
Il noto Festival giunto alla 76° edizione fa parlare tutti di tutto e di più …
Come sempre del resto bisogna attendere la fine della terza serata per farsi un’idea globale della kermesse musicale, visto il grande numero di artisti in concorso …
La prima serata è per forza di cose una maratona serrata nel rispetto dei tempi che imbriglia un po’ tutti … ma è necessaria e serve a rompere il ghiaccio … bravo chi resiste fino alla fine …
Il gossip più eclatante è sul look dell’atteso Can Yaman , l’attore turco del Sandokan contemporaneo. Bravo e disinvolto, ma con un fisico palestrato difficile da vestire, passa da un outfit meno formale che più gli si addice ma che mostra un petto stra oliato / sudato per l’emozione ad uno più castigato fin troppo strizzato …

La seconda serata consente ritmi più rilassati … il momento clou è con Achille Lauro che canta "Perdutamente" per le vittime di Crans-Montana.
Atmosfera densa e toccante in bianco e nero all'Ariston. Il soprano Valentina Gargano e un imponente coro di 20 elementi per accompagnare l'omaggio dell'artista alle giovani vittime del rogo di Capodanno in Svizzera. Pubblico in piedi.

Ad introdurre l'omaggio è stato lo stesso Carlo Conti che visibilmente emozionato ha detto: < Achille canta per quei ragazzi che sono morti e per quelli che lottano ancora, affinché queste tragedie non accadano più >

Lauro in total white si è esibito sulle note di "Perdutamente", il suo brano che la madre di una delle giovani vittime ha cantato durante i funerali del figlio. Alla fine la platea dell'Ariston ha tributato una standing ovation. < Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita. Se questa cosa possa aver confortato in questo modo anche solo una persona per noi era un dovere > ha detto Lauro.
La terza serata lascia spazio alla leggerezza : è il momento di Ubaldo Pantani nei panni di Lapo che scende la scalinata come se stesse entrando in un consiglio d'amministrazione del patriottismo.
Guarda Carlo Conti e lo chiama Fabio Fazio. <Senza tavolo e senza acquario c’è più spazio> dice, e già si sente il rumore dei congiuntivi che cadono come grandine. Conti lo corregge, ma invano.

Eros Ramazzotti torna dove tutto è cominciato, e con Alicia Keys incanta l’Ariston.

Il cantante romano, vincitore del festival nel 1986 con il brano "Adesso tu", si è raccontato sul palco del Teatro Ariston. Poi ha scelto di cantare la canzone "L'Aurora" dedicata alla figlia con la musicista statunitense Alicia Keys. Una esibizione perfetta che ha conquistato la platea. E Ramazzotti si è asciugato qualche lacrima sul viso.
Splendido il sorriso e la spontaneità di Alicia Keys per la prima volta sul palco dell’Ariston !!
Sanremo 2026 : MEMORIA FAMIGLIA INCLUSIONE LEGGEREZZA
MEMORIA : il ricordo del padre fondatore Pippo Baudo, di una grande interprete Ornella Vanoni, di un amato maestro Beppe Vessicchio, delle vittime di Crans-Montana …
FAMIGLIA : dai figli d’arte ai testi delle canzoni in gara, fino ai saluti degli artisti …
INCLUSIONE : dal coro Anffas La Spezia alla storia di Paolo Sarullo vittima di bullismo …
LEGGEREZZA : Lillo con il celebre passo “doppio Anagni”, l’incursione dei “polistrumentisti” Virginia Raffaele e Fabio De Luigi, le mille voci di Ubaldo Pantani …
Con la terza serata si chiude un ciclo : tutti i 30 cantanti si sono esibiti 2 volte sul palco …
Nicolò Filippucci è il vincitore delle nuove proposte del Festival di Sanremo 2026. Con il brano “Laguna” Il cantante ha vinto contro Angelica Bove che con “Mattone” si aggiudica il Premio della Critica “Mia Martini” e quello della Sala Stampa “Lucio Dalla”.


Adesso l’attesa per la serata più intrigante, quella delle cover con duetti anche inaspettati !! Venerdì 27 FEBBRAIO.
Il Coro del Teatro Regio di Parma, il violoncello di Stjepan Hauser, la grazia del primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko: uno stuolo di artisti è approdato all’Ariston al servizio dei 30 big in gara per la quarta serata di Sanremo 2026, la più attesa, dei duetti e delle cover, aperta dalla spumeggiante Elettra Lamborghini che ha chiamato a sé le tre sorelle Muñoz, ovvero il gruppo spagnolo Las Ketchup, invitando l’Ariston a muoversi al ritmo di Aserejé .

Se l’Ariston non si scomoda per Elettra, lo fa invece per Cristina D'Avena : al microfono è lei la regina tra le Bambole di pezza. E non solo quando intona Occhi di gatto, ma anche sul ritmo dei Led Zeppelin.

Malika Ayane è da urlo in completo da uomo e tacchi a spillo. Quando tocca le note più alte di Mi sei scoppiato dentro il cuore, la commozione bussa. Con lei l’attore Claudio Santamaria.

Fulminacci e Francesca Fagnani hanno interpretato Parole parole. L'esibizione ha visto un "duetto invertito", in cui il cantautore ha interpretato le parti vocali solitamente cantate da Mina, mentre la giornalista ha recitato quelle di Alberto Lupo.
Fulminacci ha descritto la collaborazione come un omaggio alla televisione italiana degli anni '70, apprezzando la disponibilità della Fagnani a mettersi in gioco in modo ironico e leggero.

Una bella sorpresa è il duetto di Dargen D’Amico con Pupo, sulla tromba di Fabrizio Bosso. Su di noi diventa un inno pacifista. “Su di noi”, canta Pupo. “Qui si parla solo di armi”, rappa Dargen. “Su di noi”, “e in strada solo soldati”. E sul finale cita anche Papa Francesco: “Non rassegniamoci alla guerra”.

Tredici Pietro ha portato al 76° Festival della Canzone Italiana Vita, un brano di suo padre Gianni Morandi e Lucio Dalla, accompagnato da Galeffi, Fudasca & Band. Durante l’esibizione, all’improvviso, è apparso lui, Gianni! Ed è cambiata radicalmente la percezione della cover, fino ad allora più esagitata che calda: in un lampo è diventata coinvolgente. Meraviglioso Gianni, interprete d’eccezione, a cui all’inizio cede un po’ la voce per la commozione. Lo conferma a fine duetto: <Mi commuove cantare insieme a lui … Ero tesissimo >

LDA & Aka7even portano sul palco di Sanremo 2026 Andamento lento e il sorriso energico di Tullio De Piscopo, 80 anni appena. Non poteva che entrare con una rullata di bacchette alla batteria, travolgente, e poi a travolgere ci hanno pensato i due ragazzini in montatura nera, belli da vedere e da ascoltare.

Allegria e ironia di una Milano d’altri tempi con J-Ax e la Ligera County Fam, gruppo formato per l'occasione da Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, Ale e Franz e Paolo Jannacci. Volti diversi, generazioni diverse, ma un filo comune: Milano. È stata apoteosi.
Il brano scelto è E la vita, la vita, scritto da Enzo Jannacci e Renato Pozzetto, e reso celebre nel 1974 proprio da Pozzetto e Cochi Ponzoni. Il nome del collettivo richiama la "Ligera", espressione dialettale legata alla storia popolare della città. Anche sui social la presentazione aveva richiamato quell'immaginario, con immagini ambientate in Piazza Duomo.

Strepitoso il duetto giocoso di Ditonellapiaga e TonyPitony, artista mascherato da Elvis Presley ! La loro interpretazione di The lady is a tramp di Lady Gaga non è affatto un gioco. Da applausi. Sicuramente da podio !!

Raffinato e intenso il trio con Serena Brancale, il cantante jazz statunitense Gregory Porter da due Grammy Awards e Delia al pianoforte, in una variopinta Besame mucho.

Mario Biondi canta Hit the Road Jack di Ray Charles, come solo lui sa fare, e avvolge tutto. Al suo fianco Alex Britti stile Blues Brothers con la sua chitarra. E Sayf, in mezzo a loro, tira fuori una voce dalla forza inaspettata. E poi un carisma da autentico performer, con uno show alla tromba strepitoso.

Al primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko, che ha danzato per Patty Pravo, Fedez & Masini replicano con il violoncello di Stjepan Hauser, scomodando il brano Meravigliosa creatura.

Tommaso Paradiso duetta con gli Stadio sulle note de L’ultima luna di Lucio Dalla.
La scelta del brano non è casuale. L’ultima luna è una delle perle più evocative del repertorio di Dalla, un brano che unisce poesia, malinconia e quella capacità tutta italiana di raccontare l’intimità attraverso immagini universali. Portarlo sul palco dell’Ariston significa confrontarsi con un’eredità importante, ma anche reinterpretarla con uno sguardo nuovo.

Tommaso Paradiso, cantautore capace di trasformare la nostalgia in cifra stilistica contemporanea, trova negli Stadio interlocutori ideali. La band, storicamente legata a Lucio Dalla, rappresenta un filo diretto con quella stagione irripetibile della musica d’autore emiliana che ha segnato gli anni Settanta e Ottanta.
Levante ha scelto di farsi accompagnare da Gaia sul palco del Teatro Ariston: canteranno I maschi di Gianna Nannini.

Michele Bravi duetta con Fiorella Mannoia sulle note di Domani è un altro giorno, storico brano reso celebre da Ornella Vanoni. Alla base del progetto c'è anche l'idea di omaggiare e ricordare l’artista scomparsa lo scorso novembre.
La canzone parla di resilienza, di attesa, di quella fragile speranza che resiste anche nei momenti più difficili. È un brano che richiede maturità interpretativa, controllo emotivo e rispetto per la sua storia. La delicatezza introspettiva di Bravi e la solidità espressiva della Mannoia.

Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas cantano Il mondo di Jimmy Fontana.
Una scelta che racconta molto del loro percorso artistico: rispetto per la tradizione cantautorale italiana e desiderio di rilettura personale, con un arrangiamento intimo e coerente con la loro cifra stilistica.

Maria Antonietta e Colombre hanno debuttato come duo proprio a questo Festival, suggellando artisticamente un legame che dura da oltre dieci anni. Lui aveva già curato la produzione di due album chiave della cantautrice, “Sassi” e “Deluderti”, mentre la presenza di Brunori Sas non è casuale: fu proprio lui a produrre il primo disco di Maria Antonietta, dando avvio a un percorso che oggi trova continuità sul palco più importante della musica italiana.
Alla fine la classifica delle TOP TEN !!
1) Ditonellapiaga con TonyPitony – The lady is a tramp
2) Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – Hit the road Jack
3) Arisa con Il Coro Teatro Regio di Parma – Quello che le donne non dicono

4) Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – Occhi di gatto
5) Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band e Gianni Morandi – Vita
6) Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – Cinque giorni
7) LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo – Andamento lento
8) Nayt con Joan Thiele – La canzone dell’amore perduto

9) Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – Su di noi
10) Luchè con Gianluca Grignani – Falco a metà
PREMI FINALISSIMA
Sal Da Vinci vince nella categoria Big del Festival di Sanremo 2026 con il brano Per sempre sì, imponendosi nella serata finale al Teatro Ariston. La sua affermazione arriva al termine di un percorso competitivo caratterizzato da votazioni combinate tra televoto, sala stampa e giuria delle radio. Il successo consolida la sua presenza nel panorama della canzone italiana contemporanea.

Oltre alla vittoria assoluta di Sal Da Vinci, la finalissima ha assegnato i prestigiosi riconoscimenti tecnici e giornalistici.
Premio della Critica “Mia Martini”: Fulminacci
Con 26 voti su 102 validi, il cantautore romano ha conquistato il premio assegnato dalla sala stampa, tv e web con il brano Stupida sfortuna (scritto con Pietro Paroletti). Il brano, che esplora la fine di un amore con parole attente e melodia raffinata, fa da apripista al suo quarto album “Calcinacci”, in uscita il prossimo 13 marzo. Seguono Ermal Meta con 17 preferenze e Levante con 11.

Premio Sala Stampa “Lucio Dalla”: Serena Brancale
La stampa Radio-TV-Web ha premiato l’intensità di Qui con me. Un riconoscimento che certifica il grande consenso mediatico acquisito dalla cantante durante questa kermesse, consacrandola tra le vere protagoniste dell’edizione.

Oltre al premio della stampa, Serena Brancale fa il bis conquistando anche il favore del pubblico con il Premio TIM : è risultata la più votata attraverso i social ufficiali e l’app MyTIM.
Il Premio Lunezia già assegnato all’artista nei giorni scorsi ha riconosciuto l’altissimo valore emozionale e musical-letterario di Qui con me, brano toccante dedicato alla madre scomparsa.
Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo: Fedez e Marco Masini
L’inedito e sorprendente duo si aggiudica il riconoscimento letterario del Festival con Male necessario. Il premio celebra l’ottima capacità degli autori di coniugare metrica contemporanea e un profondo contenuto emotivo.

Premio “Giancarlo Bigazzi” per il miglior componimento musicale: Ditonellapiaga
I professori dell’orchestra del Festival hanno premiato Che fastidio! valutando l’eccellente struttura armonica, la scrittura e la sofisticata costruzione melodica del brano.

Premio per la Miglior Cover/Duetto: Ditonellapiaga e Tony Pitony
Un riconoscimento già acquisito nella quarta serata, ma ribadito in finale: la loro reinterpretazione scenografica e teatrale del classico The Lady Is a Tramp ha messo d’accordo Televoto e giurie tecniche.
Premi alla Carriera: il Festival ha tributato il giusto omaggio alla storia della musica italiana consegnando i premi alla carriera a tre giganti assoluti: Fausto Leali, Mogol e Caterina Caselli.
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