Alla GAM di Torino la TERZA RISONANZA esplora l'intersezione tra INCANTO, SOGNO, INQUIETUDINE trasportandoci in un paesaggio visionario dove i confini tra realtà e immaginazione si dissolvono.
“ANGER PLEASURE FEAR” è il progetto di Linda Fregni Nagler che esplora l'ambiguità dei codici visivi. Analizzando fotografie vernacolari e d'archivio, l'artista evidenzia la discrepanza tra le emozioni etichettate (Rabbia Piacere Paura) e le reali espressioni umane, mettendo in dubbio la verità della rappresentazione fotografica.
La mostra è concepita come un unico racconto che riunisce opere realizzate nel corso di oltre venti anni … cicli differenti delineano un percorso poetico che, attraverso la materialità della fotografia, illustra il XX secolo.
A Moment of Suspense (2014) - Stampa alla gelatina ai sali d’argento su carta baritata opaca, virata al selenio.
Linda Fregni Nagler : ricercatrice, storica, collezionista, archivista, antropologa di immagini …
Immagini singolari e talvolta inquietanti, dimenticate dalla storia e ritrovate grazie alla sua curiosità, osservate, reinterpretate e ricollocate come tasselli di una lunga narrazione.
La sua opera invita ad esplorare i confini mutevoli tra documento e visione, memoria e immaginazione, rendendo la fotografia non solo oggetto, ma soggetto del pensiero.
Linda Fregni Nagler, nata a Stoccolma, diplomata nel 2000 in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, vive e lavora a Milano.
Autoritratto
“ANGER PLEASURE FEAR”
Apre la mostra la serie Going Untitle : stampe fotografiche realizzate partendo da disegni su carta da lucido che riproducono originali fotografici di strumenti da lavoro.
La serie inedita Little History of Subjugation indaga l’enigmaticità della relazione uomo-animale.

L’ampio spazio espositivo accoglie Pour commander à l’air - Premio MAXXI 2014 : una serie di 16 gigantografie tratte da riviste americane (immagini di fatti di cronaca) e 3 installazioni di macchine aeree ispirate a Nadar.
Nadar, pseudonimo di Gaspard-Félix Tournachon, è stato un fotografo, caricaturista, giornalista, romanziere e pioniere del volo aerostatico francese. È noto soprattutto come pioniere della fotografia; realizzò inoltre le prime foto aeree.

Deardevil (2014) - Stampa ai sali d’argento su carta baritata
Nella sala successiva troneggia The Hidden Mother : installazione presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2013. E’ composta da 997 dagherrotipi, carte de visite e tintypes, in cui un bambino ‘visibile’ cela la madre, presente, ma avvolta da un manto nero che pare un burqa. Un’immagine molto forte, che attrae immediatamente l’attenzione perché il corpo della madre, seppur negato visivamente, ha comunque una possente presenza.

#0063 dalla serie The Hidden Mother (2006–13). Stampa all’albumina montata su cartoncino

#0097

Nelle due salette adiacenti si scopre Vater (Father, Padre) : installazione fotografica con 138 stampe giclée in 9 pannelli.
Serie inedita realizzata per questa occasione dedicata al Mensur, duello rituale con radici medievale tipico delle confraternite studentesche (Studentenverbindungen) in Germania, Austria e Svizzera. Originato nel XVI secolo, è un combattimento a distanza fissa (dal latino mensura, "misura") in cui gli avversari utilizzano spade affilate (Schläger) per dimostrare coraggio, senza retrocedere. Le cicatrici conquistate sono esibite come segno di distinzione sociale e morale, di appartenenza e cavalierato.
Le foto coprono il periodo 1892-1968, con due scatti contemporanei.



Vater _026 (2025) - Stampa alla gelatina ai sali d’argento
Smokes, Clouds, Explosions : collezione di lastre per lanterna magica dell’artista, base della performance Things that Death Cannot Destroy ( Non voglio uccidere nessuno ), stampate su carta e poi colorate a mano.
How to Look at a Camera : una serie di immagini che mostrano persone cieche e figure viste di spalle. Queste ultime rimangono spesso enigmatiche.

Blind Brazilians

Tapada Limeña : la donna velata nel Perù del XIX secolo.
Soprattutto a Lima, le donne di rango elevato potevano essere viste per strada dopo la messa mattutina, o durante una passeggiata al tramonto, coperte da abiti che ne nascondevano il fascino, proteggendone la privacy e l'anonimato. Il loro costume – saya y manto – era di origine andalusa. L'evoluzione del suo utilizzo trasformò questo indumento in uno strumento di seduzione.
Del corpo interamente ammantato, si intravedeva un solo occhio, attraverso l'apertura del velo.
Con questo occhio, la tapada inventò strategie per sedurre gli ammiratori. Anche i fotografi stranieri che si stabilirono a Lima a metà del XIX secolo ne furono affascinati: i fratelli Courret o Eugène Maunoury, ad esempio, entrambi corrispondenti dello studio Nadar a Parigi.
In posa in studio, la tapada che scruta la macchina fotografica è un ciclope di fronte a un altro ciclope. L'obiettivo, in definitiva, è una sintesi dei due occhi che si avvicinano fino a sovrapporsi.
L'attrazione per l'aspetto materico della fotografia e la familiarità con le sue tecniche hanno portato Linda Fregni Nagler a sperimentare il processo della fotoincisione, in un formato più grande dell'originale. Le immagini vengono incise meccanicamente su una lastra di zinco che, dopo il trattamento, diventa la matrice per la stampa con un torchio.
“ANGER PLEASURE FEAR” : prima mostra antologica in una
istituzione italiana dedicata a LINDA FREGNI NAGLER.
A cura di Cecilia Canziani
GAM TORINO – fino al 1 marzo 2026
Reportage fotografico by Barbara CARICCHI e Mauro DRAGONI
© Copyright Barbara Caricchi ARTIVAMENTE – Tutti i diritti riservati


