La RISONANZA è il filo conduttore che dona unità ad ogni stagione espositiva della GAM, intrecciando mostre, collezione e progetti in un insieme organico.
Dopo la prima dedicata a luce, colore, tempo e la seconda a ritmo, struttura, segno la TERZA RISONANZA esplora l'intersezione tra INCANTO, SOGNO, INQUIETUDINE trasportandoci in un paesaggio visionario dove i confini tra realtà e immaginazione si dissolvono.
In questo contesto si inseriscono mostre temporanee come
"Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni" – il paesaggio notturno come luogo di sperimentazione tecnica (cannocchiale di Galileo), riflessione scientifica (sfera armillare), introspezione poetica (Chagall e Licini)
"Frangibile" - l'antologica di Elisabetta Di Maggio sui temi universali della natura e del tempo. La mostra si apre con Annunciazione #03 (2025), due ali di libellula in rame ossidato e si chiude con Desiderale (2006), video in cui l’intaglio della pellicola genera un cielo stellato.
Il percorso espositivo suscita STUPORE e INCANTO, tra figurazione e astrazione. Intaglio che esplora i diversi materiali, dalla carta velina per pareti di pizzo a saponi di Marsiglia per mappature urbane fino a elementi vegetali percreazioni aeree in precario equilibrio. E ancora sequenze di spilli che disegnano le Traiettorie di volo di farfalla e francobolli che creano mandala ipnotici …
"Anger Pleasure Fear" – la personale di Linda Fregni Nagler che usa la fotografia per riflettere su visione, memoria e materialità dell’immagine, intrecciando collezionismo, ricerca e narrazione.

"Culture Nature" – l’omaggio a Lothar Baumgarten in videoteca per ricordare la sua capacità di unire ricerca estetica, riflessione antropologica ed ecologica.
Davide Sgambaro, "L'Intruso" di questa TERZA RISONANZA - in dialogo con le collezioni permanenti per creare nuove connessioni tra passato e presente - gioca tra incanto e inquietudine, ponendo una riflessione più profonda sul disincanto e sul trauma generazionale.
INCANTO, SOGNO, INQUIETUDINE nelle Collezioni Permanenti
con 7 sezioni
Fiabe dell’oggetto – memoria e immaginazione negli oggetti (favole de La Fontaine )
Eccentrici – tre artisti torinesi il cui sogno diventa linguaggio personale tra simbolismo, erotismo e visioni fiabesche
Ada (1914) , terracotta - Felice Casorati
Gli occhi del cielo (1967) – Carol Rama con gli occhi delle bambole
Guglielmo Castelli - mutande
Visioni dell’oltre – presenze arcaiche, apocalissi visionarie, forze primordiali

I Sortilegi I (1961) – Pinot Gallizio
Sacro inquieto – Dalla casa-tempio di Nanni Valentini al San Sebastiano di Leonicillo, fino alle figure femminili mitologiche, religiose e contemporanee in equilibrio tra incanto e turbamento
Sister di Chiara Camoni
Sull’illusione – paesaggi incompiuti, tele cucite e forme trasparenti
Turbamenti – follia, dolore e morte in scene quotidiane cariche di inquietudine
La cella delle pazze (1884) – Giacomo Grosso
Altre geometrie (al primo piano) - logica e mistero … armonia e inquietudine

La stanza dove Marsilio sognava di dormire (2001) – Mario Airò
Tutto tondo (Popcorn), 1998 – Eva Marisaldi : semplici chicchi dimais rivelano pianeti e satelliti in miniatura

Giardino mendeliano (1997) – Saverio Todaro : biglie colorate divengono piselli di uno schema generativo di trasmissione genetica.
"Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni"
La rappresentazione del notturno nell’arte figurativa dall’inizio del XVII secolo fino alla contemporaneità .
Il fascino della notte come luogo dell’ambiguità, del mistero e della scoperta .
Felice Casorati
Odilon Redon

La costellazione di Orione (1910) – Giacomo Balla

The Moon Woman (1942) – Jackson Pollock

Amalassunta occhio giallo (1950) – Osvaldo Licini

At Night (1921) – Paul Klee

Going Home (1953) – Titina Maselli

Autoritratto di stelle (1973) – Michelangelo Pistoletto

Io a Roma (1986) – Gino De Dominicis

In My Country (1943) – Marc Chagall
TERZA RISONANZA : INCANTO, SOGNO, INQUIETUDINE
Dall’intersezione di queste tre parole nascono ambiguità e slittamenti percettivi che le mostre ospitate alla GAM fino al 1 marzo 2026 intendono sondare, squarciando il velo che spesso cela gli aspetti più fragili, enigmatici o perturbanti del reale, non per appianarli, bensì per comprenderli e accoglierli nella loro complessità.
Reportage fotografico by Mauro DRAGONI e Barbara CARICCHI
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