia sulle trasformazioni che investono i territori e sulle modalità con cui le società contemporanee li abitano e li modificano.

Cranes - Lisbon, Portugal 2026. Sullo sfondo Ponte 25 de Abril
Cifra stilistica dell’artista la stratificazione che si ritrova nelle immagini ma anche nell’allestimento della mostra con una foto affissa su ogni wall paper …
Non solo navi da cargo e navi da crociera … Venezia nell’acqua dei canali , nelle affissioni stropicciate del Tintoretto, nelle stampe su pannelli inchiodati a muri degradati …

Venezia - Chiesa di Santa Maria del Rosario
Mantenendo un legame con la tradizione documentaria, Samoylova, con la visione caleidoscopica che la contraddistingue, costruisce immagini in cui l’attenzione alla realtà si accompagna a una composizione visiva articolata, capace di restituire i porti sia come infrastrutture fisiche sia come paesaggi simbolici.
Le immagini nascono da un'osservazione attenta e prolungata della realtà: riflessi, vetrate e sovrapposizioni visive mettono in relazione elementi diversi, facendo convivere più livelli di lettura nella stessa inquadratura. La fotografia diventa così uno strumento per interrogare il paesaggio, più che per descriverlo, invitando il pubblico a soffermarsi sui dettagli e a riconsiderare ciò che crede di conoscere.

Reflection in Model Ship - Istanbul,Turkey 2026
Navi di ogni forma e dimensione, gru, carrelli elevatori, banchine, container, macchinari, tubolari, funi, ganci e attrezzi di ogni tipo si intrecciano alla presenza umana in fotografie scandite da colori, riflessi, ombre e sovrapposizioni.
Lontano dalle consuete vedute panoramiche, ogni scatto invita a soffermarsi sui dettagli e a riconoscere le relazioni tra i diversi elementi.
Prospettive, primi piani e tagli asimmetrici richiedono un’osservazione prolungata, che permette di cogliere la complessità di questi luoghi oltre la prima impressione.

Cruise Ships L’Estaque – Marseille, France 2026
La ricerca si confronta con due importanti riferimenti della storia della fotografia: Germaine Krull, pioniera di uno sguardo moderno sul paesaggio industriale, e Luigi Ghirri, che ha trasformato l'osservazione dei luoghi quotidiani in una riflessione sul rapporto tra immagine e realtà.
Germaine Luise Krull (1897-1985) è stata una fotografatedesca, pioniera tra gli anni venti e quaranta del Novecento della fotografia d'avanguardia e del fotogiornalismo moderno.
Ha vissuto una vita bohémien e attraversato quattro continenti, dando contributi significativi nel campo della fotografia urbana e del reportage. La sua opera più nota è il fotolibro Métal (1928), in cui ha ritratto le macchine e le strutture industriali in diverse località europee, nello stile fotografico della Neues Sehen.
Le immagini di HARBOR restituiscono così la complessità dei paesaggi portuali contemporanei. Attraverso uno sguardo attento ai dettagli e alle contraddizioni, Samoylova invita a ripensare il rapporto con il mare e con le città, al di là di una visione puramente funzionale o spettacolare.
Nelle due sale espositive prue di navi con pannelli blu e wall paper :
nella sala superiore si fronteggiano sui lati corti due immagini di Marsiglia … nelle fotografie esposte primeggiano le navi e l’assenza umana
nella sala inferiore protagonista Istanbul : la cupola della nave da crociera in dialogo con la cupola della moschea … nelle fotografie appare l’uomo …

Passengers on Cruise Ship - Istanbul
Una proiezione accompagna le fotografie con una composizione musicale originale di Clive Chang.
Traendo ispirazione dagli scatti, Chang ha composto una partitura per diversi strumenti – tra cui pianoforte, archi, ottoni e percussioni – creando un dialogo sonoro che riecheggia e amplifica alcune delle tensioni al centro di Harbor: l'interazione tra acqua e metallo, immobilità e movimento, arrivo e partenza.
La sua conoscenza diretta di molte delle città ritratte e delle loro peculiarità materiche ha orientato le sue scelte in merito alla struttura armonica e alla strumentazione. L'obiettivo non era quello di replicare i suoni ambientali, bensì di far emergere ulteriormente le tensioni evocate dalla rappresentazione di questi luoghi offerta da Samoylova.

Paint Stripping – Rotterdam 2026
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